Cane Lupo di Saarloos, una razza poco conosciuta in Italia

Cane Lupo di Saarloos

Non si sente molto parlare del Cane lupo di Saarloos (detta anche Saarloos Wolfhound): si tratta di una razza canina di origine olandese, che è davvero poco conosciuta sul territorio italiano. Al giorno d’oggi, però, qualche cosa è cambiato anche in Italia. Infatti, soprattutto per merito del grande lavoro e dell’impegno della Sig.ra Sara Dioguardi, al giorno d’oggi esiste un allevamento di questo cane in Toscana. Si tratta di una razza che presenta dei tratti molto eleganti e affascinanti, soprattutto per via di una somiglianza estetica importante con i lupi. Al tempo stesso, però, presenta un carattere davvero molto docile e mansueto, anche se si distingue spesso timido e diffidente. Ed è proprio quest’ultima la principale differenza nei confronti del Cane lupo Cecoslovacco.

La storia del Cane lupo di Saarloos

Cane Lupo di Saarloos1

 

Per trovare le prime tracce di questa specie canina denominata cane lupo di Saarloos è necessario risalire addirittura al 1923. Correva proprio quell’anno, infatti, quando “Leendert Saarloos” provò per la prima volta un accoppiamento tra un Pastore Tedesco e una lupa. Da questo e altri incroci uguali riuscì a ricavare ben 28 cuccioli. Solamente tre, però, furono scelti come capostipiti per costituire una nuova razza, che non avesse alcun tipo di sintomo degenerativo. Nel momento in cui riuscì, tramite i suoi esperimenti genetici, ad ottenere degli esemplari stabili sotto quel profilo, ricevette la visita del dottor Van Lochum. I primi esemplari vennero usati come cani-guida in aiuto di persone non vedenti. Successivamente, venne reinserito sangue di lupo, rendendo i nuovi soggetti inappropriati per ogni tipo di lavoro. La razza ottenne il riconoscimento da parte del FCI nel 1975.

Il suo carattere

Dal punto di vista comportamentale, ma anche morfologico, è bene sottolineare come i cani lupo di Saarloos possano contare su numerose differenze nei confronti del cane lupo Cecoslovacco. Dal punto di vista caratteriale, infatti, presentano dei tratti notevolmente più tranquilli, al punto tale che possono essere considerati quasi degli appartenenti della categoria “cani da compagnia”. Si tratta di esemplari dotati davvero di una notevole intelligenza. Quel che è certo, però, è che non vengono mai sottoposti a particolare lavori, dal momento che non ne sono adeguati. Si tratta di una razza che fa della timidezza e del timore delle vere e proprie peculiarità nel momento in cui si trovano lontani rispetto all’ambiente in cui vivono in famiglia oppure quando sono con delle persone che non conoscono. Non si tratta ovviamente di cani da guardia, visto che non sarebbero mai in grado di sferrare un attacco nei confronti degli umani. Al tempo stesso, però, l’indole da lupi è facilmente riscontrabili in questi esemplari. Scoprite, intanto il carattere del Grande Bovaro Svizzero!

Il Saarloos in un ambiente familiare

Cane Lupo di Saarloos2

 

Il temperamento di questa razza è perfetto per permettere a questo cane di vivere all’interno di una famiglia, insieme anche ad altri animali, così come a dei bambini. Proprio per via della sua particolare indole, si suggerisce di optare per una socializzazione fin da subito. In che modo? Cercando di esporlo in maniera graduale, ma costante a un gran numero di stimoli ambientali. Tra questi ultimi possiamo senz’altro annoverare incontrare altri cani oppure ulteriori animali domestici, ma non solo visto che c’è anche il contatto con gli umani, sia adulti che bambini. Tale gruppo di stimoli possono certamente comprendere anche tutti quei suoni e rumori che sono legati al traffico e alle strade. In questo modo, la ripercussione a livello mentale sul cane lupo di Saarloos sarà positiva e corretta. In questo modo, si eviterà che il cane, una volta divenuto adulto, possa essere eccessivamente diffidente, ma anche timoroso e timido.

