Tigna gatto: riconoscerla e curarla

Parlando con i fortunati “contemporanei” genitori di un bimbo e proprietari di un gatto, è possibile che vi siate imbattuti nel timore che l’animale domestico possa contagiare al piccolo delle malattie di varia natura e gravità, e che proprio per questo motivo a farne le spese sia il gatto, spesso relegato in alcune delimitate aree della casa o, ancor peggio, ceduto ad altri. Ma è davvero così pericoloso il gatto? E perché la tigna del gatto è spesso considerata l’infezione più temuta? Da cosa deriva? E come curarla?

Che cosa è la tigna

Che cosa è la tigna

La tigna del gatto è una dermatite che è provocata da un particolare tipo di fungo che attecchisce sul gatto (generalmente, con il contatto diretto di altri animali, come i topi, portatori del parassita) e può essere contagiato all’uomo. Si riconosce generalmente con l’arrossamento della pelle e con la presenza di croste con infossamenti centrali, con colore tendenzialmente giallognolo, e con grandezze che oscillano tra gli 1 e i 10 millimetri. Le crosticine hanno di solito un cattivo odore, e determinano l’alopecia (non ci sono peli dove si formano gli scutuli).

 

Cosa fare se si sospetta una tigna del gatto

Nell’ipotesi in cui si riconoscano uno o più sintomi tra quelli sopra elencati, è certamente opportuno parlarne con il proprio medico e con il veterinario, al fine di arrivare a una pronta diagnosi e cercare di porre in essere le opportune contromisure. Occorre subito premettere che, purtroppo, la guarigione non è proprio rapidissima, e che soprattutto nei più giovani è resa ancora più complessa da un sistema immunitario non pienamente maturo. Ad ogni modo, è bene immediatamente porre il gatto in quarantena, affinchè il micio non possa essere ulteriormente contagioso e, inoltre, seguire le indicazioni del proprio veterinario, che prescriverà una terapia apposita per poter debellare il parassita.

Come detto, la tigna del è purtroppo abbastanza durevole e difficile da debellare. I trattamenti terapeutici che prescriverà il medico serviranno innanzitutto per cercare di arrestare l’estensione del processo infiammatorio, e quindi a impedire la sopravvivenza del fungo nell’ambiente. Per questo motivo sul mercato esistono dei potenti farmaci antimicotici ad azione fungicida e fungistatica, a seconda del dosaggio prescritto. Se invece la tigna è diffusa, il veterinario potrebbe optare per una tosatura completa, in maniera tale che il fungicida possa agire senza ostacoli.

 

Prevenire la tigna

Vi sono alcune condizioni che, purtroppo, sono in grado di favorire la proliferazione del fungo: si pensi agli ambienti caldi e a quelli umidi, potenziale bacino di infezione. Meglio pertanto cercare di prevenire qualsiasi problema con un’accurata pulizia degli ambienti in cui soggiornano i gatti (soprattutto se sono infetti o vi è il sospetto di qualche malattia), lavando per esempio con disinfettanti fungicida le coperte e i cuscini. Sul mercato esistono, in tal proposito, specifici prodotti che possono garantire ottimi risultati.

Cure sull’uomo

Per quanto concerne infine le cure sull’uomo, ricordate che ai primi sintomi è sempre opportuno parlarne con il proprio medico di fiducia. Le zone più colpite sono quelle nella testa e nel cuoio capelluto, sul viso, sul busto, sulle mani e sui piedi. Riconoscere i sintomi è inoltre piuttosto semplice, poiché sarà sufficiente osservare il particolare arrossamento della zona interessata. Alla comparsa di tali macchie, recatevi subito dal medico, che prescriverà una terapia apposita, studiata anche sulla specifica condizione del soggetto e sulla sua età, basata su antimicotici sotto forma di creme o di lozioni. La durata della cura sarà di circa 2 o 3 settimane, ma non è escluso che – se la gravità dell’infezione è più elevata – possa durare ancora più a lungo.

Per saperne di più, vi invitiamo a parlarne con il vostro medico e con il veterinario.

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