Il Bovaro delle Fiandre: il cane antidroga.

Bovaro delle Fiandre

Il Bovaro delle Fiandre ha origini belghe e francesi. E’ classificato FCI nel Gruppo Uno, cioè il gruppo dei cani da pastore e bovari (con esclusione del bovaro svizzero).

Le sue origini affondano le radici nei territori delle Fiandre francesi e di quelle belghe, e questo si ripercuote nel nome. Non si sa bene se si possa attribuire la paternità alle une o alle altre, per cui, dopo una contesa durata per moltissimi anni, si è pensato di prenderla in considerazione come una razza belgo-francese. Si dice che uno degli antenati del Bovaro delle Fiandre potrebbe essere il Pastore della Languedoc, una razza di origini francesi che però non rientra tra quelle riconosciute, che pare fosse stata immessa nel territorio originario del Bovaro delle Fiandre da truppe dell’ esercito spagnolo. In seguito fu fatto accoppiare anche con il Pastore della Brie. Fu impegnato nella seconda guerra mondiale in alcuni servizi di guerra ed in quella occasione ne morì un enorme numero di esemplari. Grazie alla selezione ed all’ accoppiamento degli individui sopravvissuti la Societé Royal Saint Hubert riuscì nel tentativo di ricostruzione di questa razza. A poco a poco il Bovaro delle Fiandre riuscì a riprendere la propria diffusione e così amanti ed allevatori professionisti ne fecero oggetto di enorme interesse. Ad oggi la razza cresce dappertutto incessantemente ed il Bovaro delle Fiandre è molto comune in tutto il Vecchio Continente. Anche da noi il Bovaro delle Fiandre è cresciuto nella considerazione degli amatori e degli allevatori. Lo standard del Bovaro delle Fiandre è stato stilato nel 1937.

Il Bovaro delle Fiandre: l’ aspetto nel suo insieme.

Il Bovaro delle Fiandre appartiene alle taglie medie ed è mesocefalo e mesomorfo. La classificazione morfologica è quella del Molosso/Lupoide. E un cane di forma brevilinea, dalla morfologia tozza e corta. Massiccio d’ aspetto, ha una spiccata personalità. Il mantello pone ancora più in risalto le sue caratteristiche di possanza. La struttura del Bovaro delle Fiandre è perfettamente adatta per vivere i grandi spazi aperti, la sua costituzione è tra le più solide ed ha le giuste proporzioni. La muscolatura è robusta ed è ciò che gli permette di essere uno dei cani più rapidi in circolazione. Il pelo ricopre tutta la testa ed ha arti particolarmente dotati di forza.

Il Bovaro delle Fiandre: che carattere ha?

E’ intelligente e riflessivo e le caratteristiche temperamentali sono straordinarie, reagisce prontamente e si addestra con altrettanta facilità, per cui è utilizzabile in moltissime tipologie di lavori. Il Bovaro delle Fiandre verso il padrone nutre un sentimento cos’ forte da poter essere definito devozione. Date le sue caratteristiche in molte nazioni lo si utilizza per portare alla luce droga nascosta, ma, più in generale, è la razza tra le più eccellenti tra i cani poliziotto. L’ olfatto è tra i più sviluppati. Ha una comunicazione con l’ essere umano di prim’ ordine. I suoi comportamenti sono sempre responsabili e, comunque, ottimi, in casa e, soprattutto, quando entra in contatto con i familiari. Molto intelligente ed altrettanto ubbidiente, comprende con estrema facilità ciò che il padrone intende comunicargli. E’ di grande compagnia.

Il Bovaro delle Fiandre: gli standard:
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L’ altezza:

– individui di sesso maschile da sessantadue a sessantotto centimetri al garrese.

– individui di sesso femminile da cinquantanove a sessantacinque centimetri al garrese.

Il peso:

– individui di sesso maschile dai trentacinque ai quaranta kg

– individui di sesso femminile dai ventisette ai trentacinque kg.

Il tronco:

Tra i più potenti, corti e tarchiati. E’ lungo più o meno quanto alto al livello del garrese. Lo standard dei fianchi prevede che essi siano quanto più corti, in maggior misura negli individui di sesso maschile. La zona ventrale occorre che non sia troppo retratta, mentre quella dorsale deve essere corta, larga, sostenuta correttamente e muscolosa. Le coste devono essere arcuate correttamente. Rene corto, largo e sufficientemente muscoloso. La groppa occorre segua orizzontalmente la zona dorsale. Il garrese può protrudere m oderatamente.

