Diamanti di Gould, una tra le specie più belle di uccelli esotici

Diamanti di Gould

Il Diamante di Gould, il cui nome scientifico è Erythura Gouldiae, è un uccello passiforme di ridotte dimensioni che fa parte della categoria degli Estrildidae. Nel momento in cui si parla di Diamanti di Gould bisogna risalire addirittura al biennio tra il 1838 e il 1840, quando questa specie venne scoperta ad opera del naturalista John Gould. In uno dei suoi molteplici viaggi in Australia, Gould ribattezzò con il suo nome proprio questa nuova specie: non lo dedicò a sé stesso, però, quanto piuttosto alla moglie Elizabeth, che era morta da poco tempo. Una delle principali caratteristiche di questo uccello è quello di aver subito diverse volte una riclassificazione che lo ha portato poi ad essere inserito all’interno della categoria dei diamanti asiatici e melanesiani del genere Erythrura.

Dove vivono e le caratteristiche dei Diamanti di Gould

Diamanti di Gould

Si tratta di una specie che può vantare una notevole diffusione nelle zone settentrionali dell’Australia, visto che è molto diffuso tra la penisola di Capo York fino alla punta ad ovest nella regione di Kimberley. L’ambiente tipico di questi uccellini corrisponde a dei luoghi molto caldi e decisamente soleggiata, in cui il tasso di umidità è sempre molto elevato. L’habitat ideale è sempre molto ricco di praterie, ma anche tanti arbusteti e delle zone d’acqua dolce in cui i Diamanti di Gould si possono dissetare. Per quanto riguarda le dimensioni, questi uccelli sono lunghi tra i 13 e i 15 centimetri, inclusa ovviamente la coda. Le femmine, invece, presentano delle dimensioni inferiori in confronto ai maschi, ma sono anche molto più snelle. A proposito di specie particolari: scoprite il Drago Barbuto!

L’alimentazione in cattività

Nel momento in cui viene allevato in cattività, si impara ben presto a conoscere i gusti particolarmente esigenti di questo uccelletto. Tranne nel caso in cui venga abituato fin da piccolo, il Gould tende ad evitare la frutta, così come la verdura, ma anche i vari preparati misti per esotici che sono troppo elaborati. E, attenzione, visto che spesso è in grado di rifiutare anche il pastoncino. E allora cosa fare in questi casi? Si consiglia di prediligere sempre una dieta molto semplice, propendendo soprattutto degli ottimi misti per esotici, ma vanno benissimo anche osso di seppia ed un pastoncino di buon livello. Si suggerisce anche di garantire ogni tanto un po’ di proteine di origine animale. Si possono usare, per questo scopo, i gammarus tritati (non sono altro che i tipici gamberetti che vengono essiccati e che rappresentano il mangime ideale per le tartarughe d’acqua), anche se i Gould tendono a non abbuffarsi, a differenza invece del criceto Roborovsky.

Come si deve allevare

Come si deve allevare

Generalmente si suole parlare di questo uccellino come di un volatile davvero molto delicato. Infatti, sembra che sia soggetto molto facilmente a contrarre malattie ed è veramente impegnativo mantenerlo sempre in perfetta salute. In realtà, però, si tratta semplicemente di uno dei tanti luoghi comuni che riguardano il Diamante di Gould. Infatti, sono le cure eccessive degli umani che portano poi allo sviluppo di patologie, dal momento che questi uccellini presentano un buon livello di resistenza, robustezza e adattabilità. Chiaramente ci sono degli aspetti su cui non bisogna mai transigere, ovvero gli sbalzi elevati di temperatura, senza dimenticare anche i colpi di vento e le temperature particolarmente rigide, che rappresentano i principali pericoli per i Diamanti di Gould.

Carattere e comportamento

Il Diamante di Gould presenta un carattere piuttosto pacato e tranquillo. A testimonianza di questo suo aspetto tranquillo, dobbiamo sottolineare come possa convivere senza particolari problemi con tanti altri esemplari di uccelli esotici, come ad esempio i Passeri del Giappone, ma anche altri estrildidi. Si consiglia, però, di non mettere nella stessa gabbia dei Diamanti di Gould e dei Diamanti Mandarino: il motivo è facile da intuire, dato che quest’ultima specie è decisamente più movimentata e chiassosa e potrebbe chiaramente scontrarsi facilmente con l’indole pacifica e tranquilla dei Gould. Il canto di questi splendidi uccellini è sempre molto elegante e leggero.

Come avviene la riproduzione

Una delle ragioni per cui questi uccellini esotici vengono considerati complicati da allevare è relativa proprio alla presunta difficoltà circa il processo di riproduzione. Ebbene, la caratteristica principale dei Diamanti di Gould, che balza all’occhio in pochissimo tempo, è quella di essere degli uccelli piuttosto lunatici. Il motivo? Nel corso della fase della riproduzione non dimostrano alcun tipo di certezza. Quindi, può essere che un giorno la coppia continui a litigare senza sosta, stando completamente alla larga rispetto al nido. E al tempo stesso, può succedere che solamente 24 ore dopo, i due vadano in simbiosi, corteggiandosi e preparando il nido. Insomma, si passa dall’amore all’indifferenza nel giro di pochissimo tempo. Ci sono certe coppie che arriva a deporre le uova per poi lasciarle al loro destino. In altri casi le coppie covano in maniera costante le uova, ma nel momento in cui nascono i pulli non provvedono a cibarli a dovere e non fanno niente per salvare la loro vita. In altri casi può capitare addirittura che la coppia butti fuori dal nido i piccoli addirittura già qualche ora dopo il parto. Ancora in altre occasioni può succedere che i pulli vengano sfamati per pochi giorni e poi lasciati al loro amaro destino. Di conseguenza, si tratta di uccellini che hanno bisogno di attenzioni e cure costanti per poter rendere al meglio, specialmente nel corso del periodo della riproduzione. Come favorirla, però? È semplice, garantendo loro un ambiente che sia il più possibile riservato e tranquillo. La scelta del nido dovrebbe ricadere sempre sulla tipologia “a doppia camera“. E magari evitate che si aggirino nei pressi della gabbia dei cani da appartamento

Maialino nano, un simpatico e curioso animale da compagnia

Maialino nano

Il maialino nano viene chiamato anche maiale Vietnamita oppure Thailandese e fa parte della categoria degli animali da compagnia.  Nonostante presenti diversi appellativi è davvero semplice intuire quale possa essere la caratteristica principale di questo animale. Ovvero un’innata dolcezza per un animale da compagnia che si dimostra in ogni momento estremamente affettuoso. Certo, non si può ritenere un animale da appartamento, così come non tutti possono prendersene cura. Prima di tutto, è bene evidenziare come questo animale esotico sia uno di quelli maggiormente diffusi anche nella penisola italiana. Per crescere un maialino nano, però, servono grandi attenzioni e cure, oltre che ovviamente poter disporre di un ambiente il più possibile adeguato. Necessariamente, c’è bisogno di garantire al maialino un giardino in cui possa correre senza problemi. Dal punto di vista scientifico, il maiale Vietnamita fa parte della classe Mammalia, famiglia Suidae e del genere Sus, nello specifico Sus scrofa domestica.

Che carattere ha il maialino nano?

Che carattere ha il maialino nano?

