Il Piccolo Levriero Italiano: elegante, veloce, agile e… Made in Italy!

Piccolo Levriero Italiano

Ha una solida corporatura, ed altezza e lunghezza sono uguali, per una forma di tipo squadrato; ha un dorso piuttosto rettilineo e ben delineato il garrese. Il dorso è ben robusto così come potente è la groppa, che è anche ampia e massiccia.

La forma degli arti del Piccolo Levriero Italiano è rettilinea, perfettamente appiombati. Tutta la forma del suo corpo è ben equilibrata, e fine è la struttura delle ossa. Le spalle presentano una leggera inclinatura e sono sporgenti e muscolose. Bello dritto è il garretto, che è perpendicolare perfettamente rispetto al posteriore, ha i piedi piuttosto piccoli, di forma ovoidale e le dita sono serrate ed arrotondate. Ha unghie di colore scuro e suole di natura protettiva.

Si muove velocemente, agilmente ed elegantemente, sembra snodato.

Si muove velocemente, agilmente ed elegantemente, sembra snodato.

Il Piccolo Levriero Italiano ha una testa di forma oblunga che termina con un muso tendenzialmente a punta, il cranio è piano ed ha le labbra abbastanza sottili. Non è molto evidente lo stop.

Ha un tartufo molto scuro mentre le narici sono larghe, fini le labbra di colore scuro, a forbice la dentatura che è perfetta per numero ed ha robuste e lunghe mascelle.

Scuri anche gli occhi, Il Piccolo Levriero Italiano ha un’ espressione furba, vivace. Ha orecchie di forma sottile, molto piccole e molto più in alto rispetto agli occhi.

Il collo si presenta di forma arrotondata superiormente ed è lungo quanto la testa. Ha la coda dritta, già poco spessa a livello della base ma che va sempre più assottigliandosi ed incurvandosi man mano che ci si avvicina all’ estremità, avendo il pelo raso.

Ha un pelo molto corto e di natura sottile, il colore del manto è grigio tendente all’ ardesia, fulvo e nero. Si tollera il bianco solo sul petto e sulle zampe.

Il Piccolo Levriero Italiano:  origine e nazionalità:

La nazionalità di questa splendida razza è italiana. La razza affonda le sue origini probabilmente nell’ Antico Egitto, per poi venir importato nel nostro continente dai Fenici. E’ raffigurato in tante opere d’ arte anche della Grecia Antica. Nel quinto secolo avanti Cristo, cane velocissimo, veniva impiegato nella caccia ai conigli, ai fagiani ed alle lepri. Le famiglie dell’ aristocrazia degli antichi Romani lo apprezzavano per la nobiltà della razza, come anche durante il Rinascimento. Il Piccolo Levriero Italiano era diffuso tra la nobilità e persino nelle corti, fu immortalato nelle opere di tanti artisti di chiara fama, quali, ad esempio, Michelangelo Buonarroti.

Il Piccolo Levriero Italiano: la personalità ed il carattere.

Sue caratteristiche sono la tranquillità, l’ educazione e la riservatezza, sempre molto legato affettivamente al padrone, gli si dimostra dolce ed affettuoso. Si lega a tutta la famiglia ma riconosce in una sola persona il suo “vero padrone” cui dona incondizionatamente tutto il suo amore: il Piccolo Levriero Italiano è molto fedele con lui, tanto quanto è sospettoso e diffidente con li sconosciuti.

IL Piccolo Levriero Italiano gli standard di questa razza.

 

L’ aspetto, in generale.

Cane dolicomorfo, si può inscrivere in un quadrato il suo tronco ed il suo aspetto, sebbene di piccole dimensioni, ricorda in tutto e per tutto quello del levriero, anche se molto più piccolo. Cane di grande eleganza e raffinatezza, viene a ragione indicato come prototipo del cane distinto e di classe.

Quando le proporzioni si dimostrano importanti.

E’ lungo quanto alto al garrese, il muso è lungo la metà della testa e la testa può essere lunga il quaranta percento dell’ altezza (sempre al garrese): proporzioni perfette. Come il carattere ed il comportamento: vivace si, però sempre docile ed affettuoso.

