Il cane maltese: caratteristiche fisiche e comportamentali

cane maltese

Il cane maltese è un cane adattissimo alle famiglie, in quanto, come già cisto sopra, ha un temperamento docile ed un carattere che lo rende ideale per la compagnia, anche di bambini. E’, indubbiamente, un cane che, più di altri, va rispettato perché è una bestiolina particolarmente sensibile. Vediamo insieme le caratteristiche di questo piccolo angioletto del focolare.

L’aspetto del cane maltese

L’aspetto del cane maltese

Il cane maltese mutua il suo nome da quello di una città antica, la siciliana Melita. E’ una razza, infatti, che trae origine dal bacino del Mediterraneo, anche se poi si è diffusa oltre i nostri confini.

Fisicamente è evidentemente un cane di piccola taglia, la cui altezza al garrese può raggiungere al massimo i venticinque centimetri. Il suo peso, al massimo, può arrivare ai cinque chilogrammi. Ha una caratteristica tutta sua: il pelo, oltre alla lucentezza ed alla lunghezza, vanta anche una consistenza fuori dal comune.

Le caratteristiche del pelo permettono ai loro padroni di poter “giocare” nell’acconciarlo, potendolo abbellire con fiocchetti a serrare dei ciuffetti di pelo. La pelle aderisce perfettamente al busto ed il suo corpo vanta una solidità che le sue dimensioni non lascerebbero immaginare.

Il cane Maltese è una bestia robusta e dotata di una forza più che discreta. Ha un muso abbastanza pronunciato nonostante abbia forme tondeggianti ed ha le orecchie che spesso si nascondono sotto il pelo folto e fitto. Il cane maltese ha un pelo di colore bianco.

L’aspetto del cane maltese è sempre carino e tenero, forse è quello che nel mondo canino vanta la maggior tenerezza.

Il cane maltese ed il suo carattere

Sotto il profilo del carattere il cane maltese accomuna un certo numero di pregi che ritornano molto utili in svariate situazioni. Difatti è un cane assolutamente fedele al suo padrone, lo difende e gli sta sempre accanto, poiché per carattere si lega sempre molto al padrone. Ha un carattere molto giocoso ed ha tanta pazienza, per questo è l’ideale per far compagnia anche ai nostri bambini, i quali ci si affezionano subito e saranno sempre ricambiati del loro affetto.

Una particolare caratteristica nel rapporto che si crea tra un cane maltese ed i bambini è che il cane maltese crea un ottimo rapporto con i bambini più grandicelli per età che hanno già una idea abbastanza precisa de comportamento che occorre avere con un cane e cosa ci si può fare e cosa NON ci si può fare; mentre i bambini troppo piccoli non sono particolarmente adatti per stargli accanto in quanto il cane maltese potrebbe infastidirsi per pe presumibili attenzioni troppo continue e troppo pressanti che solo i bambini molto piccoli sanno regalare.

Nonostante le sue piccole dimensioni, il cane maltese è un cane che può svolgere anche le funzioni di un vero e proprio cane da guardia. Anzi, in realtà in passato ha sempre svolto egregiamente questa funzione. In più, possiamo tranquillamente e senza tema di smentita che il cane maltese è un cane dotato di un’intelligenza fine e sviluppata, con grandi capacità di apprendimento di quanto gli viene insegnato dal suo padrone. Caratterialmente non presenta particolari difficoltà. Qualcuno, al limite, ha potuto notare un certo grado di permalosità del cane maltese, il quale, se preso un po’ in giro o anche mal trattato dal suo padrone, potrà anche avere qualche gesto di reazione, magari un po’ rabbioso ma senza aggressività o violenza.

L’alimentazione e le cure per il cane maltese

L’alimentazione e le cure per il cane maltese

Relativamente alla propria salute il cane maltese non denota qualche problema particolare, diciamo che vi è necessità di tenere sempre sotto controllo sia gli occhi che le orecchie perché il pelo lungo, se non si effettuano controlli periodicamente, potrebbe far insorgere qualche problema o all’udito o alla vista. Per quanto attiene, invece, all’alimentazione, quella d’elezione per il cane maltese è sicuramente costituita dalle crocchette che hanno dalla loro sia il comprendere tutti gli elementi nutritivi di cui un cane maltese ha bisogno, sia la pulizia dei denti che le crocchette un po’ ruvide compiono mentre vengono masticate. Contrariamente a quello che il sul aspetto fisico lascerebbe credere, il cane maltese, differentemente rispetto a molti altri cani di diverse razze ma con dimensioni più o meno simili, ha bisogno di fare molta attività di tipo fisico. Ha un’indole particolarmente vivace ed ha proprio bisogno che questa sua caratteristica comportamentale venga fuori tutta, manifestata anche fisicamente.

Proprio per questi motivi appena descritti, pur trattandosi di un cane adatto alla vita da appartamento, date le sue piccole dimensioni, sarebbe preferibile disporre anche di spazi aperti dove il cane maltese possa scorrazzare e distendersi giocando. Quanto alle cure, occorre che venga spazzolato tutti i giorni, insomma una buona tolettatura che non si nega a nessun cane, figuratevi ad un cane maltese dal pelo bianco lucente! Per il resto non necessita, sotto questo aspetto, di grandi attenzioni. Oltre alle normali vaccinazioni, si consiglia comunque una visita da effettuarsi periodicamente presso il suo veterinario di fiducia.

Bassotto a pelo duro: caratteristiche e personalità

Bassotto a pelo duro

Il bassotto a pelo duro, o bassotto tedesco, è una razza di cane da allevamento. In passato venivano utilizzati per cacciare volatili, volpi e conigli. Oggi la loro versatilità li rende anche ottimi compagni di gioco all’interno di una famiglia.

Caratteristiche del bassotto a pelo duro

Caratteristiche del bassotto a pelo duro

Originario della Germania, questa tipologia di cane si caratterizza per il suo pelo corto e lucido, vellutato. È semplice da curare e non richiede molta fatica nel gestirlo a casa.

I bassotti a pelo duro hanno però bisogno di alcuni trattamenti quotidiani. Va spazzolato occasionalmente con un panno umido o, meglio, un guanto di gomma, per rimuovere i peli morti. Il cane non va lavato spesso, altrimenti la sua pelle si seccherà. Nei periodi più freddi dell’anno, potrebbe essere necessario aiutare il vostro amico a quattro zampe a riscaldarsi, magari utilizzando un vecchio maglione o acquistando un cappottino presso un negozio di abbigliamento canino.