Come abbiamo detto, questo animale da compagnia spicca per intelligenza, ma anche per pulizia. Il suo carattere è decisamente curioso e in ogni momento molto socievole. Ama ricevere molte coccole, a differenza del criceto di Roborovsky, in modo particolare quando lo si gratta nella zona dietro le orecchie e sulla pancia. Un metodo perfetto per conquistarlo in pochi minuti. Nella maggior parte dei casi ha un carattere piuttosto socievole con le persone che conosce, mentre con il padrone è sempre decisamente fedele. Come si può comprendere questo legame? È semplice, visto che le persone che fanno parte della famiglia ricevono numerosi e divertenti grugniti, ma anche con simpatici scodinzolii. È meglio non mantenere un maialino nano in appartamento, ma chiaramente una famiglia può essere l’ambiente ideale per questo animale, anche nel caso in cui sia già presente un cane. Ebbene, a patto che non insorga sentimenti di gelosia, il cane può essere molto importante per permettere al maialino nano di integrarsi nell’ambiente familiare. Può succedere che il maiale vietnamita abbia un senso di diffidenza nei confronti degli estranei, ma che si dimostri anche permaloso: di conseguenza, non bisogna stupirsi se in alcuni casi abbia comportamenti aggressivi, a difesa del suo territorio familiare.

L’aspetto di un maialino nano

In confronto ad altre specie di questa categoria, il maiale nano, come si può facilmente intuire, presenta delle dimensioni particolarmente ridotte. Pensate che una volta che diventa adulto, cresce fino a raggiungere le stesse dimensioni di un cane che presenta una taglia media-grande. Una lunghezza che si aggira intorno ai 90 centimetri, con un’altezza che sfiora i 40 centimetri. E il peso? Si aggira tra 60 e 70 chilogrammi. Giusto per capire questi dati, è bene pensare come le razze suine che vengono allevate per ottenere la carne possono sfondare tranquillamente anche il muro dei 300 chilogrammi. Le orecchie di questo animale sono piuttosto diritte, ma la coda non è mai arricciata. Il pelo è tipicamente nero, ma si possono trovare anche un gran numero di maialini Vietnamiti bianchi, oppure a chiazze bianche e nere. In realtà, però, questi ultimi esemplari sono davvero molto rari da trovare. La pancia di questo animale da compagnia è piuttosto sporgente, al punto tale che negli Stati Uniti speso viene chiamato potbelled pig. Questo maialino può contare su un notevole olfatto, ma anche un udito particolarmente sviluppato.

Come si addestra questo animale da compagnia

Come si addestra questo animale da compagnia

Il maialino nano presenta un atteggiamento sempre molto sveglio e ricettivo. A livello di addestramento, quindi, dimostra di avere notevoli potenzialità. Ad esempio, con notevole pazienza, ma con costanza, c’è la possibilità anche di fargli imparare a riconoscere il nome e anche come rispondere ogni volta ad un richiamo. Nel momento in cui subisce una sgridata, però, è capace di essere particolarmente cocciuto, visto che volta le spalle e rimanere fermo per un po’ di secondi. Una delle peculiarità di questo maialino è certamente quella di essere in grado di riconoscere il suo padrone come un vero e proprio capobranco. Capita diverse volte, però, che conserva il suo istinto e può finire per rotolarsi nel fango, come sistema per togliersi di dosso i parassiti della pelle. E come non parlare del suo infinito appetito, che lo porterà a girare praticamente per tutta l’abitazione, grufolando senza sosta.

Consigli per cibo e altre cure

Il maialino nano ha una chiara e ben precisa tendenza, ovvero quella di diventare obeso. Il motivo è piuttosto facile da intuire, dal momento che è onnivoro e decisamente goloso. In realtà, non finisce mai di cercare da mangiare. Di conseguenza, è uno di quegli animali che hanno una grande necessità di fare tanto movimento, ma al contempo è importante che segua anche un’alimentazione molto equilibrata. Certamente i resti dei piatti che si mangiano normalmente vanno benissimo, ma è bene integrarli con degli alimenti specifici. Il veterinario è indubbiamente in grado di suggerire quale tipologie di integratori utilizzare. In caso contrario si possono sempre preparare dei composti specifici, come ad esempio un pastone umido con farina di mais, erba medica (sempre molto fresca), farina di soia, fiocchi d’avena e chiaramente cicoria. Durante la stagione autunnale si consiglia di integrare l’alimentazione con qualche ghianda ben matura, mentre è sempre apprezzata la verdura, utilizzata soprattutto per accompagnare i pasti. Nel momento in cui sta mangiando, il maiale nano mastica in maniera esilarante a bocca aperta, ma è un segnale che dimostra come apprezzi notevolmente il cibo che gli è stato proposto. Ovviamente non basta fargli seguire una dieta equilibrata, dal momento che serve anche pulirlo in maniera minuziosa, soprattutto orecchie e occhi.

Criceto Roborovsky, un animaletto dolce che non ama essere toccato

Criceto Roborovsky

Il criceto Roborovsky è un delicato roditore del deserto asiatico, e fu scoperto nell’area ai confini tra Mongolia e Siberia nel 1894 da un esploratore russo da cui prese il nome. Oggi viene venduto come criceto domestico, ed ha molti estimatori, per le sue caratteristiche fisiche ed estetiche. È infatti uno dei criceti più carini, ed è anche il più piccolo tra quelli utilizzati per la casa.

CARATTERISTICHE FISICHE

Il criceto Roborovsky pesa appena 35 g di media, ed è lungo solo 5 cm. Il suo pelo è marrone chiaro sul dorso, mentre la pancia è bianca. Il suo viso è molto aggraziato e simpatico, con piccole orecchie, ma abbastanza larghe, in modo da fare dell’udito la sua principale arma di difesa in natura. Le zampette posteriori sono pelose, per proteggerlo dal calore della sabbia del deserto, e tutte le dita sono dotate di unghie. È chiaramente uno scavatore, e in natura lo si trova nella zona di origine, solo nelle aree desertiche della Cina, della Russia, del Kazakistan e della Mongolia.

Criceto Roborovsky1

È un criceto che può vivere anche 4 anni, un periodo molto lungo se confrontato con altri esemplari della stessa famiglia. Dopo tre mesi può già accoppiarsi e sia durante la gravidanza, della durata di 20 giorni, che durante il parto, il maschio svolge un ruolo molto attivo per aiutare la femmina, oltre ad occuparsi direttamente della crescita dei cuccioli. La coppia è generalmente stabile per tutta la vita.

CARATTERE

Il criceto Roborovsky è molto amato anche per il suo carattere, logicamente molto timido all’inizio, ma poi si abitua alla presenza dell’uomo. Certamente non è il criceto più espansivo, ed è sempre molto riservato. Non ama essere toccato, ed è quindi sconsigliato a chi pensa di avere un rapporto stretto l’animale. Anche se vi sono dei casi di relazione stretta tra Roborovsky e uomo, questa interviene solo dopo un approccio molto paziente con l’animale, graduale e costante. Bisogna sempre ricordarsi che si tratta di piccoli criceti, e quindi di animali che fanno della paura la loro principale arma per allarmarsi e salvarsi la vita in natura. Cercate quindi di non spaventarlo e soprattutto non disturbatelo durante il sonno.Un segnale di nervosismo è certamente quello di rosicchiare istericamente la gabbia. Questo evento deve essere continuativo e successivo ad eventuali spaventi, mentre se fatto in un ambiente tranquillo, e non troppo frequentemente, è del tutto naturale in quando il criceto, essendo un roditore, deve sempre tenere affilati i suoi denti. È fondamentale che questa affilatura non sia fatta sulle sbarre, ma su appositi pezzi di legno che possono essere presi in natura o nei negozi. Se utilizzate il legno preso in natura, evitate legni di città, immersi nello smog, oppure il cedro e il pino che contengono delle tossine. Ricordate che, data la piccolissima taglia del criceto, anche una quantità minima di smog o tossine, potrebbe causare danni anche fatali all’animale.