Com’è fatta la sua testa.

Di morfologia dolicocefala, può essere lunga il quaranta percento dell’ altezza al garrese.

Dimensioni e forma del cranio.

Il cranio è di forma piatta ed ha gli assi craniofacciali che sono paralleli fra di loro. Il cranio, oltretutto, è lungo la metà del totale di tutta la testa. La parte del cranio sottostante le orbite è ben equilibrata, mentre i muscoli del cranio non sembrano troppo sviluppati. Le arcate delle sopracciglia sono ben delineate.

 La regio facialis.

La regio facialis.

IL tartufo ha le narici correttamente aperte ed è di colorazione scura (meglio quando è proprio nero). Il muso del Piccolo Levriero Italiano è di forma affusolata con i margini delle lebbra,  ben colorati di nero, aderiscono perfettamente alla mascella, che è perfettamente allungata ed i suoi incisivi formano una corona, tra l’ altro ben robusta se rapportata alle dimensioni del cane. La dentatura è sana, completa ed i denti sono ben perpendicolari rispetto alle mascelle, mentre i denti incisivi si chiudono “a forbice”. Le guance sono ben asciutta e gli occhi ben grandi, pieni d’ espressività e con una scura iride. La marginatura palpebrale è pigmentata. Gli orecchi sono posizionati per bene sulla sommità ed anno una cartilagine sottile. Sono piegati su se stessi e portati all’ indietro verso la nuca, in direzione della parte di dietro del collo. Se il cane è in fase di “attenzione”  una prima porzione dell’ orecchio si erige, mentre la parte di sopraviene mantenuta laterale, orientata orizzontalmente, in modalità cosiddetta “tetto”.

E il collo?

Nella sua parte superiore si mostra di forma leggermente arcuata mentre nella porzione inferiore, nei pressi della tiroide, presenta una leggera convessità e si inserisce bruscamente al garrese. Il collo è lungo quanto la testa ed ha una forma a tronco di cono, presentandosi molto muscoloso. La pelle si presenta asciutta e non ha giogaia.

Forma ed aspetto del corpo.

Come già scritto il Piccolo Levriero Italiano ha un corpo che si può inscrivere in un quadrato, essendo tanto lungo quanto alto al garrese. Nella regione dorsolombare la sua linea superiore, che è retta all’ origine, si arcua leggermente. L’ arcata dei lombi è in modo molto armonico fusa con l’ ideale linea formata dalla groppa. Discretamente pronunciato è il garrese, ha il dorso potentemente muscolarizzato ed il torace che discende fino all’ altezza dei gomiti, profondamente. La groppa ha un andamento piuttosto scosceso ed è anch’ essa muscolosa e ben larga. Il petto si presenta di forma piena ma stretta e modellata in modo molto fine, mentre presenta un torace di forma poco cerchiata, che, di profilo, si vede scendere all’altezza dei gomiti. L’ aracata formata dallo sterno è abbastanza corta risalendo in modo accentuato ma non bruscamente in direzione del suo addome.

Non dimentichiamo la coda.

Si inserisce piuttosto inferiormente, e, essendo già sottile alla sua radice, comunque si assottiglia andando in direzione della sua punta. Il cane la porta sempre bassa ed in modo rettilineo dall’ origine al suo centro, poi, invece prende una forma curva fino alla punta. Se la distendiamo in giù, la coda ideale deve arrivare fino all’ estremità del garretto. Il pelo della coda si presenta rasato.

Anche gli arti hanno la loro importanza.