La testa e il muso:

Buone le proporzioni agli arti ed al tronco. Buona cesellatura al tocco. Buono lo sviluppo del cranio che è anche correttamente piatto con lunghezza un po’ superiore alla larghezza. Buono il parallelismo degli assi craniofacciali. Il rapporto tra le lunghezze del cranio e del muso è di tre a due. Non troppo delineato il solco frontale, ha uno stop moderato. Il muso spicca per potenza, larghezza e ossutezza. Buona la piattezza e l’ asciuttezza delle guance.

Il tartufo:

Si trova allineato con la canna nasale, con i bordi arrotondati per bene e correttamente pigmentato di nero. Bene aperte le nari.

I denti:

La dentatura è completa, ben sviluppata e gli archi dotati di ottima chiusura. Che può essere a tenaglia o anche a forbice.

Il collo:

Spicca per forza e muscoli, non ha giogaia ed aumenta in larghezza in direzione della spalla.

Le orecchie:

Sono attaccate in alto e molto spesso con un taglio triangolare.

Gli occhi:

Leggermente ovaleggianti, sono disposti lungo un asse disposto orizzontalmente. La colorazione varia a seconda del colore del manto.

Gli arti:

bovaro delle Fiandre1

Il Bovaro delle Fiandre ha arti con ossa forti e dotati di potente muscolatura. Quelli anteriori presentano gomiti che aderiscono bene, con avambraccio estremamente dritto ed il carpo allineato con l’ avambraccio. Il metacarpo è abbastanza corto. Anche il piede è corto, oltre che compatto e rotondo. Quelli posteriori spiccano per potenza e sono ben muscolarizzati. La coscia è larga e molto muscolosa. Le natiche sono ben discese. La gamba è appena un po’ lunga ed il metatarso è asciutto e robusto, di forma quasi cilindrica. I garretti non distano molto da terra. Il piede posteriore è bello solido e le dita, ben serrate, hanno una buona linea di curvatura. L’ unghia, di colore nero è molto forte. Anche il cuscinetto plantare è di gran spessore e molto resistente.

L’ andatura:

Esprime il carattere del Bovaro delle Fiandre, fiero, deciso e libero.

La spalla:

Discretamente lunga, muscolosa, non pesante ed un po’ obliqua. Gli omeri e le scapole son più o meno egualmente lunghi.

La coda:

Occorre sia in linea con la colonna vertebrale. Quando il Bovaro delle Fiandre è in azione la porta in modo allegro. In rari casi la si amputa, lasciandone due o tre vertebre.

Il pelo:

E’ una caratteristica del Bovaro delle Fiandre che salta subito agli occhi: è foltissimo e spicca per ruvidità se lo si tocca, E’ lungo ma non lunghissimo, la misura media è intorno ai sei centimetri. I peli si presentano molto arruffati. I peli diventano più corti, mentre baffi e barba restano sempre di foltezza eccezionale con peli sono secchi. Il sottopelo si distingue per fittezza e finezza e protegge il Bovaro delle Fiandre dal freddo e dalla pioggia.

I colori che sono ammessi:

Questi cani sono accettati fulvi, grigi, tigrati e carbonati. I neri sono ammessi ma non eccellenti. La colorazione slavata invece non è proprio ammessa.

I difetti più ricorrenti:

Criptorchidismi, monorchidismi, enognatismi, prognatismi, colorazioni del mantello non ammesse, postura non corretta, misure non standardizzate, assenza dei premolari, aggressività del carattere, troppa timidezza, longilineità, colorazioni chiare degli occhi, piattezza delle coste, groppe scoscese, colorazioni slavate del manto, lanosità del pelo, occhio gazzuolo, tartufo senza la corretta pigmentazione.

Approfondimenti: https://www.terranews.it/bovaro-delle-fiandre/506/

Il cane maltese: caratteristiche fisiche e comportamentali

cane maltese

Il cane maltese è un cane adattissimo alle famiglie, in quanto, come già cisto sopra, ha un temperamento docile ed un carattere che lo rende ideale per la compagnia, anche di bambini. E’, indubbiamente, un cane che, più di altri, va rispettato perché è una bestiolina particolarmente sensibile. Vediamo insieme le caratteristiche di questo piccolo angioletto del focolare.

L’aspetto del cane maltese

L’aspetto del cane maltese

Il cane maltese mutua il suo nome da quello di una città antica, la siciliana Melita. E’ una razza, infatti, che trae origine dal bacino del Mediterraneo, anche se poi si è diffusa oltre i nostri confini.

Fisicamente è evidentemente un cane di piccola taglia, la cui altezza al garrese può raggiungere al massimo i venticinque centimetri. Il suo peso, al massimo, può arrivare ai cinque chilogrammi. Ha una caratteristica tutta sua: il pelo, oltre alla lucentezza ed alla lunghezza, vanta anche una consistenza fuori dal comune.