COME TENERLI IN CASA

COME TENERLI IN CASA

Se desiderate acquistare un criceto Roborovsky, sappiate che vi servirà una coppia, e l’acquisto singolo è altamente sconsigliato, perché come abbiamo visto, questi animali formano coppie fisse per la vita che sono molto affettuose tra loro. È sconsigliato anche l’acquisto di esemplari dello stesso sesso, perché diventerebbero litigiosi, specialmente se maschi. Naturalmente, una coppia eterosessuale inizierà presto a fare dei cuccioli, e quindi è necessario anche predisporre subito un nido per i nuovi arrivati, ricordando che la fecondità, per questi criceti, arriva dopo soli tre mesi di vita. Il nido non deve essere avvicinato, così come i piccoli, perché la madre potrebbe poi rifiutarli. Ci sono alcuni casi in cui la coppia entra in disaccordo, e si deve dunque separare i due esemplari. Gli accoppiamenti vanno fatti dalla più tenera età, altrimenti si rischia il “rigetto” dei nuovi individui da parte della comunità.Dotate la gabbia di un soffice pavimento in fieno e non lasciatela sotto al sole o sotto vento. Questi criceti, nonostante vivano nel deserto, sono animali notturni, che non sopportano molto il sole cocente. Naturalmente non dovrete dimenticare la ruota per far correre il criceto, ma non deve essere a pioli, perché pericolosa per le zampette. Anche una casetta riparata per la tranquillità e il sonno dei criceti non deve essere mai dimenticata. Siccome i criceti fanno i loro bisogni nella gabbia, questa deve essere pulita almeno una volta a settimana.

ALIMENTAZIONE

I criceti mangiano e bevono di notte. Acqua e cibo devono essere sempre freschi, e quindi vanno sempre cambiati giornalmente. Come cibo si possono utilizzare i semi secchi venduti nei negozi specializzati, fornendo circa 5 grammi al giorno, oppure del cibo fresco, con 20 grammi al giorno. Come per il discorso sulla tossicità di alcuni legni, anche il cibo fresco non deve presentare elementi tossici e deve essere lavato con la massima cura. Potete dargli della frutta e delle verdure, ma anche insetti e tuberi, tenendo presente che, pur essendo onnivori, i criceti sono sostanzialmente granivori, ed i semi restano l’alimento più indicato, anche se da variare con altri cibi. La dieta deve essere composta dal 20% di proteine e solo il 3 o 4% di grassi. Possono mangiare anche formaggi freschi, carne cotta (magra), yogurt e tonno al naturale. Non devono mangiare semi di girasole, dolci, zucchero, insaccati e latte.

Approfondimenti

Bracco ungherese, caratteristiche del cane da caccia

Bracco ungherese

Il bracco ungherese è una razza di cane longeva e molto intelligente. Si tratta di un animale robusto e facile da addomesticare. Chi adora i cani vitali e sempre pronti a giocare possono fare affidamento su questa razza in particolare. Le origini del bracco ungherese sembrano condurre alle tribù magiare (alcune tribù dell’Ungheria), dove venivano utilizzati come cani da caccia, da pastore e non solo. In origine doveva essere stato un cane che occupava molti ruoli. Fino a quando non vennero scelti grazie ad attente e più specifiche selezioni, quindi sottratti successivamente a determinati ruoli (come ad esempio quello che ricopriva nella pastorizia).

Bracco ungherese: l’aspetto

Bracco ungherese: l'aspetto

Il bracco ungherese è un cane molto elegante che lo si nota sin da subito per il suo bel portamento. Raggiunge la taglia media quando è adulto. Si tratta di un bellissimo e intelligente cane da caccia. È a pelo corto, dispone di un colore marrone chiaro simile al frumento. Un animale forte, che lo dimostra sia grazie alla sua estetica che la sicurezza che emana.

Ha una costituzione magra ma non troppo, risulta comunque un cane leggero. Il muso del bracco ungherese è di misura più corta rispetto alle dimensioni della testa. Ha un corpo lungo e una giusta altezza, può infatti arrivare a superare i 60 cm (il maschio). Come detto in precedenza è un cane intelligente, infatti lo si può educare facilmente. Un amico a 4 zampe fedele e dal carattere vivace, ama la compagnia. Il bracco ungherese femmina può pesare dai 18 ai 25 kg. Per il maschio le misure sono maggiori ma non di molto. Gli esemplari partono dai 20 ai 29 kg, quindi proprio un bel cane!

 

Altezza

  • Maschio: fino a 64 centimetri
  • Femmina: raggiunge i 60-61 centimetri massimi

Peso

Il bracco ungherese non è troppo grande, il peso massimo di un maschio solitamente è di 20 – 29 kg. La femmina invece 18 – 25 kg.

Tronco

Il tronco è resistente e forte oltre che dritto. Un cane dotato di una buona muscolatura. Il garrese risulta ben messo inoltre. La groppa è lunga e piuttosto larga di dimensioni. Anche il torace è largo e ben pronunciato. I fianchi sono leggermente stretti ma offrono un’armonia completa nel cane.

Testa e muso

La testa del bracco ungherese è proporzionata e si rivela un po’ secca. Il cranio di questa razza è un pochino bombato e largo ma non eccessivamente. Per quanto riguarda il muso ha una bellissima espressione. Il tartufo è molto sviluppato e di larga misura. Si presenta marrone scuro, rispetto al colore del manto. Il disegno delle mascelle è decisamente muscoloso, queste esercitano un grande forza. Dispone di labbra tese e non penzolanti come molti altri tipi di cani. Anche le guance risultano muscolose. Quando serra le mascelle la chiusura è a forbice. Il bracco ungherese dispone di 42 denti. Molto belli gli occhi e lo sguardo sempre vigile, hanno la forma ovale ma non troppo mentre la grandezza giusta, quindi ne grande ne piccola. Occhi bruni di colorazione per uno sguardo che colpisce chiunque vi posi sopra il proprio. Ha orecchie grandi, le quali sono posizionate in media altezza. In lunghezza misurano circa ¾ della misura massima della testa.

Collo

Nasce con un collo armonioso che è di media misura per quanto riguarda la lunghezza. Un altro aspetto tipico del bracco ungherese è quello di avere la nuca arcuata e muscolosa. Nella zona della gola la pelle è tesa.

Orecchie

Orecchie grandi e pendenti, ricoprono ¾ della misura massima della testa.

Occhi

Bracco ungherese: l'aspetto

Sguardo attento e che da a intendere di essere un animale molto intelligente. Lo sguardo può catturare vista l’espressione che riescono a fare. La forma degli occhi è leggermente ovale e il colore tende sul bruno.