Gli arti anteriori scendono in perfetto piombo ed hanno muscoli ben asciutti. Le spalle si presentano un po’ oblique con una muscolatura sviluppata per bene, allungata, saliente e netta. Il braccio presenta un’ angolatura scapoloomerale molto aperta ed è parallelo alla linea mediana del corpo. E’ lungo un po’ di più rispetto alla spalla. I gomiti si presentano in assetto non sporgente e non rientrante, mentre le ossa dell’avambraccio presentano un’architettura di tipo secco, piatto ed asciutto trovandosi anche perfettamente verticale sia di profilo che di prospetto. Le scanalature carpiocubitali sono bene delineate. Da terra il gomito è un po’ più alto che rispetto al garrese. Ha i piedi ovaleggianti e molto piccoli, con dita  ad andamento arcuato e strette fra di loro. I cuscinetti delle piante sono poco sviluppati ed appaiono sempre d’ aspetto ben pigmentato. Le sue unghie hanno in genere colore nero o, comunque, sempre scuro se confrontate con il mantello. Solo il piede può essere bianco, lì è accettato. Quelli posteriori scendono anche loro perfettamente a piombo in vista posteriore. Le cosce sono asciutte, lunghe e non voluminose, con la muscolatura che presenta nette divisioni tra un muscolo ed un altro.  Le gambe sono molto inclinate con ossa molto fini. Il canale cosiddetto “gambale” spicca per evidenza. La gamba è un po’ più lunga della coscia. I garretti ed i metatarsi, alla vista posteriore, è bene che risultino paralleli. Il piedi posteriori risultano di forma meno ovalizzata rispetto a quelli anteriori avendo le dita di forma ben arcuata e che risultano ben serrate le une alle altre. Il cuscinetto plantare è poco voluminoso e l’ unghia risulta pigmentata in modo evidente, come l’ anteriore.

Il piccolo Levriero Italiano e la sua andatura.

L’andatura di questa elegante razza risulta essere tra le più armoniche ed elastiche, come un trotto che sembri un po’ sollevato da terra. Ciò sta ad indicare che gli arti davanti muovono anteriormente con ottima distensione, flettendo leggermente il metacarpo. Quando galoppa velocità e scatto risaltano subito agli occhi. La pelle del Piccolo Levriero Italiano è di natura sottile ed aderisce perfettamente ad ogni parte del corpo, se si eccettua il gomito, porzione in cui può mostrare qualche plica da leggero rilassamento.

Com’è il suo manto?

 

In tutto il corpo questa razza ha peli molto rasi, setosi e sottili, senza frange.

Ed il colore del manto?

Un unico colore su tutto il manto, grigio e nero, passando per ogni sfumatura. Si accetta del bianco solamente sul piede e sul petto.

Piccolino, ma con classe: la taglia ed il peso.

Sia i maschi che le femmine hanno più o meno le stesse dimensioni, ad esempio sono alti al garrese tra i trentadue ed i trentotto centimetri e pesano, entrambi i sessi, intorno ai cinque chilogrammi. Gli esemplari di sesso maschile occorre che abbiano i testicoli di forma corretta e perfettamente posizionati all’ interno dello scroto.

Eventuali difetti del Piccolo Levriero Italiano.

Qualsiasi aspetto non corrisponda alle caratteristiche menzionate sopra dove abbiamo descritto le diverse porzioni del corpo del Piccolo Levriero Italiano è considerato “difetto”, il quale costituirà una penalizzazione nel complesso dei giudizi in proporzione all’ entità del discostamento ed a quanto è diffuso: in caso di andature steppanti o arpeggianti, oppure ambi continuativi, oppure, infine, se il cane presenti movimenti raccorciati e radenti, si tratta di difetti che penalizzerebbero il giudizio complessivo.

I difetti che potrebbero portare ad un’  eliminazione.

Nei concorsi alcuni eventuali difetti del Piccolo Levriero Italiano potrebbero addirittura costargli l’ eliminazione, ad esempio parliamo di divergenze o anche convergenze dell’ asse craniofacciale, oppure di depigmentazioni del tartufo (un tartufo con depigmentazione anche solo su una porzione pari alla metà dell’ intera superficie costituirebbe un difetto da eliminazione), eventuali convessità o concavità delle canne nasali, la presenza di sperone, la coda qualora si presenti rivoltata in direzione del dorso, il manto qualora non sia unicolore, e colorazioni bianche se non nei piedi e nel petto. Altro difetto da eliminazione è un’ altezza al di sotto dei trentadue centimetri o al di sopra dei trentotto.