Allevamenti in Italia

Nella penisola italiana c’è un solo allevamento di cui abbiamo parlato anche in precedenza. All’interno dell’allevamento di Sara Dioguardi, la cui sede è localizzata in provincia di Prato, viene svolto un importante e ben preciso processo di selezione della razza. Si tratta di un allevamento che ha preso il via diversi anni fa e ha permesso di ottenere una delle più prestigiose linee di sangue la cui discendenza ha un forte e diretto legame con la linea di origine di Leendert Saarloos. Questo allevamento è conosciuto e rinomato in tutto il mondo ed è sempre in prima linea in ogni tipo di evento cinotecnico non solamente in Italia, ma anche in Europa. Un vero e proprio successo, che ha permesso anche di portare a casa tanti titoli e premi internazionali riconosciuti dalla Federazione Cinologica.

Alcune curiosità

 

Nel paese in cui è nato il Saarloos, in Olanda, ciascun allevatore è particolarmente ligio nel seguire ogni tipo di regola che proviene dalla società centrale, ovvero la “Raad van Beheer op Kynologisch Gebied in Nederland”. Gli allevatori italiani, invece, devono sottostare alle norme previste da parte dell’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, anche se manca effettivamente un’associazione che si faccia carico di comprendere tutti gli allevatori di questa razza molto particolare. La sua peculiarità di non essere adatto a delle prove di lavoro l’ha portato ormai ad essere considerata una razza di compagnia. Tutto questo nonostante l’FCi non ha compreso questo tipo di cane all’interno di tale categoria, inserendola invece all’interno dei cani da pastore. Il Cane Lupo di Saarloos è un cane decisamente rustico. Nel momento in cui viene abituato a rimanere all’esterno può vivere senza alcun problema anche nel giardino di una casa con ogni tipo di condizione climatica e in ogni stagione. Sia quando le temperature si abbassano notevolmente, sia quando in estate sono davvero molto alte. Si tratta di un cane che è particolarmente adatto anche a vivere in appartamento, visto che questa razza è sempre piuttosto pulita e molto ligia alle proprie abitudini.

Il Grande Bovaro Svizzero: austero e solenne ma anche… affettuoso!

Grande Bovaro Svizzero

Il Grande Bovaro Svizzero è un cane le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Deriva dall’ antico molosso da battaglia portato in terra svizzera dalle legioni romane. Nel dodicesimo secolo il Grande Bovaro Svizzero era compagno in guerra dei primi confederati. Passando a tempi più recenti, nel 1489 si tentò di eliminarlo completamente con un editto a Zurigo ad opera di Hans Waldmann, però non ci fu riscontro da parte dei contadini che disubbidirono all’ editto. Il Grande Bovaro Svizzero a partire dalla sua origine si è sviluppato velocemente, in particolar modo nelle fattorie fra i fiumi Lemano e Rodano. Fu allevato praticando selezioni di natura più empirica che tecnica. Si evolvette nel senso cinofilo vero e proprio solo agli inizi del Novecento, grazie alla grande dedizione di Strebel. La denominazione odierna gli fu attribuita dal Prof. Albert Heim dedito  da tempo ad un attento studio sui Bovari svizzeri. Oggi esistono molti allevamenti non solo nella sua terra d’ origine, ma anche in Danimarca, Olanda, Austria e Germania. Un po’ meno comune del suo “collega” Bovaro del Bernese, non viene praticamente allevato in Gran Bretagna e negli States.

Il Grande Bovaro Svizzero: l’ aspetto nel suo insieme.

E’ veramente di grandi dimensioni ed è il più imponente fra i Bovari svizzeri. Ovviamente, come già detto, è un cane di taglia grande, possente ma molto armonioso, ben proporzionato. Anche le gradazioni cromatiche sono molto piacevoli. Di primo acchitto il Grande Bovaro Svizzero è impressionante per la possanza della struttura fisica, con muscolatura molto sviluppata che si intravedono sotto il manto dai peli corti. Le colorazioni sono simili a quelle degli altri Bovari svizzeri, e colpisce per l’ intensità dello sguardo, che appare sempre tra i più attenti e fieri. Si differenzia dal Bovaro del Bernese per le sue caratteristiche più rustiche oltre che per le maggiori dimensioni e per il pelo più lungo.