Coda

La coda del bracco ungherese è molto resistente alla radice. Può essere tagliata fino a raggiungere una determinata misura (un quarto dalla misura originaria), questo però nei Paesi dove la legge non lo vieta. Tende ad assottigliarsi più che si allontana dall’attaccatura. Il pelo a coprirla è molto fitto.

 

Bracco ungherese: che carattere ha?

Il carattere del bracco ungherese è interessante visto che si dimostra un cane che non richiede troppi sforzi per l’educazione. È letteralmente innamorato del padrone ed è un animale amabile. Sempre lucido e molto intelligente, oltre che lavoratore perfetto.

Il bracco ungherese è comunque un animale da compagnia affettuoso e dolcissimo. Attaccato alla famiglia e squisito con i bambini. Cerca sempre il contatto fisico, questa può essere la pecca (alcune volte) del carattere.

 

Di che colore è?

Il bracco ungherese è un cane dal mantello marrone chiaro (a differenza del bracco tedesco), il pelo risulta fitto e ruvido. Alcune zone del corpo (come gli orecchi e la testa) dispongono di un pelo ancora più fine del normale. Le grandi orecchie tuttavia possono risultare molto più scure del colore base del tronco. Nonostante il colore bruno del mantello, può essere presente anche una macchia bianca sul petto. Questa non deve essere troppo grande (non superiore ai cinque centimetri di diametro). Anche sulle dita e nell’area della gola potrebbero esserci ma non penalizzare la razza qui presente.

 

Quali sono i difetti?

Il bracco ungherese come difetti può avere un mantello atipico o un’andatura difettosa. Anche la testa potrebbe risultare atipica. Se le labbra sbavano o comunque risultano pendule si possono considerare altri difetti. Così come il labbro leporino, i denti non allineati, o il tartufo depigmentato.

Mastino dei pirenei: caratteristiche del cane di montagna!

Il mastino dei Pirenei è una razza di cane probabilmente imparentata con il mastino di Castiglia o con il Patou, cane francese dei Pirenei. Questo mastino è il tipico cane di montagna, usato per accompagnare i greggi e custodire gli ovini. Noto proprio nel versante spagnolo dei Pirenei. E’ un cane molto bello e imponente, caratterizzato da un pelo fitto di media lunghezza. Il suo colore è prevalentemente bianco ma ha diverse macchie che possono essere giallo-oro, grigie, color sabbia o nere. In linea di massima vive intorno ai 10 o 12 anni. Costa tra gli 800 e 1000 euro.

mastino-dei-pirenei

Mastino dei pirenei: l’aspetto

Del mastino dei Pirenei si notano subito due cose. L’aspetto imponente e il fatto che sbava, tanto. Purtroppo non è una cosa che si può evitare. C’è da dire che non è un animale adatto alle mura domestiche, ha bisogno della natura e di correre. Perciò la maggior parte del suo tempo lo trova per strada.

Abbiamo a che fare con un bel molossoide, è un cane di montagna che fa la guardia alla sua casa. Si, non dovete per forza avere un gregge per prenderne uno! E’ un cane decisamente grande. Quando è a quattro zampe, misura quasi un metro di altezza. Il peso del maschio va dai 90 ai 100 chili, mentre la femmina dagli 80 ai 90. Molto robusto e imponente, ma ben proporzionato. La testa è imponente, il collo molto forte. Vediamo adesso nel dettaglio gli standard di questo cane di campagna!

mastino-dei-pirenei-2

Altezza

  • Maschio: circa un metro
  • Femmina: circa 90 centimetri

Peso

La femmina arriva a pesare sugli 80 o 90 chili, mentre il maschio sui 90 o 100 chili.

Tronco

Ha un tronco dalla forma rettangolare, robusto e potente. Il garrese è ben marcato e il dorso è potente e muscoloso. Verso i fianchi si reatringe un po’. Ha la punta dello sterno molto marcata e le coste cerchiate, ben distanti tra loro.

Testa e muso

Ha una testa bella grande e lunga, ma non troppo. Il cranio è largo, il profilo è sub convesso. All’incirca la larghezza deve essere uguale alla lunghezza del cranio, o solo un po’ superiore. Il muso se visto di lato appare triangolare, diminuisce andando verso il tartufo, il quale è grande, nero e umido. La mascella ha una chiusura a forbice. I suoi denti sono forti e bianchi. I canini sono affilati e lunghi. Gli incisivi sono invece piccoli.

Collo

Il collo del mastino dei Pirenei è ampio, muscoloso e molto flessibile. La giogaia è definita, ma non troppo abbondante.

Orecchie

Sono pendenti, hanno una forma triangolare e sono di media misura. Sono sopra la linea dell’occhio. Quando l’animale è a riposo aderiscono sulle guance. Quando invece sono sull’attenti, sono parzialmente eretti.

Occhi

Gli occhi del mastino dei Pirenei sono piccoli, del colore della nocciola scura e hanno la tipica forma a mandorla. Lo sguardo intelligente e simpatico, diventa molto duro e tenace quando si trova di fronte all’avversario. Le palpebre hanno un pigmento nero. La palpebra inferiore tende a essere un po’ rilassata.

Arti

Gli arti anteriori sono paralleli se li guardiamo da davanti. I muscoli e i tendini sono molto visibili. L’avambraccio è lungo tre volte tanto il metacarpo. L’ossatura è solida. Gli arti posteriori sono sempre muscolosi, sono loro che permettono al cane di darsi spinta con facilità ma forza allo stesso tempo.

Coda

La coda è bella spessa alla radice. Flessibile e ricca di pelo molto lungo e morbido. Quando il cane è a riposo è bassa, quando si muove o è eccitato, è levata a sciabola, e alla fine la tiene a uncino.

mastino-dei-pirenei-3

Mastino dei pirenei: che carattere ha?

Il carattere del Mastino dei Pirenei è piuttosto noto. Viene definito infatti il gigante buono. Sono animali estremamente tranquilli e calmi. Una calma che a sentirne parlare non gli attribuiremo visto che il loro scopo è quello di proteggere il gregge da altri animali, come il lupo per esempio. La sua tecnica è quella di aspettare tranquillo che il nemico si avvicini per aggredirlo. Non hanno la velocità di un cane da caccia.

Sono animali molto buoni è vero, tuttavia anche estremamente territoriali e pronti a difendere le persone che amano con tutti se stessi. Sono animali leali, forti e territoriali. Ma sanno anche essere tanto teneri, capaci pure di giocare con cuccioli, cani piccoli e perché no, gatti! Non si tratta comunque di un animale aggressivo.

Ha un comportamento affettuoso, è un cane intelligente e molto fiero. Non indietreggia mai davanti a niente e nessuno. Di solito è molto docile con gli altri cani, cosciente della sua grande potenza gioca sempre con grande delicatezza. Chiaramente se c’è da lottare, non si tira indietro!

mastino-dei-pirenei-4

Di che colore è?

E’ un cane bianco, ma ci sono macchie sparse per il corpo dello stesso colore della maschera, che è sempre ben definita. Deve essere sempre di due colori. Ne tutto bianco, ne di tre colori. Le orecchie sono sempre colorate, le zampe e la coda bianche. Il pelo è fitto e grosso, la lunghezza va dai 6 ai 9 centimetri. Sulle spalle, parte bassa del ventre e collo è più lungo.