Le caratteristiche del pelo permettono ai loro padroni di poter “giocare” nell’acconciarlo, potendolo abbellire con fiocchetti a serrare dei ciuffetti di pelo. La pelle aderisce perfettamente al busto ed il suo corpo vanta una solidità che le sue dimensioni non lascerebbero immaginare.

Il cane Maltese è una bestia robusta e dotata di una forza più che discreta. Ha un muso abbastanza pronunciato nonostante abbia forme tondeggianti ed ha le orecchie che spesso si nascondono sotto il pelo folto e fitto. Il cane maltese ha un pelo di colore bianco.

L’aspetto del cane maltese è sempre carino e tenero, forse è quello che nel mondo canino vanta la maggior tenerezza.

Il cane maltese ed il suo carattere

Sotto il profilo del carattere il cane maltese accomuna un certo numero di pregi che ritornano molto utili in svariate situazioni. Difatti è un cane assolutamente fedele al suo padrone, lo difende e gli sta sempre accanto, poiché per carattere si lega sempre molto al padrone. Ha un carattere molto giocoso ed ha tanta pazienza, per questo è l’ideale per far compagnia anche ai nostri bambini, i quali ci si affezionano subito e saranno sempre ricambiati del loro affetto.

Una particolare caratteristica nel rapporto che si crea tra un cane maltese ed i bambini è che il cane maltese crea un ottimo rapporto con i bambini più grandicelli per età che hanno già una idea abbastanza precisa de comportamento che occorre avere con un cane e cosa ci si può fare e cosa NON ci si può fare; mentre i bambini troppo piccoli non sono particolarmente adatti per stargli accanto in quanto il cane maltese potrebbe infastidirsi per pe presumibili attenzioni troppo continue e troppo pressanti che solo i bambini molto piccoli sanno regalare.

Nonostante le sue piccole dimensioni, il cane maltese è un cane che può svolgere anche le funzioni di un vero e proprio cane da guardia. Anzi, in realtà in passato ha sempre svolto egregiamente questa funzione. In più, possiamo tranquillamente e senza tema di smentita che il cane maltese è un cane dotato di un’intelligenza fine e sviluppata, con grandi capacità di apprendimento di quanto gli viene insegnato dal suo padrone. Caratterialmente non presenta particolari difficoltà. Qualcuno, al limite, ha potuto notare un certo grado di permalosità del cane maltese, il quale, se preso un po’ in giro o anche mal trattato dal suo padrone, potrà anche avere qualche gesto di reazione, magari un po’ rabbioso ma senza aggressività o violenza.

L’alimentazione e le cure per il cane maltese

L’alimentazione e le cure per il cane maltese

Relativamente alla propria salute il cane maltese non denota qualche problema particolare, diciamo che vi è necessità di tenere sempre sotto controllo sia gli occhi che le orecchie perché il pelo lungo, se non si effettuano controlli periodicamente, potrebbe far insorgere qualche problema o all’udito o alla vista. Per quanto attiene, invece, all’alimentazione, quella d’elezione per il cane maltese è sicuramente costituita dalle crocchette che hanno dalla loro sia il comprendere tutti gli elementi nutritivi di cui un cane maltese ha bisogno, sia la pulizia dei denti che le crocchette un po’ ruvide compiono mentre vengono masticate. Contrariamente a quello che il sul aspetto fisico lascerebbe credere, il cane maltese, differentemente rispetto a molti altri cani di diverse razze ma con dimensioni più o meno simili, ha bisogno di fare molta attività di tipo fisico. Ha un’indole particolarmente vivace ed ha proprio bisogno che questa sua caratteristica comportamentale venga fuori tutta, manifestata anche fisicamente.

Proprio per questi motivi appena descritti, pur trattandosi di un cane adatto alla vita da appartamento, date le sue piccole dimensioni, sarebbe preferibile disporre anche di spazi aperti dove il cane maltese possa scorrazzare e distendersi giocando. Quanto alle cure, occorre che venga spazzolato tutti i giorni, insomma una buona tolettatura che non si nega a nessun cane, figuratevi ad un cane maltese dal pelo bianco lucente! Per il resto non necessita, sotto questo aspetto, di grandi attenzioni. Oltre alle normali vaccinazioni, si consiglia comunque una visita da effettuarsi periodicamente presso il suo veterinario di fiducia.

Il Grande Bovaro Svizzero: austero e solenne ma anche… affettuoso!

