Il Piccolo Levriero Italiano: elegante, veloce, agile e… Made in Italy!

Ha una solida corporatura, ed altezza e lunghezza sono uguali, per una forma di tipo squadrato; ha un dorso piuttosto rettilineo e ben delineato il garrese. Il dorso è ben robusto così come potente è la groppa, che è anche ampia e massiccia.

La forma degli arti del Piccolo Levriero Italiano è rettilinea, perfettamente appiombati. Tutta la forma del suo corpo è ben equilibrata, e fine è la struttura delle ossa. Le spalle presentano una leggera inclinatura e sono sporgenti e muscolose. Bello dritto è il garretto, che è perpendicolare perfettamente rispetto al posteriore, ha i piedi piuttosto piccoli, di forma ovoidale e le dita sono serrate ed arrotondate. Ha unghie di colore scuro e suole di natura protettiva.

Si muove velocemente, agilmente ed elegantemente, sembra snodato.

Si muove velocemente, agilmente ed elegantemente, sembra snodato.

Il Piccolo Levriero Italiano ha una testa di forma oblunga che termina con un muso tendenzialmente a punta, il cranio è piano ed ha le labbra abbastanza sottili. Non è molto evidente lo stop.

Ha un tartufo molto scuro mentre le narici sono larghe, fini le labbra di colore scuro, a forbice la dentatura che è perfetta per numero ed ha robuste e lunghe mascelle.

Scuri anche gli occhi, Il Piccolo Levriero Italiano ha un’ espressione furba, vivace. Ha orecchie di forma sottile, molto piccole e molto più in alto rispetto agli occhi.

Il collo si presenta di forma arrotondata superiormente ed è lungo quanto la testa. Ha la coda dritta, già poco spessa a livello della base ma che va sempre più assottigliandosi ed incurvandosi man mano che ci si avvicina all’ estremità, avendo il pelo raso.

Ha un pelo molto corto e di natura sottile, il colore del manto è grigio tendente all’ ardesia, fulvo e nero. Si tollera il bianco solo sul petto e sulle zampe.

Il Piccolo Levriero Italiano:  origine e nazionalità:

La nazionalità di questa splendida razza è italiana. La razza affonda le sue origini probabilmente nell’ Antico Egitto, per poi venir importato nel nostro continente dai Fenici. E’ raffigurato in tante opere d’ arte anche della Grecia Antica. Nel quinto secolo avanti Cristo, cane velocissimo, veniva impiegato nella caccia ai conigli, ai fagiani ed alle lepri. Le famiglie dell’ aristocrazia degli antichi Romani lo apprezzavano per la nobiltà della razza, come anche durante il Rinascimento. Il Piccolo Levriero Italiano era diffuso tra la nobilità e persino nelle corti, fu immortalato nelle opere di tanti artisti di chiara fama, quali, ad esempio, Michelangelo Buonarroti.

Il Piccolo Levriero Italiano: la personalità ed il carattere.

Sue caratteristiche sono la tranquillità, l’ educazione e la riservatezza, sempre molto legato affettivamente al padrone, gli si dimostra dolce ed affettuoso. Si lega a tutta la famiglia ma riconosce in una sola persona il suo “vero padrone” cui dona incondizionatamente tutto il suo amore: il Piccolo Levriero Italiano è molto fedele con lui, tanto quanto è sospettoso e diffidente con li sconosciuti.

IL Piccolo Levriero Italiano gli standard di questa razza.

 

L’ aspetto, in generale.

Cane dolicomorfo, si può inscrivere in un quadrato il suo tronco ed il suo aspetto, sebbene di piccole dimensioni, ricorda in tutto e per tutto quello del levriero, anche se molto più piccolo. Cane di grande eleganza e raffinatezza, viene a ragione indicato come prototipo del cane distinto e di classe.

Quando le proporzioni si dimostrano importanti.

E’ lungo quanto alto al garrese, il muso è lungo la metà della testa e la testa può essere lunga il quaranta percento dell’ altezza (sempre al garrese): proporzioni perfette. Come il carattere ed il comportamento: vivace si, però sempre docile ed affettuoso.

Com’è fatta la sua testa.

Di morfologia dolicocefala, può essere lunga il quaranta percento dell’ altezza al garrese.

Dimensioni e forma del cranio.

Il cranio è di forma piatta ed ha gli assi craniofacciali che sono paralleli fra di loro. Il cranio, oltretutto, è lungo la metà del totale di tutta la testa. La parte del cranio sottostante le orbite è ben equilibrata, mentre i muscoli del cranio non sembrano troppo sviluppati. Le arcate delle sopracciglia sono ben delineate.