Come tutti i bassotti, ha un temperamento docile, ma questa specifica razza differisce per avere un attaccamento speciale per un determinato membro della famiglia. Il bassotto a pelo duro ha un alto grado di indipendenza. È quindi consigliato seguire un corso specifico per garantirgli una vita felice in casa. È un animale amichevole che ama stare all’aperto a giocare. Inoltre, è perfetto per chi desidera una compagnia vivace in quanto l’amabilità del bassotto tedesco lo rende un eccellente animale domestico.

Abbaiano spesso e non amano la compagnia di estranei, animali o persone che siano. È un comportamento difficile da gestire, per questo motivo ricordiamo di rimanere calmi e fargli capire che il suo focolare non è in pericolo.

Personalità

Il bassotto a pelo duro ama la compagnia e socializzare, specialmente con un membro della famiglia. È l’ideale per una famiglia per la sua attitudine giocosa e tranquilla al tempo stesso, ma è anche importante sapere che è un tipo di cane che non ama condividere l’attenzione. Se è possibile, si consigliare di evitare di prendere un esemplare se si possiede già un altro cane in casa. Inoltre, si trova benissimo in compagnia di persone che vivono da sole le quali possono dedicare il proprio tempo libero a prendersi cura di lui, senza distrazioni.

Nonostante ami giocare, non ha bisogno di correre per mantenersi sano e felice. È a ogni modo fondamentale che possa trovarsi una volta al giorno in un luogo dove possa correre e sfogarsi, meglio se all’interno di un giardino recintato. Questo perché il bassotto a pelo duro ama inseguire uccelli e piccoli animali e potrebbero perdersi facilmente.

La taglia di piccole dimensioni li rende perfetti cani da appartamento, ma ricordate che i bassotti hanno bisogno di fare attività fisica perché sono soggetti ad avere problemi di peso.

Bassotto a pelo duro: come prendersene cura

Bassotto a pelo duro: come prendersene cura

Piccoli ma tosti. Questo tipo di bassotto ha un carattere forte e responsabile. Vorrebbe decidere lui dove andare, quando andare e cosa fare. Dargli istruzioni precise è inutile. O perlomeno dovrete fargli credere che siano padroni di se stessi. Come? Questi cani di piccola taglia devono riuscire a pensare che ogni attività gli proponiate sia frutto della propria idea, altrimenti si annoiano e risponderanno con un comportamento disinteressato. Bisogna avere pazienza. Molta pazienza. Evitate di sgridare il vostro amico, il suo temperamento lo farà reagire scattando o provando a mordere.

Non è la razza ideale per una famiglia con bambini piccoli. I bassotti a pelo corto sono possessivi riguardo i propri giocattoli e il proprio spazio. Sono gelosi e potrebbero prendere un neonato come fonte di minaccia. Ricordiamo che sono animali con un attaccamento al limite del morboso verso uno specifico membro della famiglia. Se la persona che riconoscono come padrone sacrifica il tempo con lui per prendersi cura di qualcun altro, il cane potrebbe arrivare a mordere quella persona, soprattutto un bambino di età infantile. Per quanto riguarda i bambini più grande, in età scolare, non ci sono problemi. Anzi, se imparano a gestire il bassotto, entrambi potranno godere di esperienze indimenticabili.

Infine, il bassotto a pelo duro non deve essere mai lasciato solo in cortile. Sono da sempre abituati a scavare per rintracciare piccole prede. È nella loro natura. E il loro istinto è scavare sempre più in profondità. Teneteli lontani dalle piante e dai fiori, a loro piace scavare sotto le recinzioni alla ricerca di nuove avventure.

Condrogen, un parafarmaco alimentare per i vostri cucciolotti

Condrogen

Condrogen

Condrogen è un parafarmaco veterinario che viene utilizzato per contribuire al normale sviluppo muscolo-scheletrico dei cuccioli di qualsiasi età. Esso rientra a far parte nella categoria dei mangimi complementari e prodotti zootecnici.

Proprietà del prodotto

All’interno del prodotto sono presenti il Condoitin Solfato e la Glucosamina. Questi due elementi sono dei naturali costituenti della cartilagine. Da un lato sono capaci di attivare la neo-costruzione del tessuto cartilagineo, dall’altro invece sono in grado di bloccare l’eccesso distruttivo, che tendenzialmente si manifesta agli albori del processo artrosico. Tutto questo dunque, garantisce il rinnovamento corretto della cartilagine presente nelle articolazioni.

Inoltre nel Condrogen troviamo l’acido dl-alfa-lipoico, ovvero una sostanza che possiamo trovare in natura in moltissime fonti nutrizionali. Questa funge come gli iniettori dei carburanti di un motore a scoppio. Spinge il glucosio verso il muscolo, in maniera tale da ripristinare la riserva di energia di cui necessitano i muscoli. Essendo un antiossidante del tutto naturale, protegge i tessuti di contenimento, ovvero i muscoli, i legamenti ed i tendini, da eventuali processi ossidativi, che si possono manifestare ogni volta che i radicali liberi, eccedono le riserve antiossidanti, come quando si esegue molta attività fisica, o in presenza di artrosi.

Infine troviamo la Glutammina, ovvero l’aminoacido più abbondante che si trova nel muscolo scheletrico. Esso inoltre, è quello che subisce maggiormente in situazioni di stress, come durante l’esercizio fisico. La Glutammina inoltre, è coinvolta in maniera diretta nel metabolismo proteico della muscolatura, perché in grado di attivare la sintesi delle proteine, inibendo l’eccessiva eliminazione. In conclusione, questa sostanza, coopera con l’acido lipoico attivamente, per la protezione antiossidante della muscolatura.

Modalità d’uso e posologia

Condrogen come abbiamo introdotto, è un parafarmaco che può essere impiegato in qualsiasi età dell’animale. Dallo svezzamento all’età adulta, il dosaggio consigliato corrisponde a cicli di 90 giorni con la sospensione di 60. La somministrazione di questo medicinale, è particolarmente indicata per la protezione ed il rinforzo delle articolazioni di animali di taglia grande o gigante, che sono soggetti a patologie articolari come la displasia.

Il suo impiegato è molto indicato in oltre nei giovani adulti che sono sottposti ad un carico articolare importante, come cani sportivi, da lavoro oppure in sovrappeso.

Cavia peruviana: un animaletto simpatico che ama le coccole

Cavia peruviana

Cavia peruviana

La cavia peruviana è un delizioso animaletto da compagnia, il compagno ideale per chi desidera un piccolo amico capace di dare molto affetto e sia al tempo stesso facile da gestire. A differenza del porcellino d’India, suo parente prossimo, la cavia del Perù ha il pelo lungo ma come lui ha una personalità allegra ed energica

Le origini

Il nome è tutto un programma ma no, la cavia peruviana non è un animale allevato in laboratorio. È in realtà nativo del Sud America; in particolare si pensa che provenga da Paesi come Argentina, Bolivia e, naturalmente, il Perù.