Quali sono i difetti

Il mastino dei Pirenei può avere alcuni difetti lievi, come una chiusura a forbice o la mancanza di un premolare. Il pelo può essere un po’ ondulato. Quelli più gravi sono il dorso insellato, le orecchie tagliate, la mancanza di premolari e canini (non tutti), groppa più alta del garrese. A livello caratteriale l’unico difetto è che può essere un po’ timido.

 

mastino-dei-pirenei-5

Il Pastore Belga Malinois: un vigilante attento.

Pastore Belga Malinois

La razza ha origini in Belgio, nella antica città belga denominata Malines, da cui prende il nome (Pastore Belga Malinois) e che si trova nei pressi di Anversa. E’ classificato nel Gruppo Uno che comprende i Cani da Pastore e Bovari (con esclusione del bovaro svizzero). E’ una variante con il pelo corto del Cane da Pastore Belga e trae origine dai can i pastori del Centro Europa. Oggi come oggi le varianti esistenti dei Pastori Belgi sono 4, anche se originariamente se ne contavano 5. Il Pastore Belga Malinois è molto comune e molto noto in Belgio. Vengono allevati anche in Italia e sono stati selezionati tempo addietro da una moltitudine di allevatori italiani e, tra questi, ricordiamo A. Tavazzani.

Il Pastore Belga Malinois: l’ aspetto nel suo insieme.

Il Pastore Belga Malinois: l’ aspetto nel suo insieme.

Il Pastore Belga Malinois è compreso tra i cani mediolinei ed è da considerarsi di taglia media. Di proporzioni armoniche il Cane da Pastore Belga Malinois è un animale molto intelligente, rustico, fortemente orientato a vivere nei grandi spazi aperti ed è strutturalmente resistente alle condizioni di tempo atmosferico anche fortemente avverse ed alle repentine ed intense mutazioni climatiche, che sovente affliggono il territorio belga. Questa razza si deve al primo colpo d’occhio distinguersi per robustezza ma anche per eleganza. Vi sono comprese 4 varianti con proprietà fisiche e comportamentali identiche e che si distinguono solo per la colorazione del manto e per la struttura dei suoi peli.

Sono molto importanti le misure:

Lunghezza dall’ estremità della spalla all’ estremità opposta della natica:sessantadue centimetri
Lunghezza dorsale a partire dal garrese fino al bacino, all’ altezza della cresta:quarantuno centimetri
Circonferenza toracica all’altezza della parte posteriore dei gomiti:settantacinque centimetri (min)
Altezza toracica:trentuno centimetri
Altezza rispetto a terra dell’ estremità inferiore del torace:trentuno centimetri
Lunghezza di tutta la testa:venticinque centimetri
Lunghezza del solo muso:dodici e 1/2 – tredici centimetri
Peso:min venticinque max trenta kg

 

Il Pastore Belga Malinois: che carattere ha?

Come già scritto sopra le 4 varianti del Pastore Belga Malinois hanno il medesimo carattere e comportamento, è un animale che si affeziona molto e molto facilmente al suo padrone ed anche alla sua famiglia. E’ istintivamente molto portato per il compito di guardia di tutta la proprietà e, soprattutto delle greggi. E’ sempre molto vigile ed attento: l’ espressione dello sguardo, sempre vispo e curioso come quella del Pastore Belga Malinois è caratteristica dei cani molto intelligenti. Ove mai dovesse servire, il Pastore Belga Malinois è anche pronto alla difesa delle persone che ama, dimostrando impavidità e, al tempo stesso, destrezza. Gioca molto con i bambini senza stancarsi mai.

Il Pastore Belga Malinois: gli standard:

L’ altezza:

Individui di sesso maschile: sessantadue centimetri

Individui di sesso femminile: cinquantotto centimetri

(si tollerano fino a due centimetri in meno e fino a quattro centimetri in più).

Il peso:

A partire dai venticinque chilogrammi fino ad un massimo di  trenta chilogrammi.

Il tronco:

Pur denotando possanza non appare mai “pesante”. Il petto  non è troppo largo, ma senza potersi annoverare tra quelli “stretti”. Idem dicasi per il torace che, però, è ben profondo ed anche ben disceso. Le costole, ben curve nella porzione superiore, circoscrivono armonicamente la gabbia toracica. Il garrese è ben delineato. La linea superiore si presenta ben dritta, ma anche larga e dai muscoli potenti. Il ventre non è eccessivamente sviluppato mentre la groppa, che presenta una leggera inclinazione, è sufficientemente larga, ma senza eccedere.

La testa ed il muso:

Cesellati bene, lunghi ma non in eccesso, ed asciutti. Il muso ed il cranio hanno lunghezze uguali ed il muso rientra tra le lunghezze medie. Bella dritta è la canna nasale e gli assi craniofacciali si presentano paralleli. La pelle delle labbra è di spessore minimo e la guancia si presenta bella piatta anche se ben dotata di muscolatura. Lo stop è annoverabile tra quelli moderati, e non troppo sporgenti sono le arcate sopraccigliari. Di misura media la lunghezza del cranio.

Il tartufo:

Di pigmentazione profondamente nera, correttamente aperte le nari.

I denti:

Regolare la dentatura ben impiantata in mandibola e mascella. La modalità di chiusura delle arcate dentali è a forbice.

Il collo:

Un po’ oblungo, presenta una evidente muscolatura e non ha la giogaia. Un po’ arcuato il profilo della nuca.

Le orecchie:

Hanno una evidente forma a triangolo ed una struttura dritta e rigida, con attaccatura alta e sono ben proporzionate nelle dimensioni, con una conchiglia di forma piacevolmente arrotondata all’ attaccatura.

Gli occhi:

Di dimensioni medie, sono leggermente a forma di mandorla, con un colorito brunito (meglio quando sono molto scuri).

Gli arti:

Gli arti:

Presentano ossa ben compatte e muscoli forti ed asciutti. Generosa la lunghezza e potente la muscolatura degli avambracci. Anche il metacarpo si presenta ben corto e forte. Le giunture non presentano segni di rachitismi. Il piede è alquanto rotondo, con il posteriore potente e perfettamente appiombato in modo perpendicolare a terra. La coscia è ben larga e dotata di muscolatura possente. La gamba è ben lunga e larga. I metatarsi cono ben potenti e corti.

La spalla:

Si presenta di adeguata lunghezza ed un po’ di obliquità. Aderisce bene.

L’ andatura:

E’ necessario che sia tra le più sciolte e vivaci e deve coprire il suolo quanto meglio.

La muscolatura:

Bella possente, ne beneficia soprattutto l’ arto posteriore.

La coda:

Posizionata bene, robusta all’ attaccatura rientra tra le lunghezze medie.

Pelle: risulta essere dotata di grande elasticità, però aderisce molto bene sul corpo di tutto l’ animale. La mucosa esterna è vistosamente pigmentata.

Il pelo:

Si presenta tra i più corti sul cranio, come sulle porzioni esterne dell’ orecchio ed anche sulle parti inferiori di ogni arto. Diventa un po’ più a cespuglio sulla coda, così come nelle regioni del collo, laddove viene disegnato come un collare di piccole dimensioni che partendo dall’ attaccatura dell’ orecchio, si prolunga fino alla regione della gola. Anche i bordi della coscia sono frangiati con pelo più lungo. I peli sulla coda assumono la morfologia detta  “a spiga”.