Grande Bovaro Svizzero

Il Grande Bovaro Svizzero è un cane le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Deriva dall’ antico molosso da battaglia portato in terra svizzera dalle legioni romane. Nel dodicesimo secolo il Grande Bovaro Svizzero era compagno in guerra dei primi confederati. Passando a tempi più recenti, nel 1489 si tentò di eliminarlo completamente con un editto a Zurigo ad opera di Hans Waldmann, però non ci fu riscontro da parte dei contadini che disubbidirono all’ editto. Il Grande Bovaro Svizzero a partire dalla sua origine si è sviluppato velocemente, in particolar modo nelle fattorie fra i fiumi Lemano e Rodano. Fu allevato praticando selezioni di natura più empirica che tecnica. Si evolvette nel senso cinofilo vero e proprio solo agli inizi del Novecento, grazie alla grande dedizione di Strebel. La denominazione odierna gli fu attribuita dal Prof. Albert Heim dedito  da tempo ad un attento studio sui Bovari svizzeri. Oggi esistono molti allevamenti non solo nella sua terra d’ origine, ma anche in Danimarca, Olanda, Austria e Germania. Un po’ meno comune del suo “collega” Bovaro del Bernese, non viene praticamente allevato in Gran Bretagna e negli States.

Il Grande Bovaro Svizzero: l’ aspetto nel suo insieme.

E’ veramente di grandi dimensioni ed è il più imponente fra i Bovari svizzeri. Ovviamente, come già detto, è un cane di taglia grande, possente ma molto armonioso, ben proporzionato. Anche le gradazioni cromatiche sono molto piacevoli. Di primo acchitto il Grande Bovaro Svizzero è impressionante per la possanza della struttura fisica, con muscolatura molto sviluppata che si intravedono sotto il manto dai peli corti. Le colorazioni sono simili a quelle degli altri Bovari svizzeri, e colpisce per l’ intensità dello sguardo, che appare sempre tra i più attenti e fieri. Si differenzia dal Bovaro del Bernese per le sue caratteristiche più rustiche oltre che per le maggiori dimensioni e per il pelo più lungo.

Il Grande Bovaro Svizzero: che carattere ha?

Il Grande Bovaro Svizzero: che carattere ha?

Per quanto concerne il carattere il Grande Bovaro Svizzero si comporta similmente al “fratello” Bovaro del Bernese, tranne che per una maggior austerità nei comportamenti e per la tempra maggiore. Potrebbe dare l’ impressione d’ essere un animale non molto affettuoso, avendo un carattere molto riservato ed a causa della solennità del suo incedere. Si lega tanto al padrone nonostante per centinaia d’ anni abbia vissuto uno stato d’ isolamento sulle cime della Svizzera. Possiede un olfatto perfetto. Ama vivere in grandi spazi all’ aperto e non ama la vita cittadina, inoltre non è certamente un cane da appartamento. Lo si addestra facilissimamente, ma non si deve sottometterlo. Non abbisogna di grandi quantità di cibo e neanche di particolari cure, l’ importante a che gli si mantenga il manto pulito, spazzolandolo per bene.

Il Grande Bovaro Svizzero: gli standard:

L’ altezza:

– individui di sesso maschile minimo sessantacinque massimo settanta centimetri.

– individui di sesso femminile maschile minimo sessanta massimo sessantacinque centimetri.

Peso:

minimo cinquantanove massimo sessantacinque chilogrammi.

Tronco:

Il Grande Bovaro Svizzero si caratterizza per la profondità e larghezza del suo torace, il petto si nota per la prominenza ed è bello pieno, la gabbia toracica, arrotondata ed ovale, non è piatta e neanche a forma di botte. Ha ben alto il garrese, ed anche lungo mentre è non tropo lunga la linea dorsale che è dritta e forte. I reni si presentano forti e larghi, mentre lunga è la groppa, ed anche larga, correttamente arrotondata, discendendo morbidamente verso il retrotreno. Il ventre non è a fianchi pesanti o retratti e la lunghezza corporea, dall’ estremità della natica a quella della spalla, occorre che sia appena superiore rispetto all’ altezza a livello del garrese, la proporzione deve essere più o meno dieci a nove.

Testa e muso:

La testa si mostra potente ma di buone proporzioni, e non è mai troppo massiccia, la distanza dalla cresta occipitale alla linea degli occhi è più o meno uguale alla lunghezza del muso. Largo e piatto si presenta, invece, il cranio. Il solco nasofrontale si presenta non troppo accentuato. Anche le guance rientrano nella normalità, non essendo ne gonfie ne cascanti. Si nota la larghezza della canna nasale, che spicca anche per drittezza, sovente si rileva leggermente anteriormente al tartufo. Bello per potenza il muso, di dimensioni medie.

Tartufo:

Il naso del Grande Bovaro Svizzero è largo e pigmentato di scuro.

