Coniglio testa di leone

Coniglio testa di leone

Il coniglio testa di leone è un incrocio nato da due razze diverse (il coniglio nano e il coniglio d’Angora), contraddistinto per una criniera di pelo folto che gli cinge il collo. Vediamo insieme quali sono le principali caratteristiche, e cosa dovreste ben sapere prima di prenderne uno con voi!

 

Caratteristiche del coniglio testa di leone

Il coniglio testa di leone è un affettuoso animale domestico dal carattere docile e dall’atteggiamento estremamente aperto nei confronti del proprio padrone. Superata la prima fase dell’adattamento, si dimostrerà pertanto un ottimo animale da compagnia, che necessita di un po’ di attenzioni, e che sarà in grado di donarvi infinite manifestazioni di affetto. Trattandosi di un erbivoro la sua alimentazione dovrà necessariamente consistere in erba fresca e in fieno di buona qualità. La sua riproduzione è molto facile e frequente, ma – a differenza del coniglio di taglia normale – può avere al massimo tre o quattro conigli a gestazione: la femmina di coniglio testa di leone è pronta all’accoppiamento quando compie sette mesi, mentre il maschio è pronto a sei mesi. La gravidanza ha una durata di circa trenta giorni nei quali è consigliabile mettere dentro la gabbietta della coniglietta dei pezzi di lana o di stoffa, al fine di rendere il nido più confortevole.

Coniglio testa di leone 1

 

Carattere coniglio testa di leone

Il carattere del coniglio testa di leone è estremamente docile e affettuoso. Per questo motivo l’animale domestico può ben vivere in gruppo: abituandosi all’ambiente familiare, il coniglio testa di leone imparerà a riconoscere uno dei padroni come il suo capo branco e gli altri componenti della famiglia come suoi compagni. Si tratta inoltre di un animale da compagnia perfetto per i bambini: per la sua fragilità, sarà comunque opportuno spiegare bene al bambino come rapportarsi nei suoi confronti, al fine di non pregiudicare la sua ossatura con incolpevoli fratture. Di contro, fate attenzione alla convivenza con altri animali, che potrebbero infliggere delle ferite al coniglio, anche per gioco.

 

Come comunica il coniglio testa di leone

Una parte fondamentale del corpo del coniglio testa di leone è rappresentato dai denti, con gli incisivi che vengono utilizzati non solo per alimentarsi, quanto anche per emettere diversi suoni. Ad esempio, quando questo esemplare batte i denti, sta trasmettendo un messaggio di relax e di distensione. Quando invece il coniglio digrigna i denti, si trova nella situazione opposta, di malessere. I soffi e gli sbuffi che dovesse fare, segnaleranno un discreto nervosismo e possono precedere degli atteggiamenti aggressivi. Se batte le zampe per terra, sta comunicando con altri conigli; se è solo in casa, è preoccupato o impaurito. Per quanto concerne i gesti di affetto, il coniglio riserva al padrone alcuni colpettini con il muso sulla mano o il leccamento della stessa.

 Come comunica il coniglio testa di leone

 

Consigli coniglio testa di leone

Se decidete di prendere con voi un coniglio testa di leone, badate bene di avere sufficiente tempo da dedicargli, perché questo coniglio non è – come spesso si è erroneamente portati a pensare – un animale da gabbia. Di contro, questo animale vorrà stare il più possibile con voi fuori dalla gabbia. Insomma, val la pena ricordarla, anche in questo caso, che il coniglio testa di leone NON è un giocattolo, e può essere felice solo se gira, gioca, interagisce con il suo gruppo sociale.

 

Salute coniglio testa di leone

Per quanto poi riguarda la salute di questo docile animale domestico, fortunatamente possiamo ricordare che è molto robusto e che facilmente riesce a vivere sia all’interno che all’esterno dell’abitazione, anche durante l’inverno. Il che, purtroppo, non significa che il coniglio testa di leone non possa andare incontro a spiacevoli patologie.Tra le malattie più diffuse ci sono per esempio la mixomatosi (che è incurabile, e pertanto è bene cercare di vaccinare il proprio animaletto). La malattia si manifesta inizialmente con congiuntiviti, bozzi all’altezza delle orecchie, infezioni e irritazioni degli organi genitali. Purtroppo, il decorso della malattia è molto rapido: un coniglio infetto generalmente muore dopo circa quattro o cinque giorni, se non curato tempestivamente. Altra malattia molto diffusa è la malattia emorragica virale del coniglio, causata da un virus e spesso difficilmente diagnosticabile. Ci sono poi altri tipi di malattie che affliggono questi conigli, come la rogna, le pulci, e così via.