Il Grande Bovaro Svizzero: che carattere ha?

Il Grande Bovaro Svizzero: che carattere ha?

Per quanto concerne il carattere il Grande Bovaro Svizzero si comporta similmente al “fratello” Bovaro del Bernese, tranne che per una maggior austerità nei comportamenti e per la tempra maggiore. Potrebbe dare l’ impressione d’ essere un animale non molto affettuoso, avendo un carattere molto riservato ed a causa della solennità del suo incedere. Si lega tanto al padrone nonostante per centinaia d’ anni abbia vissuto uno stato d’ isolamento sulle cime della Svizzera. Possiede un olfatto perfetto. Ama vivere in grandi spazi all’ aperto e non ama la vita cittadina, inoltre non è certamente un cane da appartamento. Lo si addestra facilissimamente, ma non si deve sottometterlo. Non abbisogna di grandi quantità di cibo e neanche di particolari cure, l’ importante a che gli si mantenga il manto pulito, spazzolandolo per bene.

Il Grande Bovaro Svizzero: gli standard:

L’ altezza:

– individui di sesso maschile minimo sessantacinque massimo settanta centimetri.

– individui di sesso femminile maschile minimo sessanta massimo sessantacinque centimetri.

Peso:

minimo cinquantanove massimo sessantacinque chilogrammi.

Tronco:

Il Grande Bovaro Svizzero si caratterizza per la profondità e larghezza del suo torace, il petto si nota per la prominenza ed è bello pieno, la gabbia toracica, arrotondata ed ovale, non è piatta e neanche a forma di botte. Ha ben alto il garrese, ed anche lungo mentre è non tropo lunga la linea dorsale che è dritta e forte. I reni si presentano forti e larghi, mentre lunga è la groppa, ed anche larga, correttamente arrotondata, discendendo morbidamente verso il retrotreno. Il ventre non è a fianchi pesanti o retratti e la lunghezza corporea, dall’ estremità della natica a quella della spalla, occorre che sia appena superiore rispetto all’ altezza a livello del garrese, la proporzione deve essere più o meno dieci a nove.

Testa e muso:

La testa si mostra potente ma di buone proporzioni, e non è mai troppo massiccia, la distanza dalla cresta occipitale alla linea degli occhi è più o meno uguale alla lunghezza del muso. Largo e piatto si presenta, invece, il cranio. Il solco nasofrontale si presenta non troppo accentuato. Anche le guance rientrano nella normalità, non essendo ne gonfie ne cascanti. Si nota la larghezza della canna nasale, che spicca anche per drittezza, sovente si rileva leggermente anteriormente al tartufo. Bello per potenza il muso, di dimensioni medie.

Tartufo:

Il naso del Grande Bovaro Svizzero è largo e pigmentato di scuro.

Denti:

I suoi denti sono ben forti e sviluppati. Chiude fortemente.

Collo:

Il Grande Bovaro Svizzero ha un collo che spicca per vigoria e presenza di muscolatura, non ha la giogaia ed è in media come lunghezza.

Orecchie:

Anche le orecchie del Grande Bovaro Svizzero rientrano nella media per dimensioni, hanno forma triangolare ed hanno un’ attaccatura piuttosto alta, si presentano piatte quando il cane non è in stato di attenzione, le gira verso avanti in stato di attenzione. Il padiglione auricolare è rivestito adeguatamente di peli, si all’ interno che all’ esterno.

Occhi:

Gli occhi del Grande Bovaro Svizzero sono medi per dimensioni e per posizione, non infossata e non sporgente, potendo variare come colorazione dal nocciola al color castagna-scuro. Il cane ha un’ espressione vigile ed acuta. Le palpebre chiudono bene.

