Pinscher nano: la sua storia, le sue origini

pinscher nanoLa storia del pinscher nano, però, è cosa assai più antica, ed addirittura lo stanno a testimoniare dei reperti di natura archeologica il cui ritrovamento p avvenuto nei pressi di Costanza. I reperti rinvenuti sono ciò che rimane di crani canini da ricondurre più o meno all’epoca delle palafitte e sono la testimonianza di quanto quei cani assomigliassero ai Pinscher attuali. Purtroppo di questi cani non v’è testimonianza scritta perché, appartenendo, probabilmente, ad una classe contadina, non erano considerati una razza importante. Con le selezioni avvenute ad opera dell’uomo nel diciannovesimo secolo, presero origine le razze pinscher, pinscher nano, schnauzer e dobermann.

A partire dalla fine dell’800 iniziarono a sorgere i primi club cinologici tedeschi e nel 1880 fu redatto il “Libro dell’origine del cane tedesco”. I pinscher con il vello ruvido furono classificati tra i cani “barboni”, mentre quelli dal vello liscio furono classificati tra i cani “da caccia”. Già nel 1876 in una esposizione di cani nella città di Amburgo ci fu una sfilata di pinscher dal pelo liscio ed anche dal pelo ruvido, avendosi in quella occasione la prima premiazione per questa razza di cani.

Ma vediamo più nel dettaglio la razza

DESCRIZIONE GENERICA

Il Pinscher nano è l’elemento di spicco della famiglia degli Schnauzer, sia per diffusione che per la sua grande popolarità tra le famiglie, italiane e non solo. La sua origine è tedesca, e qui, prima della tipologia nana, la razza più diffusa era quella di taglia media, a pelo raso. La taglia media aveva un’ampia e antica diffusione in Germania orientale, oltre il confine naturale del fiume Reno, ma agli inizi del XX secolo fu scalzata dal tipo nano, che poi conquistò anche gli appassionati al di fuori della Germania, tanto che subito vennero iscritti più di 1300 esemplari nell’apposito libro delle origini, con diverse colorazioni del manto.

Si selezionarono in particolare i Pinscher neri con chiazze brune chiare, oppure a tinta unica, solo bruni. Il nano è un diretto discendente del Pinscher medio, ma, come vedremo, non ha caratteristiche di nanismo, e infatti non manifesta difetti nella sua estetica, che sono propri di questa manifestazione. Il corpo e la testa sono difatti molto proporzionati fra loro, presentando una perfetta eleganza nei rapporti di misura, migliorate anche dal corto e lucido pelo, che ne conferiscono grazia e brillantezza. È un cane vivace, allegro e vivace, che può portare le sue orecchie sia piegate in basso che ben dritte, pronte a ascoltare tutti i rumori dell’ambiente circostante.

La sua morfologia è quella del lupoide, e sia nelle misure, che nel peso, non vi è differenza tra i due sessi, che possono misurare entrambi tra i 25 e i 30 centimetri di altezza, con peso variabile tra i 4 e i 6 chilogrammi. Viene classificato dalla Federazione Canina Italiana come un molosside, e il prezzo medio di un esemplare con pedigree è di circa 6 o 700 euro.

IL CARATTERE DEL PINSCHER NANO

Il carattere del Pinscher nano rispecchia in tutto quello dei classici cani di taglia piccola: enorme vivacità, allegria, una certa dose di aggressività, anche il più delle volte solo molto rumorosa e non violenta, verso gli estranei, e di conseguenza grande attaccamento ai membri della famiglia, che segue costantemente e di cui desidera sempre la compagnia.

Certamente anche il Pinscher può trasformarsi in un cane aggressivo e violento, se non riceve le giuste attenzioni e la giusta educazione. È infatti un cane molto giocherellone, e va quindi sempre tenuto al centro dell’attenzione e al centro di giochi stimolanti, che non lo annoino mai. Perché come tutti gli esseri viventi, anche il Pinscher ha dei lati negativi del carattere, che tendono a manifestarsi nei momenti di depressione e cattivi rapporti sia con altri cani che con i membri della famiglia.