 

Collare antiabbaio, è utile o solo pericoloso per il cane?

Collare antiabbaio

Nel corso degli ultimi tempi si sente parlare piuttosto di frequente di collare antiabbaio, ma tante volte questo strumento viene impiegato in modo del tutto improprio. Infatti, si può considerare come uno dei numerosi strumenti e metodi che ci sono a disposizione sia per l’addestramento che per quanto riguarda l’educazione dei cani. I collari educativi spray oppure ad ultrasuoni, infatti, possono rappresentare un ottimo aiuto in tanti casi. La prima cosa da mettere in evidenza è quella che non devono essere impiegati in maniera superficiale oppure non adeguata. Infatti, si tratta di strumenti che devono essere utilizzati solo ed esclusivamente all’interno di un percorso educativo ben definito. Per questa ragione, il loro uso deve essere accompagnato dai consigli di un educatore cinofilo oppure di un comportamentalista, in modo particolare quando viene impiegato su cani di grossa taglia, come il Mastino Tibetano, ad esempio.

Il collare antiabbaio è utile?

Collare antiabbaio

Ci sono tante tipologie di collare antiabbaio presenti in commercio, che hanno caratteristiche e prezzi diversi. Il collare elettrico, ad esempio, è in grado di trasmettere scosse di variabile intensità e durata al collo del cane. Come? Mediante la presenza di due elettrodi realizzati in metallo, che vanno a premere direttamente sulla pelle del cane. L’uso di un telecomando permette di inviare le scosse solo nei momenti voluti. Il collare ad ultrasuoni si trova con notevole difficoltà in Italia. Il suo funzionamento è piuttosto semplice. Ogni qualvolta il cane abbaia, subirà un segnale sonoro ad elevata frequenza, che lo infastidirà notevolmente. In realtà, è lo stesso sistema del collare spray, che può essere alla citronella oppure senza odore. Il collare spray, come si può facilmente intuire, deve essere ricaricato con una buona frequenza.

Il collare antiabbaio elettronico

Si tratta di uno strumento che ha la particolare capacità di individuare le vibrazioni che vengono diffuse dalle corde vocali dell’animale nel momento in cui comincia ad abbaiare. Ogni qualvolta, quindi, che il cane emette tali vibrazioni, ecco che riceve una piccolissima scossa elettrica sul collo. Si tratta di una soluzione, però, che è stata criticata in più di un’occasione. Sono molteplici gli inviti delle organizzazioni a difesa dei diritti degli animali al ritiro dal mercato di questi collari. Infatti, considerano tale strumento in grado di provocare dolore al cane, al punto tale da poter essere equiparato ad un sistema di maltrattamento. In Australia, ad esempio, è stato abolito. Anche diversi veterinari lo sconsigliano, visto che anche dal punto di vista dell’efficacia non sembra portare a grandi risultati. Un buon numero di ricerche, infatti, ha messo in evidenza come nel 50% dei casi di cani su cui sono stati testati i collari elettronici non c’è stata alcun cambiamento, in positivo, della frequenza con cui abbaiano. L’Alano Arlecchino, invece, abbia poco di frequente.

Il collare spray

Collare antiabbaio 1

Dei collari che sfruttano uno spray al suo interno alla citronella viene fatto un largo impiego da un buon numero di organizzazioni relative all’adozione di cani randagi. In questo modo vengono quantomeno gestiti meglio i rumori eccessivi all’interno dei canili. Ciascun collare può contare su un microfono che ha proprio la capacità di individuare l’esatto momento in cui il cane comincia ad abbaiare. Nel momento in cui viene trasmesso il segnale, ecco che si attiva lo spray, che diffonde un’essenza alla citronella verso le narici del cane. Si tratta, in ogni caso, di strumenti che presentano un buon numero di svantaggi. Il motivo è presto detto. Prima di tutto capita piuttosto di frequente che la sensibilità del microfono non riceve un’impostazione corretta. Alcune volte, in caso di impostazioni errate, si rischia perfino che il dispositivo si attiva anche quando ad abbaiare sono altri cani, infliggendo una punizione all’animale nel momento in cui invece non aveva fatto nulla. Si tratta di una situazione che può diventare ben presto pericolosa, dal momento che può modificare notevolmente il suo comportamento. Tra gli altri svantaggi troviamo certamente il fatto che diversi cani hanno un’innata facilità ad adeguarsi in men che non si dica all’odore della citronella. E, per tale motivo, questa tipologia di collare finisce con il non portare praticamente ad alcun risultato.