La squalifica potrebbe essere determinata da: orlo palpebrale totalmente depigmentato, testicoli non completamente sviluppati, anche uno solo, Prognatismo, enognatismo, brachiurismo, monorchismo, occhi gazzuoli, criptorchismo ed anurismo, sia in forma congenita che artificiale.

Il Piccolo Levriero Italiano: come viene utilizzato?

Originariamente la sua utilizzazione principale era nella caccia, soprattutto ai fagiani, conigli e lepri, sfruttando le sue straordinarie doti velocistiche. Poi, nel secolo diciannovesimo, la sua utilizzazione si allargò a quella di cane per compagnia. Infine, dopo il secondo grande conflitto mondiale il gruppo cui appartiene gli fu cambiato in “Levrieri”.

Il Piccolo Levriero Italiano: l’ alimentazione.

Gli sono sufficienti circa cento grammi di carne al giorno, non trascurando di integrare con verdure e riso.

Il Piccolo Levriero Italiano: ultime annotazioni.

Non dimentichiamoci che il Piccolo Levriero Italiano è un cane che rifugge dal freddo, soffrendolo sensibilmente, quindi necessita di locali non freddi dove alloggiare e per la notte la cuccia deve essere sufficientemente riscaldata in inverno.

Il cane maltese: caratteristiche fisiche e comportamentali

cane maltese

Il cane maltese è un cane adattissimo alle famiglie, in quanto, come già cisto sopra, ha un temperamento docile ed un carattere che lo rende ideale per la compagnia, anche di bambini. E’, indubbiamente, un cane che, più di altri, va rispettato perché è una bestiolina particolarmente sensibile. Vediamo insieme le caratteristiche di questo piccolo angioletto del focolare.

L’aspetto del cane maltese

L’aspetto del cane maltese

Il cane maltese mutua il suo nome da quello di una città antica, la siciliana Melita. E’ una razza, infatti, che trae origine dal bacino del Mediterraneo, anche se poi si è diffusa oltre i nostri confini.

Fisicamente è evidentemente un cane di piccola taglia, la cui altezza al garrese può raggiungere al massimo i venticinque centimetri. Il suo peso, al massimo, può arrivare ai cinque chilogrammi. Ha una caratteristica tutta sua: il pelo, oltre alla lucentezza ed alla lunghezza, vanta anche una consistenza fuori dal comune.

Le caratteristiche del pelo permettono ai loro padroni di poter “giocare” nell’acconciarlo, potendolo abbellire con fiocchetti a serrare dei ciuffetti di pelo. La pelle aderisce perfettamente al busto ed il suo corpo vanta una solidità che le sue dimensioni non lascerebbero immaginare.

Il cane Maltese è una bestia robusta e dotata di una forza più che discreta. Ha un muso abbastanza pronunciato nonostante abbia forme tondeggianti ed ha le orecchie che spesso si nascondono sotto il pelo folto e fitto. Il cane maltese ha un pelo di colore bianco.

L’aspetto del cane maltese è sempre carino e tenero, forse è quello che nel mondo canino vanta la maggior tenerezza.

Il cane maltese ed il suo carattere

Sotto il profilo del carattere il cane maltese accomuna un certo numero di pregi che ritornano molto utili in svariate situazioni. Difatti è un cane assolutamente fedele al suo padrone, lo difende e gli sta sempre accanto, poiché per carattere si lega sempre molto al padrone. Ha un carattere molto giocoso ed ha tanta pazienza, per questo è l’ideale per far compagnia anche ai nostri bambini, i quali ci si affezionano subito e saranno sempre ricambiati del loro affetto.

Una particolare caratteristica nel rapporto che si crea tra un cane maltese ed i bambini è che il cane maltese crea un ottimo rapporto con i bambini più grandicelli per età che hanno già una idea abbastanza precisa de comportamento che occorre avere con un cane e cosa ci si può fare e cosa NON ci si può fare; mentre i bambini troppo piccoli non sono particolarmente adatti per stargli accanto in quanto il cane maltese potrebbe infastidirsi per pe presumibili attenzioni troppo continue e troppo pressanti che solo i bambini molto piccoli sanno regalare.