Arti:

Il Grande Bovaro Svizzero possiede un avambraccio vigoroso e dritto, da qualsiasi parte lo si guardi, il metacarpo può essere un po’ cedevole. La coscia è larga, forte, di discreta lunghezza e molto, molto muscolosa. Obliqua se guardata da una posizione laterale. Ha forti e larghi i garretti, ben rotondi i piedi, anche corti e le dite ben chiuse tra loro ed arcuate. L’ unghia del Grande Bovaro Svizzero è corta e molto forte. Ricordiamoci di asportare lo sperone posteriore in giovanissima età.

Spalle:

Sono lunghe, vigorose, oblique, piatte e muscolose; formano con il braccio un angolo ottuso.

Andatura:

Nonostante la solennità del suo incedere, l’ andatura risulta tra le più sciolte ed elastiche.

Muscolatura:

Eccellentemente sviluppata.

Coda:

Di dimensioni notevoli, pesante e si allunga fino al garretto. La porta in basso quando è a riposo e la alza in stato d’ attenzione o durante l’ incedere. Occorre che non si presenti mai arrotolata o ripiegata verso il dorso.

Pelle:

Il Grande Bovaro Svizzero ha una pelle che aderisce molto bene al fisico ed è dotata di discreta elasticità.

Pelo:

Ha i peli duri e lunghi, anche fino ai cinque centimetri, ed è presente anche il sottopelo.

I colori che sono ammessi:

I colori che sono ammessi:

Può presentare colorazione nera con presenza di qualche macchia più chiara, come il color ruggine (ma anche il bianco) e simmetrica. Il colore rossastro occorre che si trovi fra il bianco ed il nero. In mezzo agli occhi sono presenti focature di color rossiccio, ma anche sul braccio, lateralmente sul petto e anche nelle gambe. A volte anche nell’ interno-coscia, al di sotto della coda o nella parte interna dell’ orecchio. Invece la macchie di color bianco possono trovarsi in testa, nel petto come nei piedi o all’ estremità della coda. E’ ammissibile una macchia di color bianco sul naso o sul collo, al livello dell’ attaccatura. Però le lebbra ed il tartufo occorre che siano di colore nero, sempre.

I difetti più ricorrenti:

Il Grande Bovaro Svizzero può presentare alcuni difetti, quali il criptorchidismo, il monorchidismo, l’ enognatismo e il prognatismo. Oppure qualche misura non compresa negli standard, dentatura anomala, angoli non corretti, peli troppo lunghi o troppo fini, dita poco serrate, non corretto portare della coda ed orecchie, slavatura dei colori, temperamento troppo timoroso o troppa tendenza a mordere.

Alano Arlecchino: il gigante buono.

Alano Arlecchino

Nella famiglia degli Alani l’ Arlecchino è la varietà che si presenta con le maggiori dimensioni, potendo raggiungere anche il metro in molti casi.

L’ aspetto dell’Alano Arlecchino è fiero, spicca per eleganza e, anche se le dimensioni possono incutere paura, ha un carattere mansueto ed è particolarmente fedele.

E’, ovviamente, appartenente ad una razza dalla grande taglia, parliamo, più precisamente, di molossoide anche se, differentemente dalle razze che pure appartengono alla famiglia dei molossoidi, è molto alto, ha un fisico asciutto ed il suo pelo è molto corto.

L’ Alano Arlecchino è bello (viene definito anche l’ Apollo dei cani), ma non solo, si rivela un meraviglioso cane da compagnia, adora la vita familiare in casa vicino al suo padrone. Nonostante le sue grandissime dimensioni  esso si sposta negli spazi anche angusti di una casa con delicatezza e precisione, generalmente senza fare danni. Eppure è un cane da record di dimensioni (il guinness appartiene ad un Alano Arlecchino alto ben un metro e nove centimetri!).

Altra caratteristica positiva è la pazienza:  può sopportare anche moltitudini si bimbi anche se questi provano a cavalcarlo, anzi, nei confronti dei cuccioli d’ uomo ha un istinto di protezione ed una gran delicatezza.