La popolarità di questi piccoli simpatici animali arriva nel XVI secolo grazie ai Francesi che li portarono in patria per allevarli. Dalla Francia arrivarono in Inghilterra e da lì si espansero in tutto il mondo.

Le caratteristiche

cavia peruviana da compagnia

Le cavie peruviane hanno caratteristiche fisiche uniche che le rendono particolari. Vediamo quali sono.

Il pelo

È la caratteristica più vistosa della cavia peruviana, il lungo pelo che crea un bellissimo manto. Ciò nonostante, evitate di far crescere il pelo di molto, perché poi diventa molto complicato prendersene cura e pulirlo. Il pelo parte in cima alla testa e si estende lungo la colonna vertebrale. Quando il manto raggiunge la sua dimensione massima, diventa persino difficile capire dove si trovi il muso del nostro piccolo amico!

Il colore del manto

Il manto della cavia peruviana è variegato. Alcuni esemplari hanno un manto a tinta unita ma non è raro vederne alcuni con due colori. Il manto più raro è a tre colori ed è il preferito degli appassionati di questi animali.

I colori più comuni del manto della peruviana comprendono il bianco, le sfumature del marrone (sia chiaro che scuro), il nero. È anche possibile osservare una cavia del Perù dal manto grigio, ma si tratta di un evento raro.

Personalità

È un animale noto per essere curioso e intraprendente. A differenza di alcune razze di cavie, molto timide, le peruviane amano esplorare. La caratteristica particolare della loro personalità è il fatto di essere molto attente e consapevoli dell’ambiente in cui si trovano. Non si muoveranno alla cieca e non faranno caos in casa, ma giocheranno ed esploreranno il mondo circostante con genuina curiosità.

Sono animaletti socievoli che amano la compagnia degli esseri umani. Prendetevi un po’ di tempo ogni giorno per giocare con loro, vi sapranno dare tanto. Assicuratevi solo che la gabbia in cui li tenete sia abbastanza grande da garantire loro una buona soglia di movimento.

Come prendersi cura della cavia peruviana

origini Cavia peruviana

Come è ben possibile immaginare dall’aspetto, il problema più grosso risulta essere il lungo manto. Richiede molta cura, in particolare deve essere spazzolato spesso per evitare la formazione di nodi. La cosa migliore da fare è cercare di mantenere pulita la loro gabbia e l’ambiente in cui amano gironzolare. I peli lunghi tendono a raccogliere molta sporcizia mentre l’animale cammina. Non c’è alcun modo di prevenirlo, ma basta ridurre al minimo la quantità di detriti bloccati nel loro manto. Inoltre, se i peli si aggrovigliano, l’animale si stressa. È quindi necessario spazzolare la cavia peruviana due volte al giorno.

Per quanto riguarda l’alimentazione, mangiano come la maggior parte delle cavie. Ricordate solo che il loro organismo non è in grado di produrre da solo la vitamina C, quindi dategliela occasionalmente perché per i nostri piccoli amici è essenziale. Sentitevi liberi di nutrirli con la frutta, in particolare sono ghiotti di mele, e tenete presente che stiamo parlando di animali erbivori. Ciò vuol dire che vanno alimentati con erba e, occasionalmente, frutta. Nient’altro.

Per chi è adatta la cavia peruviana?

Se avete bambini piccoli in casa vi suggeriamo di prendere la razza americana. La cavia peruviana viene in genere allevata da appassionati o da adulti che hanno abbastanza tempo per prendersi cura di loro. Questo è il motivo per cui non se ne vedono molti nelle case italiane. È un animale da compagnia a cui non deve mancare l’affetto e la compagnia del proprio padrone. Pensatevi se desiderate acquistare una cavia peruviana, porterete nelle vostre case allegria e tanta dolcezza.

Collare antiabbaio, è utile o solo pericoloso per il cane?

Collare antiabbaio

Nel corso degli ultimi tempi si sente parlare piuttosto di frequente di collare antiabbaio, ma tante volte questo strumento viene impiegato in modo del tutto improprio. Infatti, si può considerare come uno dei numerosi strumenti e metodi che ci sono a disposizione sia per l’addestramento che per quanto riguarda l’educazione dei cani. I collari educativi spray oppure ad ultrasuoni, infatti, possono rappresentare un ottimo aiuto in tanti casi. La prima cosa da mettere in evidenza è quella che non devono essere impiegati in maniera superficiale oppure non adeguata. Infatti, si tratta di strumenti che devono essere utilizzati solo ed esclusivamente all’interno di un percorso educativo ben definito. Per questa ragione, il loro uso deve essere accompagnato dai consigli di un educatore cinofilo oppure di un comportamentalista, in modo particolare quando viene impiegato su cani di grossa taglia, come il Mastino Tibetano, ad esempio.

Il collare antiabbaio è utile?

Collare antiabbaio

Ci sono tante tipologie di collare antiabbaio presenti in commercio, che hanno caratteristiche e prezzi diversi. Il collare elettrico, ad esempio, è in grado di trasmettere scosse di variabile intensità e durata al collo del cane. Come? Mediante la presenza di due elettrodi realizzati in metallo, che vanno a premere direttamente sulla pelle del cane. L’uso di un telecomando permette di inviare le scosse solo nei momenti voluti. Il collare ad ultrasuoni si trova con notevole difficoltà in Italia. Il suo funzionamento è piuttosto semplice. Ogni qualvolta il cane abbaia, subirà un segnale sonoro ad elevata frequenza, che lo infastidirà notevolmente. In realtà, è lo stesso sistema del collare spray, che può essere alla citronella oppure senza odore. Il collare spray, come si può facilmente intuire, deve essere ricaricato con una buona frequenza.

