Collare antiabbaio, è utile o solo pericoloso per il cane?

collare antiabbaio

Nel corso degli ultimi tempi si sente parlare piuttosto di frequente di collare antiabbaio, ma tante volte questo strumento viene impiegato in modo del tutto improprio. Infatti, si può considerare come uno dei numerosi strumenti e metodi che ci sono a disposizione sia per l’addestramento che per quanto riguarda l’educazione dei cani. I collari educativi spray oppure ad ultrasuoni, infatti, possono rappresentare un ottimo aiuto in tanti casi. La prima cosa da mettere in evidenza è quella che non devono essere impiegati in maniera superficiale oppure non adeguata. Infatti, si tratta di strumenti che devono essere utilizzati solo ed esclusivamente all’interno di un percorso educativo ben definito. Per questa ragione, il loro uso deve essere accompagnato dai consigli di un educatore cinofilo oppure di un comportamentalista, in modo particolare quando viene impiegato su cani di grossa taglia, come il Mastino Tibetano, ad esempio.

Il collare antiabbaio è utile?

collare antiabbaio

Ci sono tante tipologie di collare antiabbaio presenti in commercio, che hanno caratteristiche e prezzi diversi. Il collare elettrico, ad esempio, è in grado di trasmettere scosse di variabile intensità e durata al collo del cane. Come? Mediante la presenza di due elettrodi realizzati in metallo, che vanno a premere direttamente sulla pelle del cane. L’uso di un telecomando permette di inviare le scosse solo nei momenti voluti. Il collare ad ultrasuoni si trova con notevole difficoltà in Italia. Il suo funzionamento è piuttosto semplice. Ogni qualvolta il cane abbaia, subirà un segnale sonoro ad elevata frequenza, che lo infastidirà notevolmente. In realtà, è lo stesso sistema del collare spray, che può essere alla citronella oppure senza odore. Il collare spray, come si può facilmente intuire, deve essere ricaricato con una buona frequenza.

Il collare antiabbaio elettronico

collare antiabbaio

Si tratta di uno strumento che ha la particolare capacità di individuare le vibrazioni che vengono diffuse dalle corde vocali dell’animale nel momento in cui comincia ad abbaiare. Ogni qualvolta, quindi, che il cane emette tali vibrazioni, ecco che riceve una piccolissima scossa elettrica sul collo. Si tratta di una soluzione, però, che è stata criticata in più di un’occasione. Sono molteplici gli inviti delle organizzazioni a difesa dei diritti degli animali al ritiro dal mercato di questi collari. Infatti, considerano tale strumento in grado di provocare dolore al cane, al punto tale da poter essere equiparato ad un sistema di maltrattamento. In Australia, ad esempio, è stato abolito. Anche diversi veterinari lo sconsigliano, visto che anche dal punto di vista dell’efficacia non sembra portare a grandi risultati. Un buon numero di ricerche, infatti, ha messo in evidenza come nel 50% dei casi di cani su cui sono stati testati i collari elettronici non c’è stata alcun cambiamento, in positivo, della frequenza con cui abbaiano. L’Alano Arlecchino, invece, abbia poco di frequente.

Il collare spray

collare antiabbaio

Dei collari che sfruttano uno spray al suo interno alla citronella viene fatto un largo impiego da un buon numero di organizzazioni relative all’adozione di cani randagi. In questo modo vengono quantomeno gestiti meglio i rumori eccessivi all’interno dei canili. Ciascun collare può contare su un microfono che ha proprio la capacità di individuare l’esatto momento in cui il cane comincia ad abbaiare. Nel momento in cui viene trasmesso il segnale, ecco che si attiva lo spray, che diffonde un’essenza alla citronella verso le narici del cane. Si tratta, in ogni caso, di strumenti che presentano un buon numero di svantaggi. Il motivo è presto detto. Prima di tutto capita piuttosto di frequente che la sensibilità del microfono non riceve un’impostazione corretta. Alcune volte, in caso di impostazioni errate, si rischia perfino che il dispositivo si attiva anche quando ad abbaiare sono altri cani, infliggendo una punizione all’animale nel momento in cui invece non aveva fatto nulla. Si tratta di una situazione che può diventare ben presto pericolosa, dal momento che può modificare notevolmente il suo comportamento. Tra gli altri svantaggi troviamo certamente il fatto che diversi cani hanno un’innata facilità ad adeguarsi in men che non si dica all’odore della citronella. E, per tale motivo, questa tipologia di collare finisce con il non portare praticamente ad alcun risultato.

Cosa fare se il cane abbaia di continuo e fastidiosamente?

Prima di tutto è necessario effettuare un’approfondita analisi della tipologia di abbaio che lo caratterizza. In questi casi può essere senz’altro molto utile affidarsi all’esperienza di un educatore cinofilo, che certamente ha tutte le competenze necessarie per esprimere un parere valido. A questo punto è necessario risalire alla causa primaria da cui deriva il tanto abbaiare. Infatti, provvedere ad inibire semplicemente l’effetto non porta a grandi risultati. Nel caso in cui l’abbaio sia territoriale, il problema potrebbe essere risolto anche con alcuni strumenti semplici e che non richiedono spese enormi. Ad esempio una siepe piuttosto che un pannello oscurante, in modo tale che il cane non possa vedere la strada. Scoprite intanto la storia del Pinscher nano!

Abbaio per via di fattori sociali? Ecco cosa fare!

collare antiabbaio

In alcuni casi l’abbaiare è collegato ad elementi di carattere sociale, come ad esempio insicurezza, piuttosto che ansia, solitudine, mancanza di rapporti d’affetto. In tutte queste situazione, per risolvere il problema è necessario recarsi alla sua radice. In poche parole, è necessario colmare la lacuna che il cane manifesta. Di conseguenza, svolgere delle attività con il proprio cane è molto utile. Soprattutto esercizi che possano, al tempo stesso, permettergli di sfogare gran parte delle sue energie. Bisogna sfatare il luogo comune secondo cui il cane in giardino si sfoghi. Non è assolutamente vero, dal momento che questi animali non si mettono a correre da soli per liberarsi da stress e ansie. Ed è altrettanto errato che i cani non riflettono circa il proprio comportamento, anche in appartamento.

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