Adora le coccole, le carezze, vuole un contatto con gli esseri umani che ricorda un po’ quello del gatto nell’ atto del fare le fusa, ed è uso ricambiare le attenzioni con atteggiamenti affettuosi. E’, comunque, un cane anche adatto alla guardia con il suo atteggiamento vigile, pronto al’ azione anche se molto riflessivo.

Pur se in genere un po’ pigro,  non rifiuta il gioco, anche correndo all’ aperto.

Alano Arlecchino: l’ origine.

Probabilmente di origini antichissime, si tende a pensare addirittura che affondi le sue origini al tempo della Grecia Antica.

In ogni caso sappiamo di certo che nel 407 dopo Cristo una popolazione chiamata Alana invase l’ Europa, o almeno parte di essa: portava con se cani di razza Mastino, robusti e forzuti: tanto ne rimasero affascinati in Germania che proprio li iniziarono le selezioni effettuando degli incroci tra questi forzuti cani portati dagli Alani ed i Levrieri Irlandesi: fu così che si sviluppò una nuova razza che, grazie al nome della popolazione che introdusse una delle due razze sottoposte ad incrocio, fu chiamata razza Alana, in Germania, mentre fu chiamata razza Danese in Inghilterra pur non contribuendo la Danimarca in alcun modo allo sviluppo di questa razza.

Alano Arlecchino:  il carattere.

L’ Alano Arlecchino ha un carattere molto tranquillo, è docile, equilibrato ed anche molto socievole. Può essere aggressivo solo se sottoposto a stress o tensioni, potendo dimostrare un certo nervosismo in questi casi. Nei confronti del suo padrone dimostra di essere sempre affettuoso, desideroso di coccole ed anche molto protettivo.

E’ un cane che ama la compagnia ed ha sempre bisogno d’ essere ben addestrato, fi dalla più tenera età.

Dimostra un’ acuta intelligenza ed è facile all’ apprendimento, gli piace molto la vicinanza dei bimbi e apprezza il gioco con essi, tutta via, data la gran mole ed il fatto che mostra una tendenza all’ eccessiva espansività, quando gioca con i più piccoli occorre sempre prestare attenzione.

La sua taglia ed il suo latrato molto forte possono farlo ritenere un cane di cui aver paura. Non dimenticando che è comunque un cane anche da guardia e che dimostra una grande protettività nei confronti del suo padrone e dei suoi familiari (soprattutto dei più piccoli) è, comunque, un cane di cui non aver paura e di gran compagnia se il proprio atteggiamento nei confronti del suo padrone e dei suoi familiari è disteso ed amichevole.

L’ Alano Arlecchino caratterialmente è disposto a ben tollerare altri cani e, in più, non è insolito vederlo instaurare rapporti di amicizia anche con altre specie animali, soprattutto gatti.

E’ un vero e proprio “gigante buono”, se viene rispettato e non intravede situazioni pericolose per i suoi padroni, per la famiglia nella quale vive ed alla quale appartiene.

L’ indole dell’Alano Arlecchino fa si che sia un cane ben addestrabile anche se, date le grandi dimensioni, è richiesto un atteggiamento molto fermo nell’addestrarlo.

Alano Arlecchino:  l’ aspetto.Alano Arlecchino:  l’ aspetto.

 

L’ Alano Arlecchino nelle sue nobili forme coniuga la possanza  delle taglie grandi con armonia, eleganza e fierezza. Ha la caratteristica di attrarre l’ attenzione di un osservatore attento come solo una scultura maestosa ed imponente potrebbe fare, grazie alla proporzione delle sue forme e la maestosità armoniosa della sua taglia. La testa dell’Alano Arlecchino è sempre molto espressiva, e le sue forme non sono ne troppo grossolane ne troppo raffinate. La differenza tra i due sessi è sempre molto evidente.

Alano Arlecchino:  le proporzioni sono importanti.

Come da proporzioni ideali, il suo tronco si iscrive quasi perfettamente in un quadrato. Ciò è valido soprattutto per il sesso maschile, mentre le femmine potrebbero tendere ad essere un po’ più slanciate.