Il collare antiabbaio elettronico

Si tratta di uno strumento che ha la particolare capacità di individuare le vibrazioni che vengono diffuse dalle corde vocali dell’animale nel momento in cui comincia ad abbaiare. Ogni qualvolta, quindi, che il cane emette tali vibrazioni, ecco che riceve una piccolissima scossa elettrica sul collo. Si tratta di una soluzione, però, che è stata criticata in più di un’occasione. Sono molteplici gli inviti delle organizzazioni a difesa dei diritti degli animali al ritiro dal mercato di questi collari. Infatti, considerano tale strumento in grado di provocare dolore al cane, al punto tale da poter essere equiparato ad un sistema di maltrattamento. In Australia, ad esempio, è stato abolito. Anche diversi veterinari lo sconsigliano, visto che anche dal punto di vista dell’efficacia non sembra portare a grandi risultati. Un buon numero di ricerche, infatti, ha messo in evidenza come nel 50% dei casi di cani su cui sono stati testati i collari elettronici non c’è stata alcun cambiamento, in positivo, della frequenza con cui abbaiano. L’Alano Arlecchino, invece, abbia poco di frequente.

Il collare spray

Collare antiabbaio 1

Dei collari che sfruttano uno spray al suo interno alla citronella viene fatto un largo impiego da un buon numero di organizzazioni relative all’adozione di cani randagi. In questo modo vengono quantomeno gestiti meglio i rumori eccessivi all’interno dei canili. Ciascun collare può contare su un microfono che ha proprio la capacità di individuare l’esatto momento in cui il cane comincia ad abbaiare. Nel momento in cui viene trasmesso il segnale, ecco che si attiva lo spray, che diffonde un’essenza alla citronella verso le narici del cane. Si tratta, in ogni caso, di strumenti che presentano un buon numero di svantaggi. Il motivo è presto detto. Prima di tutto capita piuttosto di frequente che la sensibilità del microfono non riceve un’impostazione corretta. Alcune volte, in caso di impostazioni errate, si rischia perfino che il dispositivo si attiva anche quando ad abbaiare sono altri cani, infliggendo una punizione all’animale nel momento in cui invece non aveva fatto nulla. Si tratta di una situazione che può diventare ben presto pericolosa, dal momento che può modificare notevolmente il suo comportamento. Tra gli altri svantaggi troviamo certamente il fatto che diversi cani hanno un’innata facilità ad adeguarsi in men che non si dica all’odore della citronella. E, per tale motivo, questa tipologia di collare finisce con il non portare praticamente ad alcun risultato.

Cosa fare se il cane abbaia di continuo e fastidiosamente?

Prima di tutto è necessario effettuare un’approfondita analisi della tipologia di abbaio che lo caratterizza. In questi casi può essere senz’altro molto utile affidarsi all’esperienza di un educatore cinofilo, che certamente ha tutte le competenze necessarie per esprimere un parere valido. A questo punto è necessario risalire alla causa primaria da cui deriva il tanto abbaiare. Infatti, provvedere ad inibire semplicemente l’effetto non porta a grandi risultati. Nel caso in cui l’abbaio sia territoriale, il problema potrebbe essere risolto anche con alcuni strumenti semplici e che non richiedono spese enormi. Ad esempio una siepe piuttosto che un pannello oscurante, in modo tale che il cane non possa vedere la strada. Scoprite intanto la storia del Pinscher nano!

Abbaio per via di fattori sociali? Ecco cosa fare!

Collare2

In alcuni casi l’abbaiare è collegato ad elementi di carattere sociale, come ad esempio insicurezza, piuttosto che ansia, solitudine, mancanza di rapporti d’affetto. In tutte queste situazione, per risolvere il problema è necessario recarsi alla sua radice. In poche parole, è necessario colmare la lacuna che il cane manifesta. Di conseguenza, svolgere delle attività con il proprio cane è molto utile. Soprattutto esercizi che possano, al tempo stesso, permettergli di sfogare gran parte delle sue energie. Bisogna sfatare il luogo comune secondo cui il cane in giardino si sfoghi. Non è assolutamente vero, dal momento che questi animali non si mettono a correre da soli per liberarsi da stress e ansie. Ed è altrettanto errato che i cani non riflettono circa il proprio comportamento, anche in appartamento.

Cane Lupo di Saarloos, una razza poco conosciuta in Italia

Cane Lupo di Saarloos

Non si sente molto parlare del Cane lupo di Saarloos (detta anche Saarloos Wolfhound): si tratta di una razza canina di origine olandese, che è davvero poco conosciuta sul territorio italiano. Al giorno d’oggi, però, qualche cosa è cambiato anche in Italia. Infatti, soprattutto per merito del grande lavoro e dell’impegno della Sig.ra Sara Dioguardi, al giorno d’oggi esiste un allevamento di questo cane in Toscana. Si tratta di una razza che presenta dei tratti molto eleganti e affascinanti, soprattutto per via di una somiglianza estetica importante con i lupi. Al tempo stesso, però, presenta un carattere davvero molto docile e mansueto, anche se si distingue spesso timido e diffidente. Ed è proprio quest’ultima la principale differenza nei confronti del Cane lupo Cecoslovacco.

La storia del Cane lupo di Saarloos

Cane Lupo di Saarloos1

 

Per trovare le prime tracce di questa specie canina denominata cane lupo di Saarloos è necessario risalire addirittura al 1923. Correva proprio quell’anno, infatti, quando “Leendert Saarloos” provò per la prima volta un accoppiamento tra un Pastore Tedesco e una lupa. Da questo e altri incroci uguali riuscì a ricavare ben 28 cuccioli. Solamente tre, però, furono scelti come capostipiti per costituire una nuova razza, che non avesse alcun tipo di sintomo degenerativo. Nel momento in cui riuscì, tramite i suoi esperimenti genetici, ad ottenere degli esemplari stabili sotto quel profilo, ricevette la visita del dottor Van Lochum. I primi esemplari vennero usati come cani-guida in aiuto di persone non vedenti. Successivamente, venne reinserito sangue di lupo, rendendo i nuovi soggetti inappropriati per ogni tipo di lavoro. La razza ottenne il riconoscimento da parte del FCI nel 1975.

Il suo carattere

Dal punto di vista comportamentale, ma anche morfologico, è bene sottolineare come i cani lupo di Saarloos possano contare su numerose differenze nei confronti del cane lupo Cecoslovacco. Dal punto di vista caratteriale, infatti, presentano dei tratti notevolmente più tranquilli, al punto tale che possono essere considerati quasi degli appartenenti della categoria “cani da compagnia”. Si tratta di esemplari dotati davvero di una notevole intelligenza. Quel che è certo, però, è che non vengono mai sottoposti a particolare lavori, dal momento che non ne sono adeguati. Si tratta di una razza che fa della timidezza e del timore delle vere e proprie peculiarità nel momento in cui si trovano lontani rispetto all’ambiente in cui vivono in famiglia oppure quando sono con delle persone che non conoscono. Non si tratta ovviamente di cani da guardia, visto che non sarebbero mai in grado di sferrare un attacco nei confronti degli umani. Al tempo stesso, però, l’indole da lupi è facilmente riscontrabili in questi esemplari. Scoprite, intanto il carattere del Grande Bovaro Svizzero!