Le relazioni sono dunque molto importanti, fin da quando è cucciolo, e quindi vanno stabilite in un rapporto di fiducia, non violento, tra noi e lui. Il Pinscher ha il grande vantaggio di essere molto intelligente e di apprendere facilmente e subito durante l’addestramento. Non avremo quindi grandi difficoltà, se seguiremo il training giusto, a stabilire un’ottima relazione con lui e a crescere un cane sano, gentile e premuroso, ma soprattutto felice.
Tra i consigli per un addestramento adeguato, c’è quello di evitare sempre lo stress e gli atteggiamenti aggressivi, limitando le sedute ad “orari normali” e non prolungati. Questo tipo di approccio porterà il cane ad avere grande piacere nel vivere con noi, specialmente negli stretti spazi degli appartamenti.

Il cane inoltre, sarà portato ad un naturale affetto e protezione verso di noi, dimostrandosi anche un valido cane da guardia, seppur molto piccolo. Il suo carattere lo portano a essere un cane perfetto per la coabitazione con i membri “più deboli” come i bambini e gli anziani, verso i quali si dimostra molto protettivo. Ama molto le coccole, e nel caso dobbiate rimproverarlo, non siate troppo aggressivi, ma sfruttate la sua grande intelligenza per fargli comprendere gli errori senza deteriorare il vostro rapporto con lui.

Un aspetto molto importante da valutare se voleste avere un Pinscher è la sua grande sofferenza verso la solitudine. Se siete molto impegnati sul lavoro, single, e dovete lasciare molto tempo il vostro cane a casa, è forse il caso di pensare ad altre razze o addirittura altri animali che non soffrono nello stare soli.

PINSCHER: QUANTO MI COSTI?

Un altro grande vantaggio del Pinscher nano, sono i bassissimi costi per cibo e salute che questa razza ha. Chi ha un Pinscher nano sa che le spese sono di poco superiori a quelle di un gatto.

Questo perché il Pinscher non è un “ghiottone” pronto ad abbuffarsi ad ogni scusa, come altre razze. Difficilmente lo troverete, come simpaticamente fanno invece molti altri cani golosi, fermo in piedi mentre mangiate, in attesa di un boccone dal vostro piatto. Il Pinscher mangia la stessa quantità di cibo che normalmente può mangiare il vostro gatto, con il quale, a proposito, può avere un ottimo rapporto.

Anzi, se il vostro Pinscher nano tende a mangiare molto più del solito, valutate la possibilità che abbia dei problemi di ambientamento o solitudine, che sfoga con il cibo, proprio come fanno molti umani. Ma se ben trattato e felice, il Pinscher nano è un cane che gode di ottima salute, raramente malato. Questo consente di avere anche delle spese veterinarie molto contenute, limitate a normali visite e vaccinazioni.

Pinscher nano, o “Zwergpinscher”pinscher nano

Le dimensioni del pinscher nano sono più o meno quelle di un toy terrier, però le somiglianze si fermano qui, volendoci aggiungere anche il manto “nero focato”. Il pinscher nano è in realtà una razza perfettamente stabile, assolutamente normale contenuta in piccole dimensioni. Non ha i tipici segni del nanismo (testa arrotondata, occhi a forma rotonda, ecc.) come, invece, li ha il terrier nano. Il pinscher nano è un cane dotato di molto equilibrio e presenta una forte stabilità di temperamento e caratteriale. E? una razza dotata di molta intelligenza e che da notevoli soddisfazioni in addestramento.