 La regio facialis.

La regio facialis.

IL tartufo ha le narici correttamente aperte ed è di colorazione scura (meglio quando è proprio nero). Il muso del Piccolo Levriero Italiano è di forma affusolata con i margini delle lebbra,  ben colorati di nero, aderiscono perfettamente alla mascella, che è perfettamente allungata ed i suoi incisivi formano una corona, tra l’ altro ben robusta se rapportata alle dimensioni del cane. La dentatura è sana, completa ed i denti sono ben perpendicolari rispetto alle mascelle, mentre i denti incisivi si chiudono “a forbice”. Le guance sono ben asciutta e gli occhi ben grandi, pieni d’ espressività e con una scura iride. La marginatura palpebrale è pigmentata. Gli orecchi sono posizionati per bene sulla sommità ed anno una cartilagine sottile. Sono piegati su se stessi e portati all’ indietro verso la nuca, in direzione della parte di dietro del collo. Se il cane è in fase di “attenzione”  una prima porzione dell’ orecchio si erige, mentre la parte di sopraviene mantenuta laterale, orientata orizzontalmente, in modalità cosiddetta “tetto”.

E il collo?

Nella sua parte superiore si mostra di forma leggermente arcuata mentre nella porzione inferiore, nei pressi della tiroide, presenta una leggera convessità e si inserisce bruscamente al garrese. Il collo è lungo quanto la testa ed ha una forma a tronco di cono, presentandosi molto muscoloso. La pelle si presenta asciutta e non ha giogaia.

Forma ed aspetto del corpo.

Come già scritto il Piccolo Levriero Italiano ha un corpo che si può inscrivere in un quadrato, essendo tanto lungo quanto alto al garrese. Nella regione dorsolombare la sua linea superiore, che è retta all’ origine, si arcua leggermente. L’ arcata dei lombi è in modo molto armonico fusa con l’ ideale linea formata dalla groppa. Discretamente pronunciato è il garrese, ha il dorso potentemente muscolarizzato ed il torace che discende fino all’ altezza dei gomiti, profondamente. La groppa ha un andamento piuttosto scosceso ed è anch’ essa muscolosa e ben larga. Il petto si presenta di forma piena ma stretta e modellata in modo molto fine, mentre presenta un torace di forma poco cerchiata, che, di profilo, si vede scendere all’altezza dei gomiti. L’ aracata formata dallo sterno è abbastanza corta risalendo in modo accentuato ma non bruscamente in direzione del suo addome.

Non dimentichiamo la coda.

Si inserisce piuttosto inferiormente, e, essendo già sottile alla sua radice, comunque si assottiglia andando in direzione della sua punta. Il cane la porta sempre bassa ed in modo rettilineo dall’ origine al suo centro, poi, invece prende una forma curva fino alla punta. Se la distendiamo in giù, la coda ideale deve arrivare fino all’ estremità del garretto. Il pelo della coda si presenta rasato.

Anche gli arti hanno la loro importanza.

Gli arti anteriori scendono in perfetto piombo ed hanno muscoli ben asciutti. Le spalle si presentano un po’ oblique con una muscolatura sviluppata per bene, allungata, saliente e netta. Il braccio presenta un’ angolatura scapoloomerale molto aperta ed è parallelo alla linea mediana del corpo. E’ lungo un po’ di più rispetto alla spalla. I gomiti si presentano in assetto non sporgente e non rientrante, mentre le ossa dell’avambraccio presentano un’architettura di tipo secco, piatto ed asciutto trovandosi anche perfettamente verticale sia di profilo che di prospetto. Le scanalature carpiocubitali sono bene delineate. Da terra il gomito è un po’ più alto che rispetto al garrese. Ha i piedi ovaleggianti e molto piccoli, con dita  ad andamento arcuato e strette fra di loro. I cuscinetti delle piante sono poco sviluppati ed appaiono sempre d’ aspetto ben pigmentato. Le sue unghie hanno in genere colore nero o, comunque, sempre scuro se confrontate con il mantello. Solo il piede può essere bianco, lì è accettato. Quelli posteriori scendono anche loro perfettamente a piombo in vista posteriore. Le cosce sono asciutte, lunghe e non voluminose, con la muscolatura che presenta nette divisioni tra un muscolo ed un altro.  Le gambe sono molto inclinate con ossa molto fini. Il canale cosiddetto “gambale” spicca per evidenza. La gamba è un po’ più lunga della coscia. I garretti ed i metatarsi, alla vista posteriore, è bene che risultino paralleli. Il piedi posteriori risultano di forma meno ovalizzata rispetto a quelli anteriori avendo le dita di forma ben arcuata e che risultano ben serrate le une alle altre. Il cuscinetto plantare è poco voluminoso e l’ unghia risulta pigmentata in modo evidente, come l’ anteriore.

