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IN CASO DI SEPARAZIONE O DIVORZIO A CHI VA IL CANE?
Quando io e il mio ex compagno stavamo insieme, abbiamo preso un cane, che è intestato a lui. Dopo che ci siamo lasciati, mi ha subito detto che me l'avrebbe portato via. Io ho risposto che il cane è nostro, anche perché penso che abbia bisogno di tutti e due. E' più di un mese e mezzo che il cane è con me, perché al momento il mio ex compagno non è organizzato per tenerlo. Posso fare qualcosa per non farmelo portare via?
Barbara
Gentile Barbara,

il fatto che il microchip del cane sia intestato al suo compagno non determina in senso assoluto la proprietà dell'animale.....

La minaccia fondata sull'assunto che sia lui l'intestatario del cane all'anagrafe canina non tiene conto del fatto che il cane non è un bene mobile registrato, pertanto, benché intestato a Caio, il cane può aver sviluppato una relazione affettiva con Tizio. Inoltre l'anagrafe canina non dispone alcun controllo sulla veridicità di quanto affermato dal richiedente: di solito ci si presenta dal veterinario autorizzato, si fa il microchip per il cane e questo determina l'immediata intestazione. La ratio del microchip è quella di poter risalire all'identità del padrone che, però, va inteso in senso ampio quando il cane convive all'interno di un nucleo famigliare.
Tale mia interpretazione è suffragata, almeno quando ci si trovi in regime matrimoniale, dalla giurisprudenza che, di recente, attraverso un'ordinanza resa dal Presidente del Tribunale di Foggia, in sede di provvedimenti temporanei in una causa di separazione, affidava il cane al marito indipendentemente dall'intestazione formale. Il giudice ha così privilegiato l'interesse materiale e spirituale-affettivo dell'animale conteso, affidando lo stesso al coniuge che, secondo la sommaria istruttoria, era risultato essere quello che maggiormente assicurava il migliore sviluppo possibile della identità dell'animale (in questo caso l'ex marito, a differenza di quanto accade usualmente per un figlio minore), lasciando al coniuge risultato meno idoneo (la moglie) la possibilità del cosiddetto "diritto di visita" per alcune ore determinate nel corso della giornata.
Il magistrato foggiano si è, quindi, pronunciato, affermando che "il giudice della separazione può ben disporre, in sede di provvedimenti interinali, che l'animale d'affezione, già convivente con la coppia, sia affidato ad uno dei coniugi con l'obbligo di averne cura, e statuire a favore dell'altro coniuge il diritto di prenderlo e tenerlo con sé per alcune ore nel corso di ogni giorno".
L'ordinanza è interessante e, di fatto, applica per analogia quanto previsto dal codice civile per i figli minori, ma non è risolutiva del problema che lei mi sottopone. Peraltro voi non siete sposati, quindi alla stato attuale lei, dal punto di vista legale, è un detentore teporaneo e dovrebbe quindi essere obbligata alla restituzione immediata dell'animale al suo intestatario.
In caso di mancata restituzione il giudice potrebbe intimarle di restituire il cane al proprietario nel momento in cui lo stesso abbia trovato una sistemazione adeguata.
In tal caso, se il suo compagno ricorresse alle vie legali, lei dovrebbe organizzarsi per dimostrare che l'animale ha sviluppato una relazione affettiva con entrambi e che lei se n'è presa cura in egual misura, o anche superiore, rispetto al marito. Viceversa, lei stessa potrebbe rivolgersi al giudice chiedendo l'affidamento congiunto dello stesso e dimostrando che ciò rappresenta il bene dell'animale stesso.
Alla fine, in caso di contesa, solo un giudice può stabilire a chi affidare il cane ed anche il magistrato può scegliere la strada più comoda e statuire che il cane è dell'intestatario, prescindendo da ogni valutazione, oppure, con gli ordinari mezzi processuali, prove, perizie e quant'altro, stabilire chi è il "reale" padrone o meglio compagno del cane.
Purtroppo non posso darle risposte certe perché siamo in una fase giurisprudenziale di passaggio e il fatto che non siete sposati aggravia la situazione, però credo che ci siano gli estremi per poter richiedere l'affidamento congiunto dell'animale.