Denti:

I suoi denti sono ben forti e sviluppati. Chiude fortemente.

Collo:

Il Grande Bovaro Svizzero ha un collo che spicca per vigoria e presenza di muscolatura, non ha la giogaia ed è in media come lunghezza.

Orecchie:

Anche le orecchie del Grande Bovaro Svizzero rientrano nella media per dimensioni, hanno forma triangolare ed hanno un’ attaccatura piuttosto alta, si presentano piatte quando il cane non è in stato di attenzione, le gira verso avanti in stato di attenzione. Il padiglione auricolare è rivestito adeguatamente di peli, si all’ interno che all’ esterno.

Occhi:

Gli occhi del Grande Bovaro Svizzero sono medi per dimensioni e per posizione, non infossata e non sporgente, potendo variare come colorazione dal nocciola al color castagna-scuro. Il cane ha un’ espressione vigile ed acuta. Le palpebre chiudono bene.

Arti:

Il Grande Bovaro Svizzero possiede un avambraccio vigoroso e dritto, da qualsiasi parte lo si guardi, il metacarpo può essere un po’ cedevole. La coscia è larga, forte, di discreta lunghezza e molto, molto muscolosa. Obliqua se guardata da una posizione laterale. Ha forti e larghi i garretti, ben rotondi i piedi, anche corti e le dite ben chiuse tra loro ed arcuate. L’ unghia del Grande Bovaro Svizzero è corta e molto forte. Ricordiamoci di asportare lo sperone posteriore in giovanissima età.

Spalle:

Sono lunghe, vigorose, oblique, piatte e muscolose; formano con il braccio un angolo ottuso.

Andatura:

Nonostante la solennità del suo incedere, l’ andatura risulta tra le più sciolte ed elastiche.

Muscolatura:

Eccellentemente sviluppata.

Coda:

Di dimensioni notevoli, pesante e si allunga fino al garretto. La porta in basso quando è a riposo e la alza in stato d’ attenzione o durante l’ incedere. Occorre che non si presenti mai arrotolata o ripiegata verso il dorso.

Pelle:

Il Grande Bovaro Svizzero ha una pelle che aderisce molto bene al fisico ed è dotata di discreta elasticità.

Pelo:

Ha i peli duri e lunghi, anche fino ai cinque centimetri, ed è presente anche il sottopelo.

I colori che sono ammessi:

I colori che sono ammessi:

Può presentare colorazione nera con presenza di qualche macchia più chiara, come il color ruggine (ma anche il bianco) e simmetrica. Il colore rossastro occorre che si trovi fra il bianco ed il nero. In mezzo agli occhi sono presenti focature di color rossiccio, ma anche sul braccio, lateralmente sul petto e anche nelle gambe. A volte anche nell’ interno-coscia, al di sotto della coda o nella parte interna dell’ orecchio. Invece la macchie di color bianco possono trovarsi in testa, nel petto come nei piedi o all’ estremità della coda. E’ ammissibile una macchia di color bianco sul naso o sul collo, al livello dell’ attaccatura. Però le lebbra ed il tartufo occorre che siano di colore nero, sempre.

I difetti più ricorrenti:

Il Grande Bovaro Svizzero può presentare alcuni difetti, quali il criptorchidismo, il monorchidismo, l’ enognatismo e il prognatismo. Oppure qualche misura non compresa negli standard, dentatura anomala, angoli non corretti, peli troppo lunghi o troppo fini, dita poco serrate, non corretto portare della coda ed orecchie, slavatura dei colori, temperamento troppo timoroso o troppa tendenza a mordere.

Il Pastore fonnese: un pastore sardo… DOC!

Pastore fonnese

Oltre quella di “fonnese” altre tre effe caratterizzano il Pastore fonnese, e cioè: Fiero, Fore e Fedele. La sua razza affonda le sue origini in un epoca tanto antica quanto lo è quella della civiltà sarda. Esistono, infatti, reperti archeologici i quali dimostrano come essa esistesse già all’ epoca dei nuraghi. Il nome farebbe pensare ad una razza estremamente localizzata e, per la precisione, nel paese di Fonni, invece essa è diffusa in tutto il territorio sardo anche se sembrerebbe dimostrato che al di fuori dei confini dell’ isola non vi siano altri Pastori fonnesi. Ha nella fedeltà la sua caratteristica principale, fino a donare la propria vita per il suo padrone, se occorre, il legame che crea con il suo padrone è molto, molto forte.