Nonostante le sue piccole dimensioni, il cane maltese è un cane che può svolgere anche le funzioni di un vero e proprio cane da guardia. Anzi, in realtà in passato ha sempre svolto egregiamente questa funzione. In più, possiamo tranquillamente e senza tema di smentita che il cane maltese è un cane dotato di un’intelligenza fine e sviluppata, con grandi capacità di apprendimento di quanto gli viene insegnato dal suo padrone. Caratterialmente non presenta particolari difficoltà. Qualcuno, al limite, ha potuto notare un certo grado di permalosità del cane maltese, il quale, se preso un po’ in giro o anche mal trattato dal suo padrone, potrà anche avere qualche gesto di reazione, magari un po’ rabbioso ma senza aggressività o violenza.

L’alimentazione e le cure per il cane maltese

L’alimentazione e le cure per il cane maltese

Relativamente alla propria salute il cane maltese non denota qualche problema particolare, diciamo che vi è necessità di tenere sempre sotto controllo sia gli occhi che le orecchie perché il pelo lungo, se non si effettuano controlli periodicamente, potrebbe far insorgere qualche problema o all’udito o alla vista. Per quanto attiene, invece, all’alimentazione, quella d’elezione per il cane maltese è sicuramente costituita dalle crocchette che hanno dalla loro sia il comprendere tutti gli elementi nutritivi di cui un cane maltese ha bisogno, sia la pulizia dei denti che le crocchette un po’ ruvide compiono mentre vengono masticate. Contrariamente a quello che il sul aspetto fisico lascerebbe credere, il cane maltese, differentemente rispetto a molti altri cani di diverse razze ma con dimensioni più o meno simili, ha bisogno di fare molta attività di tipo fisico. Ha un’indole particolarmente vivace ed ha proprio bisogno che questa sua caratteristica comportamentale venga fuori tutta, manifestata anche fisicamente.

Proprio per questi motivi appena descritti, pur trattandosi di un cane adatto alla vita da appartamento, date le sue piccole dimensioni, sarebbe preferibile disporre anche di spazi aperti dove il cane maltese possa scorrazzare e distendersi giocando. Quanto alle cure, occorre che venga spazzolato tutti i giorni, insomma una buona tolettatura che non si nega a nessun cane, figuratevi ad un cane maltese dal pelo bianco lucente! Per il resto non necessita, sotto questo aspetto, di grandi attenzioni. Oltre alle normali vaccinazioni, si consiglia comunque una visita da effettuarsi periodicamente presso il suo veterinario di fiducia.

Bassotto a pelo duro: caratteristiche e personalità

Bassotto a pelo duro

Il bassotto a pelo duro, o bassotto tedesco, è una razza di cane da allevamento. In passato venivano utilizzati per cacciare volatili, volpi e conigli. Oggi la loro versatilità li rende anche ottimi compagni di gioco all’interno di una famiglia.

Caratteristiche del bassotto a pelo duro

Caratteristiche del bassotto a pelo duro

Originario della Germania, questa tipologia di cane si caratterizza per il suo pelo corto e lucido, vellutato. È semplice da curare e non richiede molta fatica nel gestirlo a casa.

I bassotti a pelo duro hanno però bisogno di alcuni trattamenti quotidiani. Va spazzolato occasionalmente con un panno umido o, meglio, un guanto di gomma, per rimuovere i peli morti. Il cane non va lavato spesso, altrimenti la sua pelle si seccherà. Nei periodi più freddi dell’anno, potrebbe essere necessario aiutare il vostro amico a quattro zampe a riscaldarsi, magari utilizzando un vecchio maglione o acquistando un cappottino presso un negozio di abbigliamento canino.