Alano Arlecchino: il carattere.

Come più sopra scritto l’ Alano Arlecchino ha un carattere tendenzialmente socievole, ed è anche affettuoso e si dimostra sempre molto affezionato ai padroni. A volte può dimostrare riservatezza nei confronti di chi non conosce, ma ha sempre un atteggiamento sicuro, impavido, si gestisce con estrema facilità ed ha le caratteristiche del compagno amichevole e dell’ animale nato per la famiglia. Resiste molto alle provocazioni e raramente dimostra atteggiamenti aggressivi.

Alano Arlecchino: come viene utilizzato.

Principalmente è un simpatico e un po’ strano cane per la compagnia, ma, date loe sue caratteristiche di protettività nei confronti dei suoi padroni e del proprio territorio, risulta anche ottimo come cane da guardia.

L’Alano, grazie alla sua bellezza e cordialità, è anche un grande protagonista dello schermo, specie per il mondo dei cartoni animati. Molti però, confondono i protagonisti del grande successo de “La carica dei 101”, con tantissimi cuccioli di dalmata, con i cani Alano arlecchino.

Alano Arlecchino: l’ alimentazione.

Nelle 24 ore un Alano Arlecchino si nutre di 1 Kg, 1 Kg e ½ di carni, ed apprezza anche il riso, il pane e le verdure, purché poco cotte.

Se, invece, si opta per un alimentazione a base di croccantini, che vanno inumiditi in acqua intiepidita, oppure anche con mangime umido, sarà sufficiente attenersi a quanto riportato sulle confezioni di questi alimenti. Se invece si decidesse di metter mano alla propria cucina per alimentare il proprio amatissimo Fido, ci si può orientare verso un’ alimentazione basata su carne, come sopra scritto, cereali e derivati dei cereali, latte e suoi derivati ed uova. Questi alimenti nelle giuste dosi sapranno dare all’ Alano Arlecchino il nutrimento necessario perché stia sempre bene.

Alano Arlecchino:  ultime notazioni.

Ricordiamoci di controllare sempre il peso del nostro Alano Arlecchino, dosando di conseguenza i pasti affinché non ingrassi, e cerchiamo di far si che possa scorrazzare libero all’ aria aperta per bruciare calorie. Questa razza necessita di frequente attività fisica per non ingrassare.

Alano Arlecchino: salute e cura.

Alano Arlecchino: salute e cura.

E’ una razza soggetta alla displasia dell’anca, date le sue notevoli dimensioni, può andare incontro anche a cardiopatie e non sono infrequenti disturbi ai bulbi oculari, Attenzione al problema della torsione del suo stomaco.

L’ Alano Arlecchino necessita di essere frequentemente spazzolato con spazzole dalle setole piuttosto dure e ricordiamoci che può soffrire se si addormenta in posti freddi ed umidi.

Partendo dalla displasia dell’anca, questa si presenta al livello coxo-femorale, ovvero dove il femore va a collegarsi con il bacino. A causare questa displasia nell’Alano arlecchino è sia un rilassamento dei legamenti interessati, che delle irregolarità del tessuto osseo, spesso presenti già in tenera età.

A causa di questi fattori, femore e bacino si muovono in modo incoerente, portando alla modifica dimensionale della testa del femore e del suo contatto con il bacino, e quindi ad una conseguente usura dei tessuti ossei. Nei casi più avanzati della patologia, l’Alano potrebbe andare a subire l’immobilità degli arti inferiori, mentre in una situazione più lieve della patologia, soffrirebbe comunque di un anomalo movimento degli arti, che potrebbe anche causare dolore.
ATTENTI ALLE CARDIOPATIE.
Vi sono poi le cardiopatie che possono interessare il cane, sia dovute ad alcune infezioni, sia per malattie congenite.

