Levriero Afgano: la classe, l’eleganza e la dolcezza in un solo cane.

Il Levriero Afgano: le origini

Si parla di taluni papiri che pare risalgano addirittura al duemila Avanti Cristo che raffigurano un cane il quale molto, ma molto probabilmente, potrebbe essere il progenitore del Levriero Afgano.

Si vide per la prima volta in Europa prendendo il nome “Tazi” che, in lingua araba, vuol dire “cane”. E’ stato assegnato al Gruppo 10, cioè quello cui appartengono i Levrieri, a cura della Federazione Cinofila Internazionale (acronimo: FCI).

LA RICERCA STORICA

LA RICERCA STORICA

Come anticipato, è molto probabile che il levriero Afgano sia tra le razze più antiche che abbiano mai accompagnato l’uomo nel suo lungo cammino evolutivo, anche se, trattandosi dell’era antica, si ha sempre una certa difficoltà a confermare definitivamente le prove. In particolare le raffigurazioni, sia su bassorilievi che su mosaici, farebbero presupporre che nell’Iran meridionale, il levriero, o almeno un suo simile molto somigliante, era già utilizzato nella caccia.

È comunque noto che successivamente il levriero afgano era un animale molto importante nel suo paese d’origine, e da lì si diffuse anche nei paesi limitrofi orientali, in particolare in India, in Cina, in Iran e in Pakistan. Anche il significato di Tazi dunque, può variare a seconda del paese di allevamento, dove in alcune etimologie questo termine riconduceva agli aggettivi “fiero e coraggioso” anche a cani poi autoctonizzati dalla storia. Comunque questo fu per lungo tempo il solo cane a cui si attribuiva un grande valore, non solo perché utile nella caccia, ma anche per il suo carattere e il suo fisico.

Inoltre era considerato anche molto indipendente, caratteristica non indifferente per l’epoca, in considerazione anche della diversa conformazione sociale, in cui raramente si aveva molto tempo da dedicare al proprio animale. Nonostante queste ottime caratteristiche, il levriero afgano non superò mai i confini di quei paesi, fino al secolo scorso. Questa razza era gelosamente custodita da quelle popolazione, e solo il colonialismo occidentale riuscì a farlo conoscere e importare in Europa. Se ne parlava nei racconti dei viaggiatori, ma solo nel 1813 fu eseguito un ritratto artistico, che ne fece conoscere le fattezze anche agli Europei.
IL LEVRIERO AFAGANO IN INGHILTERRA E AMERICA

 

Successivamente alcuni esemplari fecero la loro comparsa in Inghilterra, senza però che si iniziasse un allevamento della razza per usarla in pianta stabile nel vecchio continente, e questi esemplari rimasero solo per alcune dimostrazioni.

Solo nel 1907 venne redatto uno Standard della razza, ma questa era riferita al governo coloniale in India, mentre per avere uno standard ufficiale nel Regno Unito, si dovrà attendere il 1925. Il primo levriero introdotto in via definitiva in Gran Bretagna fu un certo Zardin, nel 1907, mentre 12 esemplari vennero poi importati dal Maggiore Bell-Murray di ritorno dall’India nel 1919, e diedero vita ai primi allevamenti inglesi, dove si migliorò la razza per renderla più longilinea ed elegante.

Il 1927 vide il primo levriero campione inglese, scelto dall’allevamento di Bell-Murray, che poi importarono il levriero afgano anche nei Paesi Bassi e poi negli altri paesi fino agli Stati Uniti. Questi 12 esemplari hanno quindi fondato la dinastia dalla quale discendono tutti i levrieri afgani oggi allevati nel mondo, assieme all’allevamento del maggiore Amps, anch’egli di ritorno dall’India. Certamente vi sono ancora esemplari della razza originaria afgana, ma non migliorati dagli allevamenti inglesi degli anni Venti del 900.

In America si segnalò un altro campione, il primo tigrato della storia, che diede vita alla dinastia Westmill, accoppiandosi con alcuni esemplari provenienti dall’Afghanistan del 1925. Gli allevamenti statunitensi si distaccarono così dalle prime selezioni inglesi. Ulteriori accoppiamenti vennero eseguiti dagli allevatori Lakki Marwat e Ardmore Anthony, che portarono ad un’ulteriore selezione che fece parte dello standard inglese fino al termine della seconda guerra mondiale. In quell’epoca si avevano così due diverse dinastie, che avevano diverse caratteristiche di altezza e di mantello.

La dinastia di Bell-Murray era più alta, ma gli incroci che portarono alla dinastia Ghazni erano considerati migliori nel mantello, e erano anche di carattere più vivace, mentre i primi erano timidi e dolci. Si procedette a incrociare infine le due razze, per ottenerne una definitiva e migliore, che divenne standard nel 1948. Le dinastie inglesi furono il punto di riferimento della razza, e solo recentemente sono stati provati nuovi incroci con cani non inglesi, in particolare indiani ed afgani.
IL LEVRIERO AFAGANO IN INGHILTERRA E AMERICA
Le maggiori selezioni, come visto finora, avvennero in Inghilterra e in America, e il resto dell’Europa fu piuttosto freddo, inizialmente, verso il levriero afgano, ad eccezione dell’Olanda. Solo negli anni 40 il levriero afgano arrivò in Germania, ma bisognerà attendere la metà degli anni 50 per vederlo approdare in Svezia e in Francia. Successivamente la diffusione de cane accelerò in pochissimo tempo, per arrivare in Australia e Italia.