I Colori che possono essere ammessi:

Solamente i fulvi carbonati con maschere nere.

I difetti comuni:

Peli molto lunghi, prognatismi anche di leve entità, enognatismi, setosità dei peli, ondulazione o cortezza del pelo, disseminazione a ciocche di peli sottili, code con il ciuffo, misure non nella norma, colorazioni non catalogate, lunghezza del muso, orecchie che pendono, assenza dei premolari, andatura non corretta, colorazione chiara dell’ iride, apertura dei piedi, drittezza eccessiva delle spalle, debolezza all’ arto posteriore, drittezza dei garretti, altezza della postura della coda, mancanza del sottopelo.

Il Bracco di Weimar: non solo per chi ama la caccia!

Bracco di Weimar

Questa razza, denominata Bracco di Weimar o anche Weimaraner, deve il suo nome ad una città in Germania, Weimar appunto, pur non essendo certo che abbia avuto proprio in quella città le sue origini. Di certo la razza è tedesca. Fra i progenitori troviamo certamente il Bloodhound, o Chien de Saint Ubert, o in modo diretto o passando per il Cane Grigio di San Luigi (al giorno d’ oggi razza estinta), che aveva le sue discendenze da questa razza. Probabilmente giunse in Germania passando per il fiume Reno, più o meno nel quindicesimo secolo. Altre teorie, anche interessanti, la descriverebbero come una delle razze autoctone. Si dice, infatti, che il Bracco di Weimar derivi dall’ incrocio di alcuni progenitori del Cane da Ferma Tedesco a Pelo Corto, anche detto Kurzhaar, e talune razze, sempre di cani da caccia. Il Bracco di Weimar è molto comune negli States, mentre da noi ancora non ha raggiunto alte vette di popolarità per cui reperire cuccioli è difficile.

Il Bracco di Weimar: l’ aspetto nel suo insieme.

E’ annoverato tra le taglie medio grandi, ed è un braccoide. Il suo corpo è abbastanza oblungo con apparato muscolare sviluppato ed in evidenza. Il manto è di colorazione grigia e, grazie alla leggiadria dei suoi movimenti, viene chiamato “Il fantasma grigio”. Ne esitono due varianti, una a pelo corto (molto più diffusa) ed una a pelo lungo.

Il Bracco di Weimar: che carattere ha?

Il Bracco di Weimar o Weimaraner ha un carattere che spicca per docilità ma anche per orgoglio. Lo si addestra in modo facile. Ha l’ istinto della ferma però in alcune zone del mondo viene utilizzato anche per la difesa e i Brasiliano lo utilizzano anche come cane poliziotto. Grazie ad un sviluppatissimo olfatto le protezioni civili lo utilizzano per la ricerca degli scomparsi. Spicca per ecletticità anche grazie alle fantastiche peculiarità del suo carattere. La sua caparbietà e pazienza lo rendono un ottimo cane da caccia, anche perché di mostra di essere tra le razze più metodiche se parliamo di ricerche. Il Bracco di Weimar è tra le razze più robuste e rustiche e non presenta in genere particolari problematiche. Vive tanto nei giardini che dentro le case ma occorre ricordare che è bene che faccia parecchia attività fisica.

Il Bracco di Weimar: gli standard:

Il Bracco di Weimar: gli standard:

 

L’ altezza:

– individui di sesso maschile minimo cinquantanove massimo settanta centimetri.

– individui di sesso femminile maschile minimo cinquantasette massimo sessantacinque centimetri.

Peso:

minimo trentadue massimo trentanove chilogrammi.

Tronco:

Il tronco del Bracco di Weimar o Weimaraner è lungo e di particolare snellezza, mentre il fianco è un po’ retratto.

Testa e muso:

Il Bracco di Weimar ha una testa dal profilo che spicca per nobiltà ed asciuttezza, moderato è lo stop.

Tartufo:

Il naso del Bracco di Weimar è largo e pigmentato di scuro.

Denti:

I suoi denti sono ben forti e sviluppati. Chiude correttamente a forbice.

Collo:

Il collo del Weimaraner spicca per snellezza e presenta una leggera arcuatura.

Orecchie:

Il Bracco di Weimar ha l’ orecchio abbastanza largo, abbastanza lungo ed è arrotondato all’ estremità, si attacca molto in alto ed in modo stretto. In stato di attenzione l’ orecchio gira un po’ verso avanti.

Occhi:

weimar

Sono ambrati ed esprimono tutta l’ intelligenza di questa razza. Il cucciolo li ha azzurri, come i cieli.

Arti:

Spiccano per drittezza e forza.

Spalle:

Di corretta inclinazione, sono ben muscolose.

Muscolatura:

Eccellentemente sviluppata.

Coda:

AL Bracco di Weimar, o Weimaraner, generalmente la si taglia.

Pelo:

Ricordiamo che il Weimaraner esiste in due varianti, una a pelo lungo (ed è più comune) e l’ altra a pelo corto, che si presenta anche tra i più fini).

I colori che sono ammessi:

Il Bracco di Weimar può avere colorazione grigia argentea, grigia cosiddetta “Capriolo”, grigio-topo, e tutte le sfumature in mezzo.

I difetti più ricorrenti:

criptorchidismi, monorchidismi, enognatismi, prognatismi, andature non corrette, obesità, muscoli non sufficientemente sviluppati, colorazioni troppo chiare degli occhi, dimensioni insufficienti delle orecchie, tartufo non pigmentato, marcatura dello stop, colorazioni fuori standard, arto non perfettamente dritto, appiombo non corretto, timidezza e paura.

Bracco tedesco: caratteristiche, comportamento e prezzo

Bracco tedesco

Ok, se riuscirete ad esse bravi padroni di una super razza come quella del bracco tedesco, potrete a tutti gli effetti sentirvi super. Il bracco tedesco è un tipico cane da ferma, è originario della Germania e ne esistono quattro tipologie:

  1. Il bracco tedesco a pelo corto (deutsch kurzhaar);
  2. Il drahthaarm e cioè quello a pelo duro;
  3. Il bracco tedesco a pelo lungo (anche Langhaar);
  4. Lo stichelhaar, e cioè il bracco tedesco a pelo ruvido.

Le prime notizie che si hanno riguardo al bracco tedesco sono risalenti al diciassettesimo secolo e precisamente all’epoca in cui furono tentati i primi incroci, da parte di alcuni cacciatori tedeschi, tra alcune razze di bracco europeo già esistenti in Germania. Lo scopo era realizzare, per il tramite di queste selezioni, un bracco di origine tedesca, appunto un “bracco tedesco”. Questo bracco tedesco avrebbe dovuto essere un cane “jolly”, che sapesse fare un po’ di tutto, sia in ambito venatorio che no. E che avesse anche qualche caratteristica del pointer.

L’aspetto del bracco tedesco

L’aspetto del bracco tedesco

Il bracco tedesco è una razza con caratteristiche da campione: la sua altezza varia dai cinquantotto ai sessantasei centimetri al garrese, con un peso che varia dai venticinque ai trenta chili. Dall’andamento snello e portamento nobile, ha un capo asciutto con il cranio appena bombato. Il tartufo non è molto marcato e di colore tipicamente marrone: non si ammettono colorazioni che tendano al marrone chiaro né, tantomeno, la presenza di alcuna macchia.