Cosa fare se il cane abbaia di continuo e fastidiosamente?

Prima di tutto è necessario effettuare un’approfondita analisi della tipologia di abbaio che lo caratterizza. In questi casi può essere senz’altro molto utile affidarsi all’esperienza di un educatore cinofilo, che certamente ha tutte le competenze necessarie per esprimere un parere valido. A questo punto è necessario risalire alla causa primaria da cui deriva il tanto abbaiare. Infatti, provvedere ad inibire semplicemente l’effetto non porta a grandi risultati. Nel caso in cui l’abbaio sia territoriale, il problema potrebbe essere risolto anche con alcuni strumenti semplici e che non richiedono spese enormi. Ad esempio una siepe piuttosto che un pannello oscurante, in modo tale che il cane non possa vedere la strada. Scoprite intanto la storia del Pinscher nano!

Abbaio per via di fattori sociali? Ecco cosa fare!

Collare2

In alcuni casi l’abbaiare è collegato ad elementi di carattere sociale, come ad esempio insicurezza, piuttosto che ansia, solitudine, mancanza di rapporti d’affetto. In tutte queste situazione, per risolvere il problema è necessario recarsi alla sua radice. In poche parole, è necessario colmare la lacuna che il cane manifesta. Di conseguenza, svolgere delle attività con il proprio cane è molto utile. Soprattutto esercizi che possano, al tempo stesso, permettergli di sfogare gran parte delle sue energie. Bisogna sfatare il luogo comune secondo cui il cane in giardino si sfoghi. Non è assolutamente vero, dal momento che questi animali non si mettono a correre da soli per liberarsi da stress e ansie. Ed è altrettanto errato che i cani non riflettono circa il proprio comportamento, anche in appartamento.

Maialino nano, un simpatico e curioso animale da compagnia

Maialino nano

Il maialino nano viene chiamato anche maiale Vietnamita oppure Thailandese e fa parte della categoria degli animali da compagnia.  Nonostante presenti diversi appellativi è davvero semplice intuire quale possa essere la caratteristica principale di questo animale. Ovvero un’innata dolcezza per un animale da compagnia che si dimostra in ogni momento estremamente affettuoso. Certo, non si può ritenere un animale da appartamento, così come non tutti possono prendersene cura. Prima di tutto, è bene evidenziare come questo animale esotico sia uno di quelli maggiormente diffusi anche nella penisola italiana. Per crescere un maialino nano, però, servono grandi attenzioni e cure, oltre che ovviamente poter disporre di un ambiente il più possibile adeguato. Necessariamente, c’è bisogno di garantire al maialino un giardino in cui possa correre senza problemi. Dal punto di vista scientifico, il maiale Vietnamita fa parte della classe Mammalia, famiglia Suidae e del genere Sus, nello specifico Sus scrofa domestica.

Che carattere ha il maialino nano?

Che carattere ha il maialino nano?

Come abbiamo detto, questo animale da compagnia spicca per intelligenza, ma anche per pulizia. Il suo carattere è decisamente curioso e in ogni momento molto socievole. Ama ricevere molte coccole, a differenza del criceto di Roborovsky, in modo particolare quando lo si gratta nella zona dietro le orecchie e sulla pancia. Un metodo perfetto per conquistarlo in pochi minuti. Nella maggior parte dei casi ha un carattere piuttosto socievole con le persone che conosce, mentre con il padrone è sempre decisamente fedele. Come si può comprendere questo legame? È semplice, visto che le persone che fanno parte della famiglia ricevono numerosi e divertenti grugniti, ma anche con simpatici scodinzolii. È meglio non mantenere un maialino nano in appartamento, ma chiaramente una famiglia può essere l’ambiente ideale per questo animale, anche nel caso in cui sia già presente un cane. Ebbene, a patto che non insorga sentimenti di gelosia, il cane può essere molto importante per permettere al maialino nano di integrarsi nell’ambiente familiare. Può succedere che il maiale vietnamita abbia un senso di diffidenza nei confronti degli estranei, ma che si dimostri anche permaloso: di conseguenza, non bisogna stupirsi se in alcuni casi abbia comportamenti aggressivi, a difesa del suo territorio familiare.