 

Questa caratteristica, però, lo rende un cane non adatto a qualsiasi padrone: necessità di un padrone che abbia ben presente come gestirlo e che possa rappresentare per l’ animale un riferimento forte e preciso. Altra sua caratteristica è la forza fisica e la vigoria, la resistenza alle malattie. Si pensi che tutte le analisi cui sono stati sottoposti in questi anni perché potesse essere dichiarato come appartenente ad una razza ufficialmente, hanno posto in evidenza solo rarissimi casi di leishmaniosi e nessun’ altra malattia nonostante che generalmente le condizioni nelle quali vengano tenuti siano molto sovente estremamente degradate.

Il Pastore fonnese: la sua morfologia.

Il Pastore fonnese: la sua morfologia.

Il Pastore fonnese è un cane facente parte delle taglie medie e dal fisico robusto. Appartiene ai mesomorfi. Ha un pelo dalla morfologia caprina, con un sottopelo molto denso e folto di natura lanosa, che ve diventando sempre meno lungo man mano che ci si avvicina alle zampe e diventa quasi completamente raso nei pressi del tartufo. Le sopracciglia sono caratteristicamente ispide e presenta un pelo più lungo sotto la mandibola che assume le sembianze tipiche delle barbette lunghe. Negli individui di sesso maschile il pelo all’ altezza del collo assume le sembianze di una criniera. Il colore del manto del Pastore fonnese può essere nero, grigio cenerino, color del miele o tigrato. Il carattere del Pastore fonnese è quello di un cane fiero. Di primo acchito ciò che ti colpisce maggiormente sono gli occhi, tipicamente ambrati e che vengono ritenuti “di tipo scimmiesco” a causa della loro posizione, cioè frontali. Questa posizione degli occhi è tipica del Pastore fonnese e non si riscontra in altre razze canine. Questi occhi possiedono uno sguardo intenso, profondo, che comunicano istintivamente con il padrone il quale, se saprà capirli, avrà una comunicazione con il proprio cane perfetta. I denti del Pastore fonnese sono robusti e forti. Sempre ben bianchi e sviluppati, con gli incisivi che si chiude a tenaglia, presentano i canini in posizione ben distanziata e, definizione della delegazione dell’ E.N.C.I. costituiscono una vera e propria arma.

Cane da lavoro

Il pastore fonnese è un cane attitudinalmente destinato al lavoro. Nella pastorizia sarda, costituita in modo prevalente da animali destinati alla produzione del latte, senza troppo necessità di conduzione degli ovini al pascolo, non occorrendo il cane da pastore che “conduca” il gregge ma lo difenda, si è preferito selezionare questa razza affinché facesse la guardia al gregge, difendendolo. Quindi possiamo affermare con certezza che il Pastore fonnese è un perfetto cane da guardia e da difesa dei greggi, avendo anche innato un robusto senso della proprietà. Di solito non mostra mai aggressività nei confronti delle bestie che pone sotto la sua protezione, aggressività che invece viene fuori nei confronti di chi abbia intenzione di predare il suo gregge. Perché la vita insieme al Pastore fonnese sia armoniosa è necessario avere una buona conoscenza della razza, saperne apprezzare la rusticità di natura quasi primitiva e, soprattutto, le sue doti di intuitiva intelligenza, l’ innata propensione alla difesa ed anche, perché no, una dignità esemplare. Queste caratteristiche del Pastore fonnese fanno si che i padroni, per lo più pastori, gli affidino le greggi con la sicurezza di non rischiare mai il benché minimo tradimento.

Ufficializzazione come razza.

Ufficializzazione come razza.

Ora come ora esiste un unico ente ufficiale che può rilasciare notizie precise sul Pastore fonnese, l’ Associazione degli Amatori del Pastore fonnese, creata dal Dipartimento della Medicina Veterinaria della città di Sassari, se vi interessano notizie su questa razza scrivete a rafco@uniss.it.

E’ di questo periodo la notizia che l’ E.N.C.I. sta esaminando centotrenta esemplari di Pastore fonnese per poter dare inizio ufficiale al Libro della Geneaologia.

Levriero Afgano: la classe, l’eleganza e la dolcezza in un solo cane.

Levriero Afgano

Il Levriero Afgano: le origini

Si parla di taluni papiri che pare risalgano addirittura al duemila Avanti Cristo che raffigurano un cane il quale molto, ma molto probabilmente, potrebbe essere il progenitore del Levriero Afgano.

Si vide per la prima volta in Europa prendendo il nome “Tazi” che, in lingua araba, vuol dire “cane”. E’ stato assegnato al Gruppo 10, cioè quello cui appartengono i Levrieri, a cura della Federazione Cinofila Internazionale (acronimo: FCI).