Come tutti i bassotti, ha un temperamento docile, ma questa specifica razza differisce per avere un attaccamento speciale per un determinato membro della famiglia. Il bassotto a pelo duro ha un alto grado di indipendenza. È quindi consigliato seguire un corso specifico per garantirgli una vita felice in casa. È un animale amichevole che ama stare all’aperto a giocare. Inoltre, è perfetto per chi desidera una compagnia vivace in quanto l’amabilità del bassotto tedesco lo rende un eccellente animale domestico.

Abbaiano spesso e non amano la compagnia di estranei, animali o persone che siano. È un comportamento difficile da gestire, per questo motivo ricordiamo di rimanere calmi e fargli capire che il suo focolare non è in pericolo.

Personalità

Il bassotto a pelo duro ama la compagnia e socializzare, specialmente con un membro della famiglia. È l’ideale per una famiglia per la sua attitudine giocosa e tranquilla al tempo stesso, ma è anche importante sapere che è un tipo di cane che non ama condividere l’attenzione. Se è possibile, si consigliare di evitare di prendere un esemplare se si possiede già un altro cane in casa. Inoltre, si trova benissimo in compagnia di persone che vivono da sole le quali possono dedicare il proprio tempo libero a prendersi cura di lui, senza distrazioni.

Nonostante ami giocare, non ha bisogno di correre per mantenersi sano e felice. È a ogni modo fondamentale che possa trovarsi una volta al giorno in un luogo dove possa correre e sfogarsi, meglio se all’interno di un giardino recintato. Questo perché il bassotto a pelo duro ama inseguire uccelli e piccoli animali e potrebbero perdersi facilmente.

La taglia di piccole dimensioni li rende perfetti cani da appartamento, ma ricordate che i bassotti hanno bisogno di fare attività fisica perché sono soggetti ad avere problemi di peso.

Bassotto a pelo duro: come prendersene cura

Bassotto a pelo duro: come prendersene cura

Piccoli ma tosti. Questo tipo di bassotto ha un carattere forte e responsabile. Vorrebbe decidere lui dove andare, quando andare e cosa fare. Dargli istruzioni precise è inutile. O perlomeno dovrete fargli credere che siano padroni di se stessi. Come? Questi cani di piccola taglia devono riuscire a pensare che ogni attività gli proponiate sia frutto della propria idea, altrimenti si annoiano e risponderanno con un comportamento disinteressato. Bisogna avere pazienza. Molta pazienza. Evitate di sgridare il vostro amico, il suo temperamento lo farà reagire scattando o provando a mordere.

Non è la razza ideale per una famiglia con bambini piccoli. I bassotti a pelo corto sono possessivi riguardo i propri giocattoli e il proprio spazio. Sono gelosi e potrebbero prendere un neonato come fonte di minaccia. Ricordiamo che sono animali con un attaccamento al limite del morboso verso uno specifico membro della famiglia. Se la persona che riconoscono come padrone sacrifica il tempo con lui per prendersi cura di qualcun altro, il cane potrebbe arrivare a mordere quella persona, soprattutto un bambino di età infantile. Per quanto riguarda i bambini più grande, in età scolare, non ci sono problemi. Anzi, se imparano a gestire il bassotto, entrambi potranno godere di esperienze indimenticabili.

Infine, il bassotto a pelo duro non deve essere mai lasciato solo in cortile. Sono da sempre abituati a scavare per rintracciare piccole prede. È nella loro natura. E il loro istinto è scavare sempre più in profondità. Teneteli lontani dalle piante e dai fiori, a loro piace scavare sotto le recinzioni alla ricerca di nuove avventure.

Il Drago Barbuto: un amico un po’… particolare!

Drago Barbuto

Beh, possiamo esser sicuri che il suo aspetto rema a suo favore: il Drago Barbuto (Pogona Vitticeps il suo nome scientifico) è un sauro particolarmente bello. Inoltre è assai docile, acquista immediatamente dimestichezza con l’ uomo, non  crea pericoli, non possiede veleni ed ha la caratteristica dell’ allevabilità, in misura senz’ altro superiore rispetto ad altri rettili che pure vengono tenuti nelle case.