Il Saarloos in un ambiente familiare

Cane Lupo di Saarloos2

 

Il temperamento di questa razza è perfetto per permettere a questo cane di vivere all’interno di una famiglia, insieme anche ad altri animali, così come a dei bambini. Proprio per via della sua particolare indole, si suggerisce di optare per una socializzazione fin da subito. In che modo? Cercando di esporlo in maniera graduale, ma costante a un gran numero di stimoli ambientali. Tra questi ultimi possiamo senz’altro annoverare incontrare altri cani oppure ulteriori animali domestici, ma non solo visto che c’è anche il contatto con gli umani, sia adulti che bambini. Tale gruppo di stimoli possono certamente comprendere anche tutti quei suoni e rumori che sono legati al traffico e alle strade. In questo modo, la ripercussione a livello mentale sul cane lupo di Saarloos sarà positiva e corretta. In questo modo, si eviterà che il cane, una volta divenuto adulto, possa essere eccessivamente diffidente, ma anche timoroso e timido.

Allevamenti in Italia

Nella penisola italiana c’è un solo allevamento di cui abbiamo parlato anche in precedenza. All’interno dell’allevamento di Sara Dioguardi, la cui sede è localizzata in provincia di Prato, viene svolto un importante e ben preciso processo di selezione della razza. Si tratta di un allevamento che ha preso il via diversi anni fa e ha permesso di ottenere una delle più prestigiose linee di sangue la cui discendenza ha un forte e diretto legame con la linea di origine di Leendert Saarloos. Questo allevamento è conosciuto e rinomato in tutto il mondo ed è sempre in prima linea in ogni tipo di evento cinotecnico non solamente in Italia, ma anche in Europa. Un vero e proprio successo, che ha permesso anche di portare a casa tanti titoli e premi internazionali riconosciuti dalla Federazione Cinologica.

Alcune curiosità

 

Nel paese in cui è nato il Saarloos, in Olanda, ciascun allevatore è particolarmente ligio nel seguire ogni tipo di regola che proviene dalla società centrale, ovvero la “Raad van Beheer op Kynologisch Gebied in Nederland”. Gli allevatori italiani, invece, devono sottostare alle norme previste da parte dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, anche se manca effettivamente un’associazione che si faccia carico di comprendere tutti gli allevatori di questa razza molto particolare. La sua peculiarità di non essere adatto a delle prove di lavoro l’ha portato ormai ad essere considerata una razza di compagnia. Tutto questo nonostante l’FCi non ha compreso questo tipo di cane all’interno di tale categoria, inserendola invece all’interno dei cani da pastore. Il Cane Lupo di Saarloos è un cane decisamente rustico. Nel momento in cui viene abituato a rimanere all’esterno può vivere senza alcun problema anche nel giardino di una casa con ogni tipo di condizione climatica e in ogni stagione. Sia quando le temperature si abbassano notevolmente, sia quando in estate sono davvero molto alte. Si tratta di un cane che è particolarmente adatto anche a vivere in appartamento, visto che questa razza è sempre piuttosto pulita e molto ligia alle proprie abitudini.

Cane della prateria: caratteristiche e carattere

Cane della prateria

Il cane della prateria può sembrare un animale domestico insolito da tenere in casa ma non è così. Si tratta di un roditore dall’aspetto molto carino e simpatico, il quale appartiene alla stessa famiglia delle marmotte, ovvero le Sciuridae.

Facile da gestire, il cane della prateria si rivela un buon amico verso chi gli offre un rifugio e del cibo! Questo genere di roditore è comune nelle praterie dell’America da cui appunto prende il nome che tutti conosciamo. Non si tratta quindi di un cane come il nome potrebbe far supporre! Le dimensioni di questo roditore sono contenute, infatti può pesare da poco meno di un 1 kg fino ad arrivare a un 1,5 kg.

Gli esperti sostengono che lo scoiattolo sia l’animale a lui più vicino come grado di parentela. Piccolo, dall’aspetto buffo, tenero e socievole ecco come si presenta il cane della prateria. Questo roditore è originario di varie parti dell’america del Nord. Lo si trova dal Messico al sud Dakota. Il suo habitat naturale sono le pianure erbose. Ama scavare sotto terra delle vere e proprie città.

 

Caratteristich del cane della prateria

Caratteristich del cane della prateria

Adesso parliamo del cane della prateria dalla coda nera, l’esemplare più comune in vendita. Specifichiamo che in natura sono state individuate ben 5 specie le quali più avanti citeremo.

Come ogni roditore il cane della prateria si spaventa facilmente. Infatti se avverte un pericolo emette un suono il quale può facilmente ricordare quello di un cane, da qui ecco appunto il simpatico nome “cane della prateria”.

È un animale diurno che adora costruire tane e sopratutto mangiare. Dispone di un buon repertorio per la comunicazione, per la precisione 11 richiami differenti, che utilizza per farsi capire da altri suoi simili. In natura sfrutta tantissimo le relazioni sociali. Gli studiosi hanno avuto modo di vedere che il cane della prateria tocca il naso di altri esemplari in segno di amicizia. Addirittura (proprio come avviene per le scimmie) si possono pulire a vicenda, questo fortifica di molto il loro legame!

In cattività questo roditore cerca tantissimo il contatto con il suo proprietario. Questo aspetto è dovuto all’indole dell’animale che non trovando altri esemplari della stessa specie, deve assolutamente comportarsi in tal modo. In pratica il cane della prateria tema la solitudine!

Ricordiamo quattro punti caratteristici di questo simpatico animaletto:

  • Il cane della prateria non va mai in letargo
  • Un roditore molto socievole se preso da piccolo (6 – 8 settimane di vita)
  • Provvedere al suo benessere non è difficile, sia per quanto riguarda l’alimentazione che la gestione
  • Ama le coccole dal suo padrone

Per tornare al discorso delle specie di cane della prateria ecco quali sono: il Cane della prateria dalla coda nera e quello dalla coda bianca. Cane della prateria dello Utah e quello messicano. Infine il Cane della prateria di Gunnison.

 

 Carattere del cane della prateria

Il cane della prateria è un’animale socievole e spesso anche protettivo nei confronti del suo padrone. Non vuole stare da solo e infatti può rosicchiare le cose come segno di protesta, anche se il rischio può esserci comunque, anche quando è in compagnia.