LA RICERCA STORICA

LA RICERCA STORICA

Come anticipato, è molto probabile che il levriero Afgano sia tra le razze più antiche che abbiano mai accompagnato l’uomo nel suo lungo cammino evolutivo, anche se, trattandosi dell’era antica, si ha sempre una certa difficoltà a confermare definitivamente le prove. In particolare le raffigurazioni, sia su bassorilievi che su mosaici, farebbero presupporre che nell’Iran meridionale, il levriero, o almeno un suo simile molto somigliante, era già utilizzato nella caccia.

È comunque noto che successivamente il levriero afgano era un animale molto importante nel suo paese d’origine, e da lì si diffuse anche nei paesi limitrofi orientali, in particolare in India, in Cina, in Iran e in Pakistan. Anche il significato di Tazi dunque, può variare a seconda del paese di allevamento, dove in alcune etimologie questo termine riconduceva agli aggettivi “fiero e coraggioso” anche a cani poi autoctonizzati dalla storia. Comunque questo fu per lungo tempo il solo cane a cui si attribuiva un grande valore, non solo perché utile nella caccia, ma anche per il suo carattere e il suo fisico.

Inoltre era considerato anche molto indipendente, caratteristica non indifferente per l’epoca, in considerazione anche della diversa conformazione sociale, in cui raramente si aveva molto tempo da dedicare al proprio animale. Nonostante queste ottime caratteristiche, il levriero afgano non superò mai i confini di quei paesi, fino al secolo scorso. Questa razza era gelosamente custodita da quelle popolazione, e solo il colonialismo occidentale riuscì a farlo conoscere e importare in Europa. Se ne parlava nei racconti dei viaggiatori, ma solo nel 1813 fu eseguito un ritratto artistico, che ne fece conoscere le fattezze anche agli Europei.
IL LEVRIERO AFAGANO IN INGHILTERRA E AMERICA

 

Successivamente alcuni esemplari fecero la loro comparsa in Inghilterra, senza però che si iniziasse un allevamento della razza per usarla in pianta stabile nel vecchio continente, e questi esemplari rimasero solo per alcune dimostrazioni.

Solo nel 1907 venne redatto uno Standard della razza, ma questa era riferita al governo coloniale in India, mentre per avere uno standard ufficiale nel Regno Unito, si dovrà attendere il 1925. Il primo levriero introdotto in via definitiva in Gran Bretagna fu un certo Zardin, nel 1907, mentre 12 esemplari vennero poi importati dal Maggiore Bell-Murray di ritorno dall’India nel 1919, e diedero vita ai primi allevamenti inglesi, dove si migliorò la razza per renderla più longilinea ed elegante.

Il 1927 vide il primo levriero campione inglese, scelto dall’allevamento di Bell-Murray, che poi importarono il levriero afgano anche nei Paesi Bassi e poi negli altri paesi fino agli Stati Uniti. Questi 12 esemplari hanno quindi fondato la dinastia dalla quale discendono tutti i levrieri afgani oggi allevati nel mondo, assieme all’allevamento del maggiore Amps, anch’egli di ritorno dall’India. Certamente vi sono ancora esemplari della razza originaria afgana, ma non migliorati dagli allevamenti inglesi degli anni Venti del 900.

In America si segnalò un altro campione, il primo tigrato della storia, che diede vita alla dinastia Westmill, accoppiandosi con alcuni esemplari provenienti dall’Afghanistan del 1925. Gli allevamenti statunitensi si distaccarono così dalle prime selezioni inglesi. Ulteriori accoppiamenti vennero eseguiti dagli allevatori Lakki Marwat e Ardmore Anthony, che portarono ad un’ulteriore selezione che fece parte dello standard inglese fino al termine della seconda guerra mondiale. In quell’epoca si avevano così due diverse dinastie, che avevano diverse caratteristiche di altezza e di mantello.

La dinastia di Bell-Murray era più alta, ma gli incroci che portarono alla dinastia Ghazni erano considerati migliori nel mantello, e erano anche di carattere più vivace, mentre i primi erano timidi e dolci. Si procedette a incrociare infine le due razze, per ottenerne una definitiva e migliore, che divenne standard nel 1948. Le dinastie inglesi furono il punto di riferimento della razza, e solo recentemente sono stati provati nuovi incroci con cani non inglesi, in particolare indiani ed afgani.
IL LEVRIERO AFAGANO IN INGHILTERRA E AMERICA
Le maggiori selezioni, come visto finora, avvennero in Inghilterra e in America, e il resto dell’Europa fu piuttosto freddo, inizialmente, verso il levriero afgano, ad eccezione dell’Olanda. Solo negli anni 40 il levriero afgano arrivò in Germania, ma bisognerà attendere la metà degli anni 50 per vederlo approdare in Svezia e in Francia. Successivamente la diffusione de cane accelerò in pochissimo tempo, per arrivare in Australia e Italia.