Il Drago Barbuto vive in natura nei deserti australiani, ed il suo nome deriva da un collare spinoso bene evidente sul suo collo. Queste spine si allungano anche sulla testa e sui fianchi.

 

La classificazione estesa della Pogona Vitticeps è:

Classe di appartenenzaRettili
Ordine di appartenenzaSquamati
Sotto ordine di appartenenzaSauri
Infra ordine di appartenenzaIguana
Famiglia di appartenenzaAgamidi

 

Le sue dimensioni sono variabili e partiamo dai trenta centimetri, potendo giungere fino ai sessanta. Il suo colore è nella maggior parte dei casi un grigio tendente al marrone, ma occorre ricordare che con tutti gli incroci effettuati si è arrivati ad avere delle sfumature di colore vivaci ed accese.

Il genere Pogona annovera 8 specie, tra queste la Vitticeps rappresenta la più allevata.

Il Drago Barbuto: come lo scegliamo? Dove lo sistemiamo?

Il Drago Barbuto: come lo scegliamo? Dove lo sistemiamo?

E’ vero che il Drago Barbuto non presenta particolari problemi nell’ allevarlo, ma è sempre bene attenersi ad alcune semplici indicazioni per assicurargli il maggior benessere possibile anche in cattività.

Il prezzo d’ acquisto del Drago Barbuto non si discosta di molto dai centocinquanta euro (anche qualcosa in più in certi casi), ma a questo prezzo occorre aggiungere anche altri costi, necessari per il suo benessere, quali, ad esempio, quello di un buon terrario, quello per la manutenzione del suo nuovo habitat, quello per il cibo dell’ animale ed anche quello per delle periodiche visite da parte di un veterinario che sia, però, specializzato in rettili, o comunque bestie esotiche di taglia medio-piccola.

Nello scegliere il nostro Drago Barbuto cerchiamo di attenerci a queste semplici indicazioni: l’ animale deve presentarsi vivace e non deve essere ferito, non deve mostrare alcun segno di evidente malessere e deve essere lungo almeno una quindicina di centimetri. Così facendo sapremo di portarci via un animale in piena salute e che abbia superato già le prime, incerte fasi della sua crescita.

Partiamo, comunque, dal concetto che i Draghi Barbuti non nascono come animali domestici, non nel senso più comune del termine almeno, quindi necessitano di un ambiente dove li si possa allevare in modo sano per loro. Questo ambiente che costituirà il loro nuovo habitat sarà un terrario che potrà essere costruito a partire da un acquario, purché sia abbastanza grande, diciamo non meno di centocinquanta litri di capacità, ma, se ce lo possiamo permettere, anche più capiente.

Facciamo in modo che l’aria circoli liberamente e che una luce vi resti accesa per almeno dodici ore al giorno, anche di più, inoltre occorrerà installarvi una fonte di calore la quale dovrà essere modificabile per diminuire, come la dieta, con il passare del tempo: un esemplare giovane necessita di almeno 45 gradi di temperatura, mentre un esemplare adulto si accontenterà anche di “soli” trentacinque gradi.

 

Quando scende la notte l’ importante è che la temperatura non scenda sotto i 18 gradi.

Per ottimizzare l’illuminazione, invece, occorre simulare il susseguirsi delle quattro stagioni, fornendo all’ animale illuminazione tra le dodici e le quattordici ore in estate, scendendo ad otto durante l’ inverno.

Una buona fonte di calore viene fornita, in genere, dagli emettitori in ceramica, in ogni caso i consigli del negoziante cui abbiamo concesso la nostra fiducia saranno utilissimi per soddisfare le esigenze del nostro Drago Barbuto.

Come molti altri appartenenti alla sua specie, anche il Drago Barbuto necessita di un ambiente suddiviso in due microclimi, uno più fresco ed umido ed uno più caldo e secco. L’ aggiunta di un secondo termometro potrà aiutarci nel controllare il microclima di due zone differenti.