Il piccolo Levriero Italiano e la sua andatura.

L’andatura di questa elegante razza risulta essere tra le più armoniche ed elastiche, come un trotto che sembri un po’ sollevato da terra. Ciò sta ad indicare che gli arti davanti muovono anteriormente con ottima distensione, flettendo leggermente il metacarpo. Quando galoppa velocità e scatto risaltano subito agli occhi. La pelle del Piccolo Levriero Italiano è di natura sottile ed aderisce perfettamente ad ogni parte del corpo, se si eccettua il gomito, porzione in cui può mostrare qualche plica da leggero rilassamento.

Com’è il suo manto?

 

In tutto il corpo questa razza ha peli molto rasi, setosi e sottili, senza frange.

Ed il colore del manto?

Un unico colore su tutto il manto, grigio e nero, passando per ogni sfumatura. Si accetta del bianco solamente sul piede e sul petto.

Piccolino, ma con classe: la taglia ed il peso.

Sia i maschi che le femmine hanno più o meno le stesse dimensioni, ad esempio sono alti al garrese tra i trentadue ed i trentotto centimetri e pesano, entrambi i sessi, intorno ai cinque chilogrammi. Gli esemplari di sesso maschile occorre che abbiano i testicoli di forma corretta e perfettamente posizionati all’ interno dello scroto.

Eventuali difetti del Piccolo Levriero Italiano.

Qualsiasi aspetto non corrisponda alle caratteristiche menzionate sopra dove abbiamo descritto le diverse porzioni del corpo del Piccolo Levriero Italiano è considerato “difetto”, il quale costituirà una penalizzazione nel complesso dei giudizi in proporzione all’ entità del discostamento ed a quanto è diffuso: in caso di andature steppanti o arpeggianti, oppure ambi continuativi, oppure, infine, se il cane presenti movimenti raccorciati e radenti, si tratta di difetti che penalizzerebbero il giudizio complessivo.

I difetti che potrebbero portare ad un’  eliminazione.

Nei concorsi alcuni eventuali difetti del Piccolo Levriero Italiano potrebbero addirittura costargli l’ eliminazione, ad esempio parliamo di divergenze o anche convergenze dell’ asse craniofacciale, oppure di depigmentazioni del tartufo (un tartufo con depigmentazione anche solo su una porzione pari alla metà dell’ intera superficie costituirebbe un difetto da eliminazione), eventuali convessità o concavità delle canne nasali, la presenza di sperone, la coda qualora si presenti rivoltata in direzione del dorso, il manto qualora non sia unicolore, e colorazioni bianche se non nei piedi e nel petto. Altro difetto da eliminazione è un’ altezza al di sotto dei trentadue centimetri o al di sopra dei trentotto.

La squalifica potrebbe essere determinata da: orlo palpebrale totalmente depigmentato, testicoli non completamente sviluppati, anche uno solo, Prognatismo, enognatismo, brachiurismo, monorchismo, occhi gazzuoli, criptorchismo ed anurismo, sia in forma congenita che artificiale.

Il Piccolo Levriero Italiano: come viene utilizzato?

Originariamente la sua utilizzazione principale era nella caccia, soprattutto ai fagiani, conigli e lepri, sfruttando le sue straordinarie doti velocistiche. Poi, nel secolo diciannovesimo, la sua utilizzazione si allargò a quella di cane per compagnia. Infine, dopo il secondo grande conflitto mondiale il gruppo cui appartiene gli fu cambiato in “Levrieri”.

Il Piccolo Levriero Italiano: l’ alimentazione.

Gli sono sufficienti circa cento grammi di carne al giorno, non trascurando di integrare con verdure e riso.

Il Piccolo Levriero Italiano: ultime annotazioni.

Non dimentichiamoci che il Piccolo Levriero Italiano è un cane che rifugge dal freddo, soffrendolo sensibilmente, quindi necessita di locali non freddi dove alloggiare e per la notte la cuccia deve essere sufficientemente riscaldata in inverno.

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