Nel 1960 lo troviamo anche in Danimarca, dove si avviarono allevamenti e incroci. In Italia, alla metà degli anni 50, vennero incrociati esemplari tedeschi, afgani ed inglesi, che diedero vita alle selezioni nel nostro paese. Successivamente anche gli esemplari danesi iniziarono a fare la loro parte negli allevamenti italiani, diventando predominanti negli anni 70 fino ai giorni nostri.

Qual è l’ aspetto e come si cura il Levriero Afgano

 

Il Levriero Afgano è un cane con una taglia classificata come medio grande, di aspetto snello, cosa comune a tutti i Levrieri, e possiede un pelo simile alla seta e molto lungo. La struttura del cane è caratterizzata dalla leggerezza e dalla grande eleganza e classe.

Il suo mantello è opportuno che mantenga una disposizione naturale, però sovente si attuano degli interventi cosiddetti di “stripping” sul dorso dell’ animale affinché la sua sella venga posta in risalto.

IL Levriero Afgano ha un cranio dalle proporzioni armoniose, sulla cui sommità spicca un ciuffo del suo bel pelo, lungo e particolare. La caratteristica del suo muso sono la lunghezza ed il fatto di essere di forma appuntita. Il colore del naso è un profondo nero.

Per quanto concerne le dimensioni, si può parlare di perfezione quando l’ altezza varia dai sessantotto ai settantaquattro centimetri per il sesso maschile e dai sessantatre ai sessantanove per quello femminile. Per quanto concerne la coda, l’ ideale è che termini con un anello.

Nella seconda parte del ventesimo secolo si sono operate una serie di selezioni tali che ottenessero il mantello dal pelo via via maggiormente lungo, affinché guardando correre un Levriero Afgano si abbia la bellissima sensazione che l’ animale stia fluttuando nell’aria, come se non si sforzasse minimamente.

Nello standard dei suoi colori tutti sono ammessi, anche se i più comuni sono il color crema, oppure il colore fulvo unitamente ad una maschera piuttosto scura, piuttosto che il biondo con venature color oro e finanche il nero. Ricordiamo che anche il tigrato è presente tra i mantelli del Levriero Afgano.

Date le caratteristiche del mantello ed il pelo lunghissimo appare evidente come la tolettatura debba avere una frequenza quotidiana ed anche il bagnetto deve avvenire più di frequente che per qualsiasi altra razza. L’ aspettativa di vita è generalmente compresa tra i dodici ed i tredici anni.

L’ alimentazione di un Levriero Afgano

L’ alimentazione di un Levriero Afgano

Il Levriero Afgano e un cane meno affamato di quanto non si possa pensare se si fa riferimento alle sue dimensioni, però è necessario ricordare che gli occorre d’esser alimentato con cibi molto energetici e che siano ricchi di vitamine nonché di oli, affinché il suo aspetto si conservi quanto meglio possibile.

Il Levriero Afgano si può annoverare fra quei cani comunemente definiti robusti e, in linea generale, difficilmente incorre in malattie o disturbi, così come anche la frequenza di malattie a carattere ereditario è piuttosto scarsa.

Naturalmente anche il Levriero Afgano ha alcune note dolenti, dal punto di vista della salute, e cioè la pelle ed anche il suo pelo che, per la propria natura, possono esser soggetti a irritazioni, o anche dermatiti. Una malattia congenita può essere una displasia dell’ anca come anche una cataratta, anche giovanile..

Qual è il carattere del Levriero Afgano, come può essere impiegato e quanto può costare.

Parlando del suo carattere il Levriero Afgano ha come caratteristiche la dolcezza e l’ affettuosità nei confronti del suo padrone, sa adattarsi egregiamente alla vita familiare, però incontra qualche difficoltà nell’essere educato ed addestrato.

Se qualcuno avesse intenzione di utilizzare le sue qualità innate per quanto concerne la velocità, potrebbe provare ad impiegarlo in gare di tipo “coursing”, gare per le quali il Levriero Afgano ha una spiccata predilezione.

Anticamente il Levriero Afgano veniva impiegato solo per la caccia, mentre oggi questa particolare varietà di Levriero viene utilizzato principalmente per la compagnia o anche per alcuni spettacoli, nei quali viene messa in risalto l’ innata classe ed eleganza.

Il Levriero Afgano non rientra tra i cani molto diffusi, soprattutto perché per acquistarlo occorre esser pronti a sborsare anche duemilacinquecento euro se non di più. Questo meraviglioso cane è considerato appartenente ad una fascia d’elite.