Nel 1960 lo troviamo anche in Danimarca, dove si avviarono allevamenti e incroci. In Italia, alla metà degli anni 50, vennero incrociati esemplari tedeschi, afgani ed inglesi, che diedero vita alle selezioni nel nostro paese. Successivamente anche gli esemplari danesi iniziarono a fare la loro parte negli allevamenti italiani, diventando predominanti negli anni 70 fino ai giorni nostri.

Qual è l’ aspetto e come si cura il Levriero Afgano

 

Il Levriero Afgano è un cane con una taglia classificata come medio grande, di aspetto snello, cosa comune a tutti i Levrieri, e possiede un pelo simile alla seta e molto lungo. La struttura del cane è caratterizzata dalla leggerezza e dalla grande eleganza e classe.

Il suo mantello è opportuno che mantenga una disposizione naturale, però sovente si attuano degli interventi cosiddetti di “stripping” sul dorso dell’ animale affinché la sua sella venga posta in risalto.

IL Levriero Afgano ha un cranio dalle proporzioni armoniose, sulla cui sommità spicca un ciuffo del suo bel pelo, lungo e particolare. La caratteristica del suo muso sono la lunghezza ed il fatto di essere di forma appuntita. Il colore del naso è un profondo nero.

Per quanto concerne le dimensioni, si può parlare di perfezione quando l’ altezza varia dai sessantotto ai settantaquattro centimetri per il sesso maschile e dai sessantatre ai sessantanove per quello femminile. Per quanto concerne la coda, l’ ideale è che termini con un anello.

Nella seconda parte del ventesimo secolo si sono operate una serie di selezioni tali che ottenessero il mantello dal pelo via via maggiormente lungo, affinché guardando correre un Levriero Afgano si abbia la bellissima sensazione che l’ animale stia fluttuando nell’aria, come se non si sforzasse minimamente.

Nello standard dei suoi colori tutti sono ammessi, anche se i più comuni sono il color crema, oppure il colore fulvo unitamente ad una maschera piuttosto scura, piuttosto che il biondo con venature color oro e finanche il nero. Ricordiamo che anche il tigrato è presente tra i mantelli del Levriero Afgano.

Date le caratteristiche del mantello ed il pelo lunghissimo appare evidente come la tolettatura debba avere una frequenza quotidiana ed anche il bagnetto deve avvenire più di frequente che per qualsiasi altra razza. L’ aspettativa di vita è generalmente compresa tra i dodici ed i tredici anni.

L’ alimentazione di un Levriero Afgano

L’ alimentazione di un Levriero Afgano

Il Levriero Afgano e un cane meno affamato di quanto non si possa pensare se si fa riferimento alle sue dimensioni, però è necessario ricordare che gli occorre d’esser alimentato con cibi molto energetici e che siano ricchi di vitamine nonché di oli, affinché il suo aspetto si conservi quanto meglio possibile.

Il Levriero Afgano si può annoverare fra quei cani comunemente definiti robusti e, in linea generale, difficilmente incorre in malattie o disturbi, così come anche la frequenza di malattie a carattere ereditario è piuttosto scarsa.

Naturalmente anche il Levriero Afgano ha alcune note dolenti, dal punto di vista della salute, e cioè la pelle ed anche il suo pelo che, per la propria natura, possono esser soggetti a irritazioni, o anche dermatiti. Una malattia congenita può essere una displasia dell’ anca come anche una cataratta, anche giovanile..

Qual è il carattere del Levriero Afgano, come può essere impiegato e quanto può costare.

Parlando del suo carattere il Levriero Afgano ha come caratteristiche la dolcezza e l’ affettuosità nei confronti del suo padrone, sa adattarsi egregiamente alla vita familiare, però incontra qualche difficoltà nell’essere educato ed addestrato.

Se qualcuno avesse intenzione di utilizzare le sue qualità innate per quanto concerne la velocità, potrebbe provare ad impiegarlo in gare di tipo “coursing”, gare per le quali il Levriero Afgano ha una spiccata predilezione.

Anticamente il Levriero Afgano veniva impiegato solo per la caccia, mentre oggi questa particolare varietà di Levriero viene utilizzato principalmente per la compagnia o anche per alcuni spettacoli, nei quali viene messa in risalto l’ innata classe ed eleganza.

Il Levriero Afgano non rientra tra i cani molto diffusi, soprattutto perché per acquistarlo occorre esser pronti a sborsare anche duemilacinquecento euro se non di più. Questo meraviglioso cane è considerato appartenente ad una fascia d’elite.

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