Per queste ultime, l’Alano Arlecchino potrebbe soffrire di malformazioni, stenosi e problemi ai ventricoli. Spesso vi possono essere malformazioni al dotto di Botallo, che si sviluppa nel feto per favorire l’afflusso di sangue. Poi c’è la stenosi aortica o polmonare, quando vi sono dei restringimenti delle valvole o delle arterie. Anche la tetralogia di Fallot è una malformazione congenita tra quelle che colpiscono l’Alano.

Per quel che riguarda le infezioni e le patologie parassitarie che possono colpire il nostro gigante, abbiamo la leishmaniosi, la filariosi, la broncopolmonite, il cimurro, le metriti, le piodermiti e la parvovirosi.

La leishmaniosi e la filariosi sono due patologie dovute a parassiti. Per la leishmaniosi, il periodo più critico è quello primaverile ed estivo, in quanto questa è trasmessa da un pappatacio che si sviluppa e colpisce, tramite la sua puntura, naturalmente nella stagione calda. Questa malattia può portare emorragie, dolori muscolari e lesioni epidermiche, ma anche danni ai reni e agli occhi. Ci sono possibilità di vaccinazione ma anche delle cure a base di antiamoniali.

La filariosi invece è determinata da una larva, e può colpire diverse parti del corpo, a seconda della localizzazione in cui questo parassita va ad abitare.
L’Alano arlecchino può soffrire anche di cardiomiopatia dilatativa, in cui il cane va a soffrire di aritmie e assottigliamento delle pareti del muscolo cardiaco. Difficilmente questa malattia è mortale, ma comunque porta alla mancanza di energie e all’affaticamento, ma raramente alla sincope. Più facile è che il vostro cane possa soffrire di dispnea e tosse. È importante riconoscere subito i sintomi per stabilire un trattamento, in modo da non aggravare la condizione del vostro cane fino all’insufficienza cardiaca.

I PROBLEMI DELL’OCCHIO

 

L’Alano arlecchino è molto sensibile alle malattie che colpiscono i bulbi oculari, e in particolare alle lesioni della palpebra, l’ectropion e l’entropion.

La lesione della palpebra colpisce con una congiuntivite della terza palpebra, attaccando i follicoli linfatici, che si ingrossano dando luogo ad un ulteriore aggravamento dello stato irritato dell’occhio, con risoluzione chirurgica.

L’ectropion viene determinato quando la palpebra inferiore si rovescia, e va a irritare l’occhio a causa del contatto con l’ambiente esterno. Una costante per lo sviluppo della malattia è la caratteristica del rilassamento epidermico dei tessuti della testa del cane, in particolare le guance. Nell’entropion invece, la palpebra si ripiega sulla cornea, a causa di alcuni eventi traumatici ma anche per colpa dell’ereditarietà. Anche per queste due patologie va eseguita un’operazione chirurgica per la risoluzione del problema.

PROBLEMI ALLO STOMACO

 

Come già accennato, l’Alano può soffrire di torsione dello stomaco, così come altri canidi di taglia grande. In caso di comparsa di questa condizione, si deve correre immediatamente dal veterinario, in quanto la torsione potrebbe portare alla morte nell’arco di pochissimo tempo. Questo perché la torsione compare quando vi è l’ammassamento dei gas nell’organo, che va poi a torcersi e quindi a rigonfiarsi, provocando forti dolori, blocco della digestione, vomito e infine problemi respiratori che portano ad una progressiva ipotensione della circolazione sanguigna.

Per evitare questa sindrome, è molto importante educare il cane, e se stessi evidentemente, a pasti moderati, distribuiti nell’arco della giornata. Il padrone è spesso responsabile della torsione dello stomaco quando offre al proprio cane troppo cibo in una sola volta, nell’arco della giornata. In questo modo, l’eccitazione dell’unico pasto a disposizione, porta l’Alano a mangiare voracemente un pasto troppo abbondante, che porta lo stomaco a produrre troppi gas e quindi la conseguente condizione di torsione, che ne blocca l’espulsione. In questo caso il cane deve essere operato il più presto possibile, sia per il buon successo dell’operazione, sia perché potrebbe morire in sole due ore.