Il pinscher nano nella nostra nazionepinscher nano

In Italia il pinscher nano è una razza caratterizzata da una buona selezione ed è anche ottimamente diffuso, pur se non è mai stata oggetto, per fortuna, di mode e tendenze. Nel nostro Paese esistono molti allevatori di pinscher nano famosi per la loro serietà i quali operano le selezioni in maniera scrupolosa. Il risultato di queste selezioni sono pinscher nano di enorme pregio, ottenendo risultati di prestigio nelle esposizioni canine di tutto il mondo. Da noi, però, esistono una gran quantità di pinscher nano che di pinscher nano non hanno praticamente nulla! La maggior parte delle volte queste bestiole sono prive di pedigree, non hanno niente di tipico e talvolta non sono neanche completamente sani. Quindi, se nei vostri desideri c’è un pinscher nano, diffidate delle “imitazioni” e rivolgetevi solo agli allevatori con la A maiuscola!

Da noi si può dire che il pinscher di medie dimensioni è così poco diffuso che ormai siamo abituati a chiamare solo “pinscher” anche il pinscher nano.

Pinscher o pinscher nano?pinscher nano

Occorre sapere che la FCI (Fédération Cynologique Internationale), per quanto riguarda questa razza, ne riconosce ufficlamente due:

  1. Il pinscher di taglia media;
  2. Il pinscher nano (o zwergpinscher).

Cosa significa in Italiano “zwergpinscher”?

La prima parte del nome, la parola “zwerg”, non lascia adito ad equivoci: significa “nano” (traduzione dalla lingua tedesca). La seconda, invece, “pinscher”, è la parola tedesca con la quale in quella nazione si indicano i cani simili al terrier, e si presta ad alcune interpretazioni. Qualcuno dice che derivi dalla parola tedesca “picke” (beccare, pizzicare), a sottolineare un modo tutto suo di dare il morso di questa razza, e cioè con un movimento velocissimo mascellare, più una sforbiciata che un morso. Altri invece sostengono che la derivazione sia dalla parola in lingua britannica “to pinch off”, con un riferimento palese al fatto che le code fino ad alcuni decenni fa le si facevano sempre tagliare. Ma secondo un’altra ulteriore interpretazione (austriaca), poiché questa razza avrebbe avuto origine nei pressi della città austriaca di Salisburgo, e, nel dettaglio, nelle periferie alpine di Pinzgau, questi cani sarebbero stati denominati “pinzger” parola che ha inflessioni fonetiche identiche alla parola “pinscher”. Ma, ripetiamo, la razza è ufficialmente nata in Germania, al di là delle pretese degli Austriaci.

Strano ma vero: il pinscher nano assomiglia al dobermannpinscher nano

Per caso non vi è saltata agli occhi una certa somiglianza tra il dobermann ed il pinscher nano? Ebbene, se si eccettua la ovvia quanto cospicua differenza di dimensioni, essa esiste! Difatti le due razze discendono da un unico ceppo e quindi proprio per questo non è male sapere qualcosa in più, anche sinteticamente, sulle origini della razza “cugina”, il dobermann.

Tra la metà e la fine dell’800 in Germania tal Karl Friedrich Louis Dobermann riuscì finalmente a coronare un suo sogno: ottenere un cane dal coraggio indomito ed aggressivo. Il sogno gli derivava da una sua personale necessità: essendo un esattore erariale, gli occorreva la protezione di un cane dalle eventuali aggressioni dei cittadini scontenti della ingente tassazione.pinscher nano

Fu così che il Sig. Dobermann prese a fare test su diverse tipologie di pinscher, facendo ribattezzare i risultati dei suoi incroci “pinscher di dobermann”, denominazione da cui trasse origine il nome della razza, quello ufficiale, e cioè “dobermann pinscher” (che solo in seguito divenne più semplicemente “dobermann”). Non abbiamo notizie certe su tutti i risultati intermedi che portarono all’ottenimento del dobermann così come lo conosciamo oggi, però si è certi che molta importanza ebbe uno di questi, il “cane del macellaio”, un “avo” dell’attuale rottweiler, che veniva usato come cane mandriano. DI certo sono ipotizzabili ancora tanti diversi incroci di razze, come, ad esempio, il “manchester black & terrier” ed anche del “greyhound”.

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Rehpinscher apportiert einen großen Holzstock

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