Il muso abbonda sia in lunghezza che in larghezza, in quanto è adatto al trasporto delle prede, ha le labbra dalla forte pigmentazione e gli occhi di generose dimensioni, dal colore marrone, molto scuro e dalla grande espressività e vivacità. Le sue orecchie gli cadono giù per il muso, un po’ carnose, ma non eccessivamente.

L’aspetto intero del bracco tedesco parla chiaramente di una razza inquieta, caratteristica che solo chi ne possiede uno può conoscere, e della quale parleremo in seguito. Ha le cosce di discreta larghezza e di forte muscolatura, il piede è piccolo e giustamente arrotondato, la coda di buon diametro all’inserzione ma che rastrema verso la fine. Pur non troppo corta, presenta un aspetto aerodinamico.

Le variazioni più evidenti sono nel pelo: nella varietà Kurzhaar, la più diffusa, è piuttosto fitto e abbastanza corto, caratteristica che aumenta verso il cranio, si allunga nella parte della coda che guarda in giù. Sia per quanto riguarda questa varietà più diffusa che per le altre la colorazione più tipica è marrone: perfetto se omogeneo, si accettano anche qualche macchia o qualche sfumatura.

Altre colorazioni accettate per gli standard di questa razza, anche se meno comuni, sono quella bianca (che generalmente presenta qualche macchia marrone sul capo), ma anche la nera che, talvolta, viene corredata di qualche macchia focata in tonalità gialla.

Il bracco tedesco lo si può trovare anche in una varietà definita “da spettacolo”, più imponente, con la muscolatura più scolpita e che, se di quelli con il pelo duro, ha anche baffi più imponenti, oltre che nella varietà “da lavoro”, meno “visibile” ma di sicuro più armonica. Questa seconda varietà è meno pelosa e più asciutta.

Il carattere del bracco tedesco

Il carattere del bracco tedesco

Passiamo adesso alla caratteristica più particolare del bracco tedesco, quella che fa di lui il cane “super” di cui abbiamo parlato all’inizio di questo articolo. Rispetto alle altre razze, anche quelle più vivaci, il bracco tedesco ha un’assoluta necessità di scorrazzare, correre, muoversi sempre: se non glielo si permette rischia di avere un carattere turbolento.

Parliamoci chiaramente: per loro lo scorrazzare è quasi come una droga, lo “devono” fare, come una necessità fisica, è un desiderio che non possono controllare. Conosciamo un padrone di bracco tedesco che, stremato dalla iperattività di questo cane, anche se perdutamente innamorato del suo animale, ci ha confessato: “la soluzione a questo problema è solamente la vecchiaia!”

Chi ha questo cane e non ama la caccia, può farlo scorrazzare all’inseguimento di una qualsiasi cosa, anche una palla, un oggetto lanciato, grazie a Dio va bene qualsiasi cosa, non occorre che sia una preda.

Questa caratteristica non fa del bracco tedesco una razza meno intelligente o dal carattere debole, anzi! Ha un carattere forte che cerca di imporsi su tutto, non solo nella corsa. Ecco perché all’inizio di questo articolo parlavamo di “super padrone”: intendevamo un padrone che con tantissimo amore e rispetto per il suo cane, abbia un carattere abbastanza forte da non farsi sottomettere dalla vivacità di questa razza, ma sappia controllarla rispettandola.

Essendo dei cani da caccia “jolly”, non hanno lacune in questa attività, anche se poi esiste la varietà “maggiormente specializzata” in alcune specifiche attività, ma, non dimentichiamocelo, stiamo parlando di una razza di “super cane”!

I padroni del bracco tedesco a, più in generale, i suoi ammiratori, dicono di lui che è bravissimo in qualsiasi attività, ed anche coloro che non siano specificamente attratti da questa razza ammettono che è una razza attiva, capace in buona sostanza di fare abbastanza bene molte cose. Tutte le attività connesse con l’attività venatoria sono una sua specialità, la ricerca. Per quanto concerne la selvaggina, lo scovarla, la ferma, il riporto ed il recupero lo vedono testardamente impegnato ad offrire sempre il meglio, ed anche con l’iperattività che gli riconosciamo.

Ma… quanto costa un bracco tedesco?

Un esemplare di bracco tedesco, relativamente al cucciolo, con pedigree e proveniente da un allevamento di livello elevato, ha un costo che varia dai cinquecento agli ottocento euro. Se ne possono trovare anche online ed a un costo relativamente più basso, ma in quei casi è importante poter avere un controllo innanzitutto sull’inserzionista, poi sulle tipologie di offerte e se offrono garanzie. Un veterinario in questi casi può rivelarsi veramente indispensabile.

Photogaller

Cacatua, tutto quello che devi sapere su questo straordinario pappagallo

Cacatua

Il Cacatua è un meraviglioso pappagallo originario dell’Australia: sebbene con tale denominazione si contino oltre venti specie, tutte presentano una principale caratteristica, contraddistinta dalla specifica e particolare cresta erettile posizionata sulla testa. Di vario colore può invece essere il piumaggio, anche se le declinazioni più diffuse lo presentano tendenzialmente bianco, o perfettamente bianco. È un uccello da compagnia affascinante e molto popolare, dal carattere affettuoso e docile, ma che richiede molta cura e una discreta presenza.

Carattere e caratteristiche Cacatua

I pappagalli Cacatua sono degli animali dal carattere tendenzialmente molto dolce e affettuoso. Tuttavia, guai a pensare che in virtù di questa loro caratteristica possano essere “trascurati”: è invece necessario dedicare loro molto tempo e alcune specifiche attenzioni. Proprio per questo motivo, di norma gli allevatori ne sconsigliano l’adozione alle persone che per motivi di lavoro trascorrono molte ore al di fuori della casa: tra le varie motivazioni a supporto di tale suggerimento, il fatto che molti esemplari di Cacatua siano particolarmente inclini a manifestare dei problemi comportamentali, come l’autodeplumazione, e necessitino pertanto di una sorveglianza attiva.

Cacatua

 

Ancora, i Cacatua non sono consigliabili alle persone allergiche: una delle loro principali caratteristiche è infatti la capacità di generare una gran quantità di polvere dalle penne. Si tratta di un meccanismo naturale, che riproducono con frequenza per poter mantenere il piumaggio morbido e setoso. Proprio per questa ragione, come appena anticipato, non è certamente indicato alle persone che soffrono di allergie.

Ulteriormente, prima di acquistare un pappagallo Cacatua bisogna anche ricordare che non si tratta certamente dell’uccello più silenzioso in Natura! I pappagalli appartenenti a questa specie emettono infatti dei suoni molto forti e i vicini potrebbero dunque esserne infastiditi.

Per il resto, bene ricordare che si tratta di animali particolarmente longevi, che possono vivere anche oltre i 60 anni, accompagnando pertanto i loro proprietari lungo l’intero arco dell’esistenza. Sono inoltre degli ottimi animali da compagnia, piuttosto intelligenti e vivaci, che amano la presenza delle persone. Alcuni esemplari possono essere “istruiti” per poter imparare a “parlare” o a ballare a ritmo di musica.