Per chi ne ha due, i maschi sono gelosi delle femmine se quest’ultime sono nella stagione di riproduzione ma con la sterilizzazione questo aspetto non sussiste. In caso contrario per circa 60 giorni l’animale sarà un po’ scontroso se non aggressivo.

Quali sono gli svantaggi del cane della prateria in casa?

Il cane della prateria, come è stato detto più volte, è un roditore e come tale ha bisogno di rosicchiare continuamente, o comunque spesso nell’arco della giornata. Dato l’attaccamento al padrone può soffrire se rimane troppo tempo da solo. Nonostante sia selvatico, questo animale può essere geloso della persona che lo accudisce. Parte del suo tempo ha bisogno di trascorrerlo all’esterno della sua gabbia, quindi è da tenere in considerazione uno spazio apposito per quest’ultimo. Una camera è sufficiente.

Non è insolito che il cane della prateria prenda di mira la mobilia e la danneggi! Infine ricordiamo che è consigliata la sterilizzazione nei maschi, visto che nel periodo del calore potrebbero diventare ingestibili. Dunque un po’ come avviene con i gatti.

cane prateria

 

Come curarlo

Tutte le informazioni che riguardano l’alimentazione o altre cose importanti per la salute sono sempre da chiedere a un professionista, in questo caso il veterinario. Per esempio sul cibo è bene stare attenti a cosa gli viene dato. Sappiamo infatti che tendono a ingrassare e quindi a soffrire di obesità, proprio per questo devono seguire una dieta povera di grassi ma comunque dove abbondano le fibre.

Seguono un regime erbivoro e tra le cose più comuni da somministrarli troviamo il fieno fresco. Tuttavia, un preparato di erbe miste è ancora più idoneo per l’animale. Mangiano anche il pellet, ma è uno dei cibi principali che lo portano a prendere più peso. Il padrone inoltre deve frenare gli impulsi di somministrare noccioline, semi, biscotti etc. Sono invece adatti frutta e verdura, non fredde e sopratutto sottoposte a un’accurata pulizia.

Per quanto riguarda le cure del cane della prateria ricordiamo:

  • Non c’è bisogno di vaccinare l’animale.
  • Ogni tanto è preferibile scorciare le unghie visto che gli esemplari in cattività hanno le unghie lunghe.
  • A differenza di altri animali non sono obbligatorie le visite di controllo (neppure l’esame delle feci per vedere se ha parassiti intestinali).
  • Proprio come il gatto il cane della prateria è pulitissimo, quindi non importa lavarlo.
  • Teme il caldo infatti il sole diretto è nocivo, specie sulla gabbia. Assolutamente non adatto se questa è all’esterno. Gli esperti suggeriscono una temperatura di 20°-22° per il suo benessere.

All’intero dell’ambiente domestico il cane della prateria ha bisogno di attenzioni quando è libero, proprio come se fosse un eterno cucciolo! L’animale può far danni e rischiare la vita, per esempio rosicchiando i cavi dove circola la corrente.

Gatto abissino: caratteristiche e carattere

Gatto abissino

Il gatto abissino è un animale che gioca molto, inoltre cerca spesso attenzione da parte del proprio padrone. Si tratta di una razza felina di taglia media la quale generalmente pesa sui 4 kg.

Sembrerebbe originario dell’Etiopia, anche se su questo c’è un po’ di confusione in merito al fatto che secondo alcuni pareri può essere addirittura un diretto discendente dei gatti Egizi.

Il gatto abissino si rivela socievole e non troppo territoriale se deve condividere il tetto con un altro gatto. Come per la maggior parte dei felini è tanto curioso. Nella vita domestica ha bisogno di attenzioni, non perderà appunto occasione per usare tutte le sue (quasi inesauribili) energie giocando.

Di bellissimo aspetto il gatto abissino negli Stati Uniti risulta tra le 10 razze più apprezzate. Scopriremo adesso alcune informazioni su questo tipo di felino come il carattere, le origini e l’aspetto del gatto abissino.

 

Carattere del gatto abissino

Carattere del gatto abissino

Il carattere del gatto abissino è decisamente un punto di forza che può condizionare sull’esito dell’acquisto. Si rivela giocherellone ed energico, affettuoso e sempre alla ricerca di coccole e attenzioni (specialmente per chi sceglie come padrone). È testardo solitamente, il tutto si compensa però dalla bassa aggressività.

Come detto in precedenza non è un gatto solitario, quindi può convivere con un altro felino senza che questo significhi un problema ogni giorno! Sono molto agili e non impiegano difficoltà nell’arrampicarsi. Nel periodo in cui sono cuccioli la loro curiosità sembra non avere limiti, lo stesso possiamo dire della voglia di giocare. Crescendo si calmano ovviamente.

Quando si nasconde predilige i posti in alto se possibili. Infatti il gatto abissino adora l’altezza. Sono bravi ladri, riescono a rubare qualunque cosa della loro portata. Essendo inoltre delicato ed aggraziato non è un felino che rompe gli oggetti, certamente può capitare ma non è nella sua indole farlo per dispetto. Nell’insieme è un ottimo gatto e sa far provare grandi emozioni a chi è amante dei felini, proprio per la sua capacità di conquistare e far innamorare. Passiamo al prossimo paragrafo, le origini.

 

Le origini

Le origini del gatto abissino sono controverse. Si tratta di una razza felina africana che ha una buona capacità di resistere al caldo quando le temperature sono alte. Originario dell’Etiopia, viene considerato un gatto antichissimo viste le sue origini. Numerosi esperti presuppongono che sia un gatto egiziano, questo perché confrontato con i resti mummificati di antichissimi gatti egizi la somiglianza era sorprendente. Per non parlare delle svariate riproduzioni riguardanti gli affreschi nelle tombe egizie. Dunque il gatto abissino è correlato all’antico Egitto? Per il momento non possiamo dare una risposta sicura. Certamente è già una storia affascinante quella che interessa questo felino estremamente diffuso nel Nord America e comune negli Stati Uniti.

 

L’aspetto del gatto abissino

Il gatto abissino è un animale agile, armonioso nelle forme e snello. Un felino di taglia media che pesa 4 kg circa ma può essere anche un po’ più grande. Essendo una razza africana sopporta bene il caldo. Mentre i suoi arti risultano sottili e ben sviluppati grazie alla buona muscolatura. Anche se lievemente, il dorso risulta arcuato. Dai movimenti aggraziati questo felino dispone di occhi a forma ovale ed obliqui allo stesso tempo. La colorazione di quest’ultimi può essere nocciola, verde oppure color giallo.