Per quanto riguarda, invece, il “pavimento” del suo nuovo habitat, è consigliabile l’ utilizzo di un tappetino apposito per i rettili, perché la sabbia ed altri tipi di rivestimenti potrebbero finire con il procurargli lesioni alle zampe o, peggio, all’ intestino. Eventualmente sono in commercio anche delle sabbie appositamente realizzate per evitare questo tipo di danni.

Ora che il terrario è costruito, si può rifinirlo con rami e pietre, tutte cose che si possono acquistare su Internet o, più normalmente, nei negozi specializzati.

Il Drago Barbuto: cosa mangia?

Il Drago Barbuto: cosa mangia?

 

La dieta di un Drago Barbuto varia in relazione alla sua età. E’ un animale onnivoro, ma comunque gli esemplari giovani necessitano di una quantità maggiore di proteine rispetto agli esemplari adulti. Poi, con il passare degli anni l’ alimentazione viene bilanciata.

Di conseguenza un Drago giovane seguirà una dieta costituita dal cinquanta percento di carne e cinquanta percento di verdure (vegetali in genere), quando diventerà adulto la sua dieta potrà, invece, essere costituita dal settanta (fino al novanta) percento di verdure o altri vegetali.

La dieta “carnivora” è costituita prevalentemente da insetti e l’ insetto principe nella dieta di un sauro, del Drago in particolare, è senza dubbio il grillo.

Non disdegna, però, anche le locuste, le cavallette ed anche le blatte, i kaimani e le camole inviece somministriamogliele più di rado. Poiché in natura il Drago Barbuto preda anche vertebrati di piccola taglia, pensiamo anche ogni tanto di regalargli qualche pulcino di quaglia o dei pinky.

Per l’ alimentazione vegetariana il Drago non ha preferenze ed è possibili variargli la dieta anche quotidianamente, tra verdure del tipo “a foglia”, della frutta purché fresca, dell’ erba medica ma anche la soia o qualche fiore o anche delle piante grasse. Sono sconsigliate, però, le zucche, le carote e tutti gli agrumi.

Ricordiamoci di aggiungere al cibo un po’ di integratori del calcio in polvere, magari con vitamina D 3 quale aiuto ai processi di calcificazione.

Pur essendo un animale che vive nei deserti, il nostro Drago necessita in ogni caso di acqua. In parte la ricava dagli alimenti, ma è utile fornirgliene anche un po’ in una ciotola da tenere nella parte meno calda del suo terrario.

Il Drago Barbuto: la vita in comune.

Sovente parlando di rettili sauri le persone si preoccupano eccessivamente, ponendosi delle domande su eventuali pericoli legati alla convivenza. Saranno velenosi? Possono essere aggressivi? E se mi morde? Beh, almeno per quanto concerne il Drago Barbuto possiamo dormire sonni tranquilli: i Pogona sono animali tranquilli, mansueti, docili, e si può arrivare anche a definirli affettuosi. Se li alleviamo con scrupolo arrivano anche all’ interazione con i proprietari e nel loro terrario possono mostrare un comportamento particolare ed anche interessante all’ osservazione.

 

Il Drago è senz’ altro un animale curioso e, se imparerete ad osservarli con attenzione, potrete notare dei movimenti molto caratteristici che, in alcune situazioni, hanno una funzione sociale. Per esempio a volte alzano ed abbassano ripetutamente la testa (head – bobbing), oppure alzano una delle zampe anteriori quasi come a voler salutare (arm – weaving), oppure ancora slinguettano o spalancano la bocca se si trovano presso una fonte di calore intenti a scaldarsi.

Qualche esperto dice che, però, è meglio non toccare troppo il Drago il quale è certamente socievole ma non predilige un contatto prolungato, quindi cerchiamo di goderceli a distanza, senza procurargli troppi stress.

 

Ultime due note, concernenti la pulizia: stiamo attenti all’ igiene ed alla pulizia del suo terrario e, periodicamente, facciamo in modo che possa farsi un piacevole bagnetto. Qualche centimetro d’ acqua all’ interno di uno dei contenitori di plastica che sicuramente avremo a casa, ed uno spazzolino da denti che pensavano di sostituire per un bel massaggino igienico al nostro amico rettile.