 

Consigli Cacatua

Tra le altre indicazioni che ci sentiamo di confidarvi circa le migliori opportunità di successo nella cura dei Cacatua, ricordate che questi esemplari sono lunghi da 30 a 70 cm. Ne consegue che richiedono una voliera abbastanza ampia, possibilmente in un luogo non isolato: questi pappagalli hanno infatti bisogno di interagire con le persone e pertanto la voliera è bene che sia collocata in un luogo frequentato abitualmente dai membri della famiglia. È inoltre opportuno non costringerli troppo a lungo nella gabbia, bensì cercare di mantenerli fuori il più a lungo possibile. Potrebbe essere utile installare in casa alcuni trespoli, in maniera tale che possano soddisfare il loro desiderio di movimento e di contatto.

Cacatua

Infine, ricordate che i Cacatua sono anche degli esemplari molto affettuosi, che tendono ad attaccarsi al proprio proprietario. Per evitare ciò, bene cercare di fare in modo che il Cacatua possa trascorrere in serenità del tempo, predisponendo all’interno della voliera dei giochi. Per il resto, il Cacatua non richiede specifici accorgimenti di pulizia: come sopra accennato, l’uccello trascorre buona parte del suo tempo a spolverare le proprie piume, rendendole sempre pulite e splendenti.

Prezzo Cacatua

Il Cacatua può avere un prezzo anche particolarmente alta. A seconda della specie di appartenenza, gli esemplari possono avere un costo tra i 1,5 mila e i 3 mila euro. A ciò aggiungete altresì le spese di “manutenzione”, come quelle per il cibo e la salute, e quelle per la sua “casa” (la voliera) e i relativi accessori (giochi, trespoli, ecc.).

Cani da appartamento: piccolo è bello (e pratico…)

Cani da appartamento

Ebbene sì, cani da appartamento non è una contraddizione in termini: se sapremo sempre tenere bene a mente che un cane è un essere vivente e non un giocattolo, quindi se rispetteremo tutte le sue necessità di attività fisica, socializzazione, bisognini da fare più volte al giorno, l’amore che potremo dargli (e che lui ricambierà moltiplicato), saprà controbilanciare il desiderio degli animali di vivere sempre a contatto con la natura, 24 ore su 24.

Cani da appartamento: perché?

Cani da appartamento: perché?

Molti esseri umani desidererebbero avere un cane, ma sovente sentono il limite di vivere in un appartamento in città. Quindi non dovrebbero esistere i cani da appartamento? No, non è così: diciamo che talune razze, pur richiedendo, com’è giusto e scontato per tutti gli animali e soprattutto i cani, un discreto impegno temporale per le passeggiate, per fare i propri bisognini, per scorrazzare e socializzare, magari con altri cani, sono in ogni caso più predisposte alla vita in appartamento, avendo esigenze di scaricare la propria energia inferiori a quelle di altre razze. Non ne facciamo solo una questione di taglia, anche se è ovvio che i cani da appartamento dovrebbero essere al massimo di taglia media o medio-piccola, ma anche di una questione di carattere, e cioè se una determinata razza ha più o meno bisogno di scaricare all’esterno le proprie energie con le passeggiate o con la corsa. Aggiungiamo, però, a parziale correzione di quanto appena scritto, che qualche razza di taglia grande, proprio grazie alla propria indole e, magari, anche al fatto che sono adattissime per fare compagnia ai bambini, potrebbe essere adatta alla vita in appartamento. Quindi “si” ai cani da appartamento, a patto di rispettarne, con amore, tutte le necessità.

Vediamo adesso insieme alcune di queste razze adatte alla vita in città, i cani da appartamento.

MALTESE

Il maltese, oltre ad essere apprezzato per il proprio carattere docile, la sua indole da “cane buono” e perfettamente idonea per la vita con i bambini, ha anche altre caratteristiche che lo piazzano nei primi posti nella classifica dei migliori cani da appartamento. E’ una razza tra le più fedeli, legate profondamente al proprio padrone, tanto che passerebbe giorni e giorni anche solo a guardarselo!

SHIH TZU

Questa, lo Shih Tzu, è un’altra razza adattissima alla vita in appartamento e con i bambini. Tra le sue caratteristiche principali ricordiamo la tranquillità, la calma, e l’amore per le lunghe poltrite in poltrona!

CARLINO

Il Carlino viene anche scherzosamente chiamato “il piccolo mastino per appartamenti”. E’ un cane che mostra un po’ di diffidenza, ma questo non toglie che sia particolarmente affettuoso e che, come il Maltese, dimostri una dedizione totalizzante verso il proprio padrone. Tra le caratteristiche da cani da appartamento, la più “ideale” è l’amore che nutre per lo stare in casa (insieme al suo padrone, ovviamente!). Nonostante queste caratteristiche da “pantofolaio”, è comunque un cane dal grande carattere.

BOXER

Il boxer, tra i cani da appartamento (o “possibili tali”), rientra nella fascia dei cani di taglia medio-grande. Però ha un buon carattere e sa farsi apprezzare per la sua dolcezza, tanto da condividere tranquillamente con la sua famiglia gli spazi magari non proprio vasti di un appartamento. Rispetto agli altri cani da appartamento finora proposti, però, non dimenticate che “lui” ha necessità di sfogare per benino le sue energie all’esterno!

WHIPPET

WHIPPET

Tra i cani da appartamento o possibili tali, lo Whippet, non dimentichiamolo, è un levriero, quindi DEVE correre. Però è di taglia piccola ed ama anche e tanto la vita in appartamento, magari preparandogli una belle e confortevole cuccia. La giornata ideale per lo Whipppet? Una bella corsa fuori per poi apprezzare ancor di più una bella dormita a casa!

WELSH CORGI

Questa razza è quella preferita dalla Regina Elisabetta e, benché le proprietà dei Windsor non siano di certo definibili anguste, lui si adatta benissimo a vivere anche nei normali appartamenti cittadini. Solo una accortezza: non fategli fare le scale se non è proprio indispensabile, ha una struttura scheletrica particolare e pare abbia la colonna vertebrale parecchio fragile!

CAVALIER KING CHARLES SPANIEL

Che belli che sono i Cavalier King! Sono i cani da appartamento per eccellenza, pur amando moltissimo i giochi all’aperto. Ma lo abbiamo detto: non è che i cani da appartamento debbano uscire solo quei cinque minuti per la pipì e per la cacchina. Ha una indole di bontà e docilità enormi, un carattere che si adatta perfettamente alla vita insieme ai bambini, non ha l’abitudine di abbaiare in continuazione (caratteristica molto apprezzata nei condomini), ed ha un amore smisurato per il proprio padrone (infatti non ama restare solo per troppo tempo… non dimenticatelo!).

BULLDOG INGLESE

Il Bulldog Inglese è il classico bonaccione casalingo. Gli piace tantissimo giocare, però necessità di fare molta attività fisica. Quindi: belle passeggiate lunghe, ma vedrete come apprezzerà il rientro a casa per una bella riposata!

TECKE

Nonostante la razza ci parli di un animale adatto alla caccia, è un cane di taglia piccola, abbastanza adatto alla vita casalinga da rientrare a buon diritto tra i cani da appartamento. Attenzione, però, che similmente al Corgi ha una colonna vertebrale non propriamente robusta, evitategli le scale quando non sono proprio necessarie.

SCOTTISH TERRIER

Infine una razza molto particolare: nonostante il carattere vivace, è un cane molto discreto e nonostante abbia un carattere giocoso, non è un cane che ama abbaiare: lo vogliamo inserire tra i cani da appartamento?