La coda del gatto abissino è di forma affusolata e piuttosto lunga. Un animale con zampette ovali e piccole in contempo. Ha una testa a cuneo e occhi grandi, oltre che due orecchie appuntite in maniera giusta e molto larghe. Il mantello del gatto abissino è a pelo corto. L’aspetto peculiare di questo felino è il ticking, ovvero ogni pelo dispone fino a tre bande di colore. Il pelo risulta morbido, folto e lucido a vista. Dobbiamo aggiungere che le femmine di questa razza solitamente sono inferiori ai 4 kg, perfette perciò per chi cerca un gatto un po’ più piccolo.

Tenuto come si deve, il gatto abissino è longevo. Questa razza può infatti arrivare a 20 anni. Inoltre c’è da considerare che solitamente è un gatto che dispone di un’ottima salute oltre che costare poco dal punto di vista alimentare. Tuttavia è possibile spendere anche 1.000€ per uno di questi felini, quindi non si può definire economico.

Difetti

Difetti

Come possibili difetti che possono penalizzare la razza troviamo la mancanza di ticking, la forma della testa rotonda, delle striature sulle zampe e macchie ubicate proprio sul ventre. Questi quelli comuni ma ne esistono altri.

 

Cura del gatto abissino

Il gatto abissino non richiede eccessive cure come già detto, risulta anche longevo e dal buon carattere. Per quanto riguarda la sua cura ottiene altri punti a favore visto che le attenzioni non sono eccessive. Ogni 7 giorni può essere spazzolato utilizzando una spazzola con denti corti e di gomma possibilmente. Anche le mani inumidite funzionano perfettamente per la pulizia, oppure il classico panno in pelle di daino. Chiaramente le unghie possono essere scorciate, ma solamente da persone capaci e che utilizzano le forbici giuste. Per quanto riguarda le orecchie la pulizia è più difficile ma sempre da effettuare dopo il parere del proprio veterinario.

Gatto Anallergico: 3 razze più comuni

Gatto Anallergico

Esiste un gatto anallergico? Quali sono le razze e quanto costa? Nell’articolo di oggi affrontiamo questo tema davvero molto caro a tutte le persone che soffrono di allergia al pelo del gatto e non possono perciò soddisfare il loro desiderio di averne uno!

Ci sono alcune razze di gatto che non provocano allergie e quasi tutti i soggetti allergici, possono finalmente adottare un micetto senza dover temere di starnutire dalla mattina alla sera.

Gatto anallergico: tutte le razze

Gatto anallergico: tutte le razze

Potete scegliere quello che preferite, in base ai vostri gusti, le circostanze, il costo… ma prima di vedere quali sono le razze di gatti anallergici, vediamo cosa significa poi e se esiste davvero un felino che non provoca allergia in soggetti che starnutiscono al sol vedere uno di questi splendidi animali.

Dovete sapere che non è il pelo del gatto a causare allergia, come comunemente siamo portati a credere a causa delle informazioni semplificate diffuse. La principale causa dell’allergia è dovuta alla proteina Fel D, presenta nella saliva e nel sebo del gatto, il quale pulendosi anche diverse ore al giorno, la trasporta sul pelo che poi a sua volta si diffonde in casa. Il soggetto allergico ha un sistema immunitario che riconosce come nemica questa proteina in realtà innocua e così, stimola una serie di sintomi più o meno intensi.

E’ chiaro che un’allergia del genere spinge la persona che ne soffre a non prendersi un gatto, anche se magari ama questo bel felino. Vediamo adesso le principali razze di gatti anallergici.

 

Gatto anallergico siberiano

Il gatto siberiano non è tra i più conosciuti in Italia. Difficile vederlo questo bel gattone dal pelo lungo. La sua storia è molto interessante. Nasce infatti dalla selezione naturale avvenuta verso il 1050 tra il gatto domestico portato in Russia e il gatto selvatico dei boschi, della Siberia. Secondo qualcuno potrebbe anche essere il progenitore del Maine Coon, altro gatto che sta diventando sempre più famoso in Italia. Il gatto anallergico siberiano è stato riconosciuto dall’Associazione Nazionale Felina Italiana solo nel 1998.

 

Un bel gatto di taglia grande, il maschio arriva a pesare tra i 7 e i 9 chili mentre la femmina tra i 4 e i 6. E’ un cacciatore, ama stare all’aria aperta e fare delle belle nuotate. La sua fisionomia è perfetta affinché possa stare sulla neve, basta vedere i lunghi ciuffi di pelo tra le dita, che gli permettono di non sprofondare. Può essere rosso, nero, color tartaruga, blu, crema e blucrema. Ma il gatto siberiano è davvero anallergico? Si perché questo gatto ne produce davvero poca della famosa proteina Fel D1, colpevole delle allergie scatenate nel 5% degli italiani. C’è da dire che un soggetto che soffre di una fortissima allergia potrebbe comunque provar fastidio anche dalla poca quantità prodotta.

Un bel gatto affettuoso ma anche fiero. Non ama però star solo ed è attivo, ha bisogno infatti di molto spazio e vuole giocare spesso.

 

Gatto norvegese

Gatto norvegese

Il gatto norvegese non è riconosciuto come gatto anallergico ma, analogamente a quello siberiano, produce così poca Fel D1 che in genere non causa sintomi. E’ un gatto molto antico, deriva dalle fredde terre della scandinavia. Ha un pelo semi lungo ed è di taglia grande. Il maschio pesa in genere tra i 6 e 9 kg mentre la femmina, tra i 3 e i 6 kg. E’ un animale di ottima compagnia, ha un carattere calmo e affettuoso, un bel gatto intelligente che sa far innamorare praticamente chiunque.

Il gatto norvegese ama la vita all’aperto, perciò un po’ di libertà magari in giardino non può far altro che bene. E’ un gran giocherellone, che si tratti di adulti, bambini, cani o gatti non fa differenza.

 

Gatto Sphynx

C’è poi il gatto sphynx, conosciuto anche come gatto egiziano senza peli, gatto nudo o gatto sfinge. In realtà ha ben poco a che vedere con gatto egiziano, pensate che ha origini canadesi ed è nato negli anni settanta.

In realtà questo gatto è ritenuto erroneamente gatto anallergico perché producono la proteina contenuta nella loro saliva. Ciò che porta a credere molte persone che non causi allergie è perché non ha pelo. Ma come abbiamo visto prima, non è la pelliccia del felino a provocare le reazioni immunitarie nel nostro organismo.

Questo gatto, amato da alcuni poco apprezzato da altri per il suo aspetto singolare, nasce da alcune mutazioni di normali gatti domestici. Alcune associazioni in realtà non riconoscono lo Sphynx come razza perché ritengono che la mancanza di peli sia dannosa. Si tratta in realtà di un bel gatto robusto, che arriva a pesare circa 4 kg. Da cuccioli hanno molto più pelo. Può essere di vari colori e anche il mantello non è sempre uguale. Alcune volte al tatto da l’effetto gomma, altre volte l’effetto pesca per via della leggerissima peluria e altre volte ancora, l’effetto cera. Sono gatti intelligenti e affettuosi, anche loro soffrono la solitudine. Amano arrampicarsi e correre.

Gatto himalayano, un felino giocherellone e molto docile

Gatto himalayano

Sono tante le persone che ritengono come il gatto himalayano, in realtà, non sia una vera e propria razza. Infatti, sarebbe una sorta di sottocategoria della razza principale del gatto persiano. La pensa allo stesso modo la FIFe, dal momento che nella sua classificazione inserisce il gatto himalayano nella prima categoria. In poche parole, in quella dei gatti persiani ed esotici. E i tratti esotici di questo gatto sono rappresentati sia dagli occhi che dal mantello. Tra le situazioni che hanno portato maggiormente alla ribalta del grande pubblico il gatto himalayano ne troviamo una molto curiosa. Infatti, è stato molto famoso grazie al cinema e, in particolare, a delle scene con Robert De Niro. Si tratta di un animale a taglia tipicamente grande nonostante sia un felino. Il suo pelo è molto folto e lungo e le sue origini sono a stelle e strisce. Proprio dagli Usa, infatti, partirono le prime selezioni per poter ottenere questa razza così curiosa. Le tinte che la caratterizzano sono davvero molteplici e un tratto peculiare è rappresentato dagli occhi blu scuro.

Le origini del gatto himalayano

Le origini del gatto himalayano

Come abbiamo detto, questo particolare gatto deriva dagli Stati Uniti. In realtà, però, il selezionatore è stato un genetista svedese, ovvero Tjbbes. Nel 1920, infatti, questo ricercatore riuscì a selezionare per la prima volta nel mondo il gene che poi permetterà di giungere a questo tipo di gatto. Il gene in questione è quello denominato colourpoint, chiamato anche Himalayano. Negli Stati Uniti, nel lontano 1935, diversi allevamenti ospitarono degli incroci tra un Persiano nero e un Siamese. Da qui si ottennero ben 3 gattini neri a pelo coro. I successivi incroci tra di loro e pure tra figli e genitori hanno permesso di ricavare importanti dati sul gene colourpoint.

L’aspetto di questa specie felina

La corporatura di questo particolare felino è sempre piuttosto robusta e fa parte della categoria cobby. Di conseguenza presenta delle zampe non molto lunghe e il petto piuttosto ampio. Le spalle sono sempre voluminose, così come l’intero corpo, anche se in ogni caso non c’è mai la tendenza ad essere obeso. La testa presenta delle linee decisamente morbide, con le guance piuttosto paffute. Le orecchie seguono la linea arrotondata del cranio e sono piuttosto piccole, mentre la coda non è mai lunga. Le dimensioni di quest’ultima risulta essere proporzionata in confronto a tutto il resto del corpo. Gli occhi sono spettacolari, soprattutto per via della colorazione. Si passa dal blu all’azzurro, sempre con una notevole brillantezza e intensità: tutto è legato al gene Himalayano.

Le caratteristiche del mantello

Le caratteristiche del mantello

Una delle peculiarità del pelo di questo gatto è davvero molto lungo e anche foltissimo. Probabilmente è uno dei gatti dal pelo più lungo in tutto l’ambito felino. La colorazione, come si può facilmente intuire, ha la tendenza a perdersi un po’ con il passare del tempo. Si tratta di una di quelle razze che possono evidenziare diverse macchie di colore: maggiori sono i contrasti e più è alto il livello di pregevolezza. Alcune zone della struttura di questo gatto man mano che passa il tempo diventano più scure. Ed è un altro aspetto che è correlato con il gene Himalayano. Il pelo più scuro è legato all’azione di un enzima che fa diventare dei precursori della melanina in vera e propria melanina.

Il suo carattere

Questo felino ha un carattere tendenzialmente docile e pacato, nonostante abbia un fisico piuttosto evidente. Certo non si può dire che ogni tanto non sia vivace, ma tuttavia in confronto agli altri gatti persiani è decisamente più mansueto. Se gli altri gatti persiani, infatti, si dimostrano ben spesso dei “miagolatori” nati, non è il caso della specie himalayana, anche per via dell’incrocio con il gatto Siamese. Una delle più interessanti ed evidenti peculiarità di questa specie è certamente la voce, visto che appare piuttosto gradevole, ma in alcun modo fastidiosa. Questo gatto si dimostra ben spesso anche un simpatico giocherellone, sempre rispettando i limiti e le esigenze, anche di spaio, del padrone. Ama le coccole ed essere accarezzato, a differenza del criceto di Robovorosky.

Quanto costa?

Quanto costa?

Per acquistare un cucciolo di gatto himalayano serve una cifra che si aggira intorno ai 350 euro. Si tratta di una specie certamente molto raffinata, ma che non presenta un costo poi così eccessivo. Al tempo stesso, è ottimo per tutti coloro che lo vogliono tenere in appartamento. Senza ombra di dubbio, un possibile“svantaggio” può essere rappresentato dal pelo, sempre molto lungo e folto, che comporta un ricambio costante della lettiera.

I gatti himalayani più celebri

Sia all’interno di numerosi libri, ma anche e soprattutto sul grande schermo, il gatto himalayano ha sempre trovato una grande diffusione in ogni tipo di mezzo di comunicazione. Dal punto di vista “bibliotecario”, questa specie di gatto è comparsa all’interno del Guinness dei primati, con il record di gatto più piccolo. L’esemplare di cui stiamo parlando prende il nome di Tinker toy: in altezza arrivava a toccare solamente i 7 centimetri, mentre la lunghezza non andava oltre i 19 centimetri, a differenza delle pazzesche dimensioni dell’Alano Arlecchino. È incredibile pensare come i suoi proprietari abbiano ammesso spesso che le sue dimensioni talmente ridotte permettevano di trasportarlo senza problemi in tasca. Tra gli altri gatti himalayani che hanno riscosso grande successo in pubblico troviamo certamente lo “Sfigatto”, relativo alla pellicola girata nel 2000 “Ti presento i miei”. Questo gattino è stato protagonista del film vicino a Robert De Niro e in breve tempo è diventato una vera e propria star all’interno di una famiglia alquanto particolare e curiosa.