L’aspetto di un maialino nano

In confronto ad altre specie di questa categoria, il maiale nano, come si può facilmente intuire, presenta delle dimensioni particolarmente ridotte. Pensate che una volta che diventa adulto, cresce fino a raggiungere le stesse dimensioni di un cane che presenta una taglia media-grande. Una lunghezza che si aggira intorno ai 90 centimetri, con un’altezza che sfiora i 40 centimetri. E il peso? Si aggira tra 60 e 70 chilogrammi. Giusto per capire questi dati, è bene pensare come le razze suine che vengono allevate per ottenere la carne possono sfondare tranquillamente anche il muro dei 300 chilogrammi. Le orecchie di questo animale sono piuttosto diritte, ma la coda non è mai arricciata. Il pelo è tipicamente nero, ma si possono trovare anche un gran numero di maialini Vietnamiti bianchi, oppure a chiazze bianche e nere. In realtà, però, questi ultimi esemplari sono davvero molto rari da trovare. La pancia di questo animale da compagnia è piuttosto sporgente, al punto tale che negli Stati Uniti speso viene chiamato potbelled pig. Questo maialino può contare su un notevole olfatto, ma anche un udito particolarmente sviluppato.

Come si addestra questo animale da compagnia

Come si addestra questo animale da compagnia

Il maialino nano presenta un atteggiamento sempre molto sveglio e ricettivo. A livello di addestramento, quindi, dimostra di avere notevoli potenzialità. Ad esempio, con notevole pazienza, ma con costanza, c’è la possibilità anche di fargli imparare a riconoscere il nome e anche come rispondere ogni volta ad un richiamo. Nel momento in cui subisce una sgridata, però, è capace di essere particolarmente cocciuto, visto che volta le spalle e rimanere fermo per un po’ di secondi. Una delle peculiarità di questo maialino è certamente quella di essere in grado di riconoscere il suo padrone come un vero e proprio capobranco. Capita diverse volte, però, che conserva il suo istinto e può finire per rotolarsi nel fango, come sistema per togliersi di dosso i parassiti della pelle. E come non parlare del suo infinito appetito, che lo porterà a girare praticamente per tutta l’abitazione, grufolando senza sosta.

Consigli per cibo e altre cure

Il maialino nano ha una chiara e ben precisa tendenza, ovvero quella di diventare obeso. Il motivo è piuttosto facile da intuire, dal momento che è onnivoro e decisamente goloso. In realtà, non finisce mai di cercare da mangiare. Di conseguenza, è uno di quegli animali che hanno una grande necessità di fare tanto movimento, ma al contempo è importante che segua anche un’alimentazione molto equilibrata. Certamente i resti dei piatti che si mangiano normalmente vanno benissimo, ma è bene integrarli con degli alimenti specifici. Il veterinario è indubbiamente in grado di suggerire quale tipologie di integratori utilizzare. In caso contrario si possono sempre preparare dei composti specifici, come ad esempio un pastone umido con farina di mais, erba medica (sempre molto fresca), farina di soia, fiocchi d’avena e chiaramente cicoria. Durante la stagione autunnale si consiglia di integrare l’alimentazione con qualche ghianda ben matura, mentre è sempre apprezzata la verdura, utilizzata soprattutto per accompagnare i pasti. Nel momento in cui sta mangiando, il maiale nano mastica in maniera esilarante a bocca aperta, ma è un segnale che dimostra come apprezzi notevolmente il cibo che gli è stato proposto. Ovviamente non basta fargli seguire una dieta equilibrata, dal momento che serve anche pulirlo in maniera minuziosa, soprattutto orecchie e occhi.

Criceto Roborovsky, un animaletto dolce che non ama essere toccato

Criceto Roborovsky

Il criceto Roborovsky è un delicato roditore del deserto asiatico, e fu scoperto nell’area ai confini tra Mongolia e Siberia nel 1894 da un esploratore russo da cui prese il nome. Oggi viene venduto come criceto domestico, ed ha molti estimatori, per le sue caratteristiche fisiche ed estetiche. È infatti uno dei criceti più carini, ed è anche il più piccolo tra quelli utilizzati per la casa.

CARATTERISTICHE FISICHE

Il criceto Roborovsky pesa appena 35 g di media, ed è lungo solo 5 cm. Il suo pelo è marrone chiaro sul dorso, mentre la pancia è bianca. Il suo viso è molto aggraziato e simpatico, con piccole orecchie, ma abbastanza larghe, in modo da fare dell’udito la sua principale arma di difesa in natura. Le zampette posteriori sono pelose, per proteggerlo dal calore della sabbia del deserto, e tutte le dita sono dotate di unghie. È chiaramente uno scavatore, e in natura lo si trova nella zona di origine, solo nelle aree desertiche della Cina, della Russia, del Kazakistan e della Mongolia.

Criceto Roborovsky1

È un criceto che può vivere anche 4 anni, un periodo molto lungo se confrontato con altri esemplari della stessa famiglia. Dopo tre mesi può già accoppiarsi e sia durante la gravidanza, della durata di 20 giorni, che durante il parto, il maschio svolge un ruolo molto attivo per aiutare la femmina, oltre ad occuparsi direttamente della crescita dei cuccioli. La coppia è generalmente stabile per tutta la vita.

CARATTERE

Il criceto Roborovsky è molto amato anche per il suo carattere, logicamente molto timido all’inizio, ma poi si abitua alla presenza dell’uomo. Certamente non è il criceto più espansivo, ed è sempre molto riservato. Non ama essere toccato, ed è quindi sconsigliato a chi pensa di avere un rapporto stretto l’animale. Anche se vi sono dei casi di relazione stretta tra Roborovsky e uomo, questa interviene solo dopo un approccio molto paziente con l’animale, graduale e costante. Bisogna sempre ricordarsi che si tratta di piccoli criceti, e quindi di animali che fanno della paura la loro principale arma per allarmarsi e salvarsi la vita in natura. Cercate quindi di non spaventarlo e soprattutto non disturbatelo durante il sonno.Un segnale di nervosismo è certamente quello di rosicchiare istericamente la gabbia. Questo evento deve essere continuativo e successivo ad eventuali spaventi, mentre se fatto in un ambiente tranquillo, e non troppo frequentemente, è del tutto naturale in quando il criceto, essendo un roditore, deve sempre tenere affilati i suoi denti. È fondamentale che questa affilatura non sia fatta sulle sbarre, ma su appositi pezzi di legno che possono essere presi in natura o nei negozi. Se utilizzate il legno preso in natura, evitate legni di città, immersi nello smog, oppure il cedro e il pino che contengono delle tossine. Ricordate che, data la piccolissima taglia del criceto, anche una quantità minima di smog o tossine, potrebbe causare danni anche fatali all’animale.

COME TENERLI IN CASA

COME TENERLI IN CASA

Se desiderate acquistare un criceto Roborovsky, sappiate che vi servirà una coppia, e l’acquisto singolo è altamente sconsigliato, perché come abbiamo visto, questi animali formano coppie fisse per la vita che sono molto affettuose tra loro. È sconsigliato anche l’acquisto di esemplari dello stesso sesso, perché diventerebbero litigiosi, specialmente se maschi. Naturalmente, una coppia eterosessuale inizierà presto a fare dei cuccioli, e quindi è necessario anche predisporre subito un nido per i nuovi arrivati, ricordando che la fecondità, per questi criceti, arriva dopo soli tre mesi di vita. Il nido non deve essere avvicinato, così come i piccoli, perché la madre potrebbe poi rifiutarli. Ci sono alcuni casi in cui la coppia entra in disaccordo, e si deve dunque separare i due esemplari. Gli accoppiamenti vanno fatti dalla più tenera età, altrimenti si rischia il “rigetto” dei nuovi individui da parte della comunità.Dotate la gabbia di un soffice pavimento in fieno e non lasciatela sotto al sole o sotto vento. Questi criceti, nonostante vivano nel deserto, sono animali notturni, che non sopportano molto il sole cocente. Naturalmente non dovrete dimenticare la ruota per far correre il criceto, ma non deve essere a pioli, perché pericolosa per le zampette. Anche una casetta riparata per la tranquillità e il sonno dei criceti non deve essere mai dimenticata. Siccome i criceti fanno i loro bisogni nella gabbia, questa deve essere pulita almeno una volta a settimana.

ALIMENTAZIONE

I criceti mangiano e bevono di notte. Acqua e cibo devono essere sempre freschi, e quindi vanno sempre cambiati giornalmente. Come cibo si possono utilizzare i semi secchi venduti nei negozi specializzati, fornendo circa 5 grammi al giorno, oppure del cibo fresco, con 20 grammi al giorno. Come per il discorso sulla tossicità di alcuni legni, anche il cibo fresco non deve presentare elementi tossici e deve essere lavato con la massima cura. Potete dargli della frutta e delle verdure, ma anche insetti e tuberi, tenendo presente che, pur essendo onnivori, i criceti sono sostanzialmente granivori, ed i semi restano l’alimento più indicato, anche se da variare con altri cibi. La dieta deve essere composta dal 20% di proteine e solo il 3 o 4% di grassi. Possono mangiare anche formaggi freschi, carne cotta (magra), yogurt e tonno al naturale. Non devono mangiare semi di girasole, dolci, zucchero, insaccati e latte.

Punture tafano: cosa fare?

punture tafano

I tafani sono degli insetti di dimensioni variabili tra i 5 e i 30 mm. Caratterizzati da un tradizionale volo piuttosto rumoroso, hanno una consistenza molto robusta e sono – purtroppo – principalmente noti per le loro punture. Ma cosa fare in caso di puntura di tafano? E come prevenirle? E che cosa è la loiasi?

Cosa succede quando nelle punture di tafano

I tafani sono degli insetti che pungono soprattutto di giorno, negli spazi aperti. In linea di massima, scelgono le “persone” da pungere sulla base di stimoli olfattivi, anche se sono in grado di localizzare la loro “preda” mediante l’utilizzo della vista, con una maggiore propensione a puntare coloro che indossano vestiti colorati. Di norma chi è vittima del tafano si accorge immediatamente della puntura, avvertendo il dolore e allontanando il tafano, che così non riesce a completare il suo lavoro (la deposizione delle uova). Purtroppo, è molto difficile cercare di controllare la diffusione dei tafani, presenti un po’ ovunque, e le uniche misure di protezione e di prevenzione riguardano l’utilizzo di abiti prevalentemente chiari, e l’utilizzo di repellenti per la protezione della cute, che tuttavia spesso non si rivelano particolarmente efficaci.

 

Per quanto concerne la puntura, questa è di norma piuttosto dolorosa, e continua a sanguinare dal sito di puntura. Successivamente, si forma un pomfo rosso di 1-2 centimetri di diametro, che contiene una crosta siero-ematica. Fortunatamente, i sintomi tendono a scomparire dopo qualche ora, ma è possibile che per più tempo l’area possa apparire dura e dolente. Non sono infine da escludersi delle reazioni di natura allergica, dovuta alla saliva che viene iniettata dal tafano durante l’assunzione del nostro sangue.

Cosa fare in caso di puntura tafano

Cosa fare in caso di puntura tafano

Nell’ipotesi sventurata in cui siate stati punti dal tafano, è bene correre ai ripari lavando accuratamente la zona con acqua e sapone. Successivamente, è bene disinfettare la zona con dello iodio, e apporre del ghiaccio: servirà a lenire il dolore conseguente alla puntura. Se disponibili, potete applicare delle pomate glucocorticoidi o, se necessari e sotto consiglio medico, assumere degli antistaminici orali.

Se il pomfo non diminuisce dopo un po’ di tempo, si possono effettuare degli impacchi con acqua borica al 3%, con cadenza quotidiana, fino a 5 giorni, e assumere antistaminici per poter alleviare la sensazione di prurito. Se dopo qualche altro giorno la situazione non migliora, è bene ricorrere alla consulenza di un medico, al fine di accertare un’eventuale infezione presente.

 

Loiasi

Tra le malattie trasmesse potenzialmente dal tafano, la loiasi è sicuramente quella più nota e fastidiosa. Si tratta infatti di una patologia che viene contagiata con il deposito di larve a livello cutaneo: nella nostra pelle, le larve maturano in poco più di tre mesi, e prima che le microfilarie possano essere riscontrate nel sangue periferico, a livello cutaneo si osserveranno degli edemi dovuti all’eliminazione dei cataboliti da parte delle stesse filarie. Di norma gli adulti si spostano sottopelle rapidamente, con periodicità diurna, e nel loro passaggio sono anche visibili.

Per riconoscere la loiasi ancor prima della diagnosi (che viene effettuata mediante ricerca e conteggio delle microfilarie nel sangue) si può far riferimento ai sintomi: febbre leggera, lacrimazione e infiammazione agli occhi, dolori nevralgici, edema, eventuali corioretiniti, meningiti, encefaliti.

Per quanto concerne la terapia risolutiva, gli adulti possono essere estratti per via meccanica dal tessuto sottocutaneo e dalla congiuntiva. Il farmaco che viene generalmente utilizzato è la dietilcarbamazina, da assumere sotto stretta sorveglianza medica. A volte può essere necessario assumere anche antistaminici e corticosteroidi.

Per poterne sapere di più vi consigliamo naturalmente di parlarne con il vostro medico di fiducia e cercare di giungere a una piena condivisione sul da farsi per evitare